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Nibor Dooh: prendere ai poveri per dare ai ricchi, ovvero lo strano caso del Dottor INPS.

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Mi manca una risposta alla domanda tre. La mia non era nemmeno un obiezione, era una domanda. Non so se sia possibile, passando al metodo contributivo, la circostanza immaginaria del contribuente che guadagna 100 all'ultimo stipendio e poi si ritrova di colpo a percepire 30 di pensione.

Non esistono pranzi gratuiti. Se quel contribuente non ha messo da parte abbastanza, ci sará qualcun altro che dovrá pagare per lui. Ad oggi é quello che succede. Molti di quelli che sono andati in pensione con il retribuitivo stanno ricevendo 100 dopo aver pagato 30, mentre quelli che per ora lavorano stanno pagando 100 per ricevere 30. Ho un paio di amici che sono emigrati dall'Italia specificamente per questa ragione. Immagino non siano i soli.

l "filosofico" della domanda stava nella considerazione che il meccanismo (teorico) delle pensioni è un accantonamento di risorse per usi futuri. E' un risparmio. In linea di principio non c'è alcun bisogno che nuovi contribuenti provvedano a riempire le casse: queste dovrebbero essere già piene, coi contributi versati in passato dai pensionati dell'ora.

Ma questo é appunto il ragionamento del contributivo. Nella realtá le casse nel 1995 erano vuote proprio perché quei lavoratori non pagavano i contributi necessari ad ottenere i trattamenti previdenziali che la classe politica gli aveva regalato, facendoli pagare a chi sarebbