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Ma io tifo Renzi

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avrebbe senso per la Sicilia o la Sardegna emettere una valuta convertibile ma liberamente oscillante in Euro e permetterne l'uso per la raccolta fiscale degli indigeni e per pagare i propri dipendenti o fornitori indigeni?

non me lo voglio perdere. eppoi ci son quelli che sbuffano quando gli si cita mugabe e lo zimdollar!

in generale, non sono certo daccordo con la democrazia diretta, che piace finchè dà risultati che mi piacciono.

"burro o cannoni?" non ha del resto una risposta che il corpo elettorale possa azzeccare meglio di un'assemblea di rappresentanti delegati a farlo.  ma i grillini sono convinti che uno vale uno, perchè da loro  ce ne sono solo due che valgono molto di più.

in generale, non sono certo daccordo con la democrazia diretta, che piace finchè dà risultati che mi piacciono.

Allora non sei d'accordo, sempre in generale, con la democrazia rappresentativa, "che piace finchè dà risultati che mi piacciono". Ergo non sei d'accordo, in generale, con la democrazia. :-)

sono meglio tutelati da istituzioni intermedie, la caccia al negro ci vuole un attimo ad organizzarla al grido "il popolo lo vuole!",  magari anche consultato prontamente in rete.

e che dire degli argomenti in cui occorrono cognizioni specifiche, ad es. le cure mediche? vannoni è stato un po' troppo in anticipo sui tempi, ma il domani potrebbe essere tutto di personaggi del genere.  :-(

sono meglio tutelati da istituzioni intermedie, la caccia al negro ci vuole un attimo ad organizzarla al grido "il popolo lo vuole!",  magari anche consultato prontamente in rete.

Già, perché la bossi-fini chi l'ha votata?

autogol

dragonfly 19/2/2014 - 15:43

la bossi-fini è stata duramente discussa prima dell'approvazione e, se la si considera di una gravità pari a quella del linciaggio col cappuccio in testa, può anche essere abrogata.

anche le democrazie indirette sbagliano, ma molto meno.

Il linciaggio col cappuccio in testa non mi pare proprio un espressione di democrazia diretta...

In una democrazia diretta comunque avresti una costituzione difficile da cambiare e delle istituzioni che tutelano i diritti delle minoranze.

I vantaggi della democrazia diretta mi sembrano palesi:

  • obbliga i cittadini a considerare le proposte nel merito e quindi è meno vulnerabile al carisma dei singoli leader e partiti
  • consente di esprimere posizioni variegate senza doversi uniformare a quelle di un solo parito
  • evita il problema "principale-agente" di doversi fidare a dare mandato in bianco ai politici
  • riduce il potere di influenza di lobby, mafie, ecc.

I vantaggi della democrazia rappresentativa quali sono? Boh, io non vedo alcun motivo per il quale chi viene eletto in parlamento dovrebbe essere migliore dei suoi elettori, e gli ultimi anni di storia italiana dovrebbero fugare qualunque dubbio:

I politici italiani sono il gruppo sociale con la maggiore frequenza di persone colpite da provvedimenti giudiziari, dopo i carcerati. Ok, all'estero non sono così, ma comunque tutti i parlamenti del mondo hanno la loro bella dose di cialtroni.

L'unico vantaggio della democrazia rappresentativa mi sembra puramente tecnico: far votare ogni giorno milioni di persone è più difficile che far loro eleggere qualche migliaio di rappresentati che votano ogni giorno per mestiere. Ma con la tecnologia moderna credo che questo problema sia ampiamente risolvibile.

la forzatura del mezzo referendario esistente, come ci ricorda giovanni federico, ha gia dato buona prova di sè: ad es. il cittadino è stato obbligato a entrare nel merito dell'energia nucleare o della gestione dell'acquedotto. ovviamente le buone e documentate ragioni di carlo stagnaro non hanno prevalso sull'urlo scomposto del nostro peppino da genova.

Non è che se la democrazia diretta da risultati che non ti piacciono allora vuol dire che non fuznoni, anche perché lo stesso argomento si potrebbe applicare alla democrazia rappresentativa. Meglio la dittatura allora?

E' così.

Nasissimo 3/3/2014 - 18:01

ed è  tanto "vecchio" e "già visto" quanto lapalissiano. Chi inventò la Democrazia ad Atene la pensò diretta. La Democrazia Rappresentativa ne è chiaramente una riduzione, non un potenziamento, che fu introdotta principalmente per le esigenze "tecniche" che cita. Con l'estendersi della comunità, diventava complicato coinvolgere tutti nelle decisioni. Con la tecnologia moderna questo problema è divenuto risolvibile (anche se non troppo semplicemente), e quindi forse possiamo riconsiderare la questione.

Come prima cosa da dire però c'è che la regione tecnica non è la sola a favore della Democrazia Rappresentativa. Secondo l'opinione diffusa, un'altra sarebbe la presunta maggiore "competenza", e l'ancor più probelmatico maggior "valore", degli uomini che alla politica dedicano la loro esistenza.

