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Nibor Dooh: prendere ai poveri per dare ai ricchi, ovvero lo strano caso del Dottor INPS.

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Visto che qui citi l'inflazione, chiedo come si rivalutano i contributi versati per il calcolo della pensione col metodo contributivo. Una ipotetica impennata dell'inflazione al 25% metterebbe i pensionati in ginocchio?

i contributi vengono rivalutati secondo l'andamento del PIL nei cinque anni precedenti, se non sbaglio. almeno nell'ultimo anno non hanno avuto alcuna rivalutazione.

sicuramente  la stagflazione, non la sola inflazione, ucciderebbe il montante, salvando le pensioni in essere fino ai 1600e lordi circa, quelle che attualmente sono indicizzate completamente all'inflazione.

Per effetto del criterio di rivalutazione del montante contributivo che hai citato l'effetto della crescita negativa del PIL nominale del 2009 e del 2013 è stato quello di ridurre il montante contributivo e quindi le pensioni attese per gli attuali lavoratori. E' evidente che ciò contrasta con le affermazioni di coloro che ritengono che un ricalcolo delle pensioni in essere con il sistema retributivo sia improponibile. In realtà è proponibile perchè la riforma Dini ha introdotto una disparità di trattamento, citata da M. Esposito, tra coloro che al momento della riforma avevano maturato almeno 18 di contribuzione e quelli che non avavano ancora raggiunto tale traguardo. Si tratta di una divisione totlmente arbitraria e priva di giustificazione. Un legislatore serio avrebbe fatto scattare il sistema contributivo pro-quota (ovvero per gli anni di contribuzione successivi all'entrata in vigore della riforma Dini) per tutti. Ciò è stato fatto solo a partire dal 2013, ovvero con 18 anni di ritardo, che hanno pesato come macigni sul bilancio INPS.