La comunità  dovrebbe essere in grado per via elettiva di scegliere i "migliori", allo scopo di prendere le decisioni migliori. A parte che ciò tradisce una concezione aristocratica che stride un po' con le fondamenta della Democrazia che si discutono qui, come dice lei non si vede per quale ragione il Parlamento dovrebbe essere migliore dei suoi elettori; e basta osservare la classe dirigente che ci ritroviamo per vedere che questa è pura superstizione. Infine pure la pretesa "competenza" è frutto di un equivoco. Perché anche qui non si capisce quali sarebbero le "competenze" richieste, e quale sia il percorso formativo che ne certifichi il possesso. E, anche qui, basta osservare la classe dirigente che ci ritroviamo per riconoscere l'insensatezza dell'obiezione.

della propria porta, però. :-)

Chi inventò la Democrazia ad Atene la pensò diretta.

mi tocca ricordare che ad atene vigeva la schiavitù e non il suffragio universale. comunque, era un mondo un filino più semplice, oltre sparta non si andava.

per rimanere alla cronaca. una bella consultazione in rete per la crimea, sarebbe prudente? quale dovrebbe essere il quesito e chi lo decide? potrebbero votare solo quelli che sanno dov'è la crimea e lo staff di un ministero (sì, anche alla farnesina) lo sa meglio che la media degli utenti sempre connessi.

ricordare che fu proprio la "democrazia diretta" ateniese a processare e condannare Socrate.

da Atene alla Crimea non è male.

io dicevo che la Democrazia Rappresentativa è una riduzione, non un potenziamento, della Democrazia Diretta. E dicevo appunto che la comunità era numericamente più ristretta (che fosse "più semplice" è discutibile), quando si estese, fu necessario introdurre la versione Rappresentativa. Ma nel presente c'è una circostanza nuova, che pure gioverebbe notare. Con la rete, questo problema è divenuto risolvibile. Anche qui non proprio "semplicemente", ma tecnicamente non è fantascienza pensare di poter ritornare, adesso, alla versione originaria; anche in una comunità di milioni di cittadini con diritto di voto. Qualcuno se ne è accorto, qualcun'altro ancora no.

Quando sedute in un ministero stanno soubrettine che lo hanno succhiato al capo, quando un ministro dell'istruzione parla di tunnel tra il CERN e il gran sasso, allora la media degli utenti collegati in rete è di gran lunga superiore, allo staff del ministero. Nello staff del ministero, pure alla Farnesina, pure ora, sta gente che non sa meglio di me dove sta la Crimea. Poi dopo che scoppia il casino in Crimea (forse) si documentano, ma questo può farlo bene anche l'utente collegato in rete. Perché oltre a quella citata sopra, c'è un altra circostanza storica dell'ora, che ci differenzia dal passato. Mentre la classe dirigente si degradava, culturalmente e moralmente, il livello di istruzione medio della popolazione aumentava. Oggi la cultura media della popolazione non è inferiore a quella dei parlamentari. E con la rete, la possibilità di chiunque di documentarsi e accedere a informazioni non è ora molto inferiore a quella di un ministro. Anche di questa seconda circostanza, qualcuno se ne è accorto, qualcun'altro ancora no.

Cultura media

floris 4/3/2014 - 17:04

Oggi la cultura media della popolazione non è inferiore a quella dei parlamentari.

Esser laureati non indica necessariamente avere una cultura maggiore di chi laureato non è, però ricordo che i parlamentari con laurea sono circa il 65%, gli italiani con laurea circa il 15%. Insomma, nonostante preoccupanti casi in parlamento ci andrei piano con certe affermazioni, stiamo comunque parlando di gruppi di composizione assai diversa.

Qualcuno se ne è accorto, qualcun'altro ancora no.

non è affatto nuova, non è figlia della  innovazione travolgente degli ultimi anni.

a me ricorda quella specie rapidamente estinta dei  marxisti, seguaci di una  meravigliosa teoria "scientifica" e quindi ineluttabile, prima ancora che rivoluzionaria.  nella loro versione più tollerante e democratica, diciamo quella italiana anni '70, distinguevano proprio  fra quelli che l'hanno già capita e quelli che ci arriveranno, con annesso sorrisino paziente.

auguro ai credenti nella rete una sorte migliore, naturalmente.

Ci sono delle novità, nel mondo, di cui bisogna prendere atto: qualcuno ci arriva prima, qualcun'altro dopo. Va sempre così. L'invenzione della stampa è del 1483, ma prima di venticinque anni si fece fatica a comprenderne la portata. La rete vale ben più della stampa come portata storica, ed è quindi sicuro che le sue conseguenze saranno maggiori di quelle dell'invenzione della stampa, che pure non furon poca cosa. Non si tratta di esser "credenti", perché non c'è da attendersi nulla dalla rete in sé (che è un mezzo, come la stampa), ma di coglierne la portata e le possibili implicazioni, nel contesto presente. Una di queste è che rende possibili parziali o totali ritorni a forme di partecipazione politica simili alla Democrazia Diretta delle origini. Per chi sia Democratico nel senso greco della parola (non quello che tira fuori sempre i comunisti marxisti, come fa berlusconi pure se perde il Milan) questa circostanza nuova può solo essere vista con interesse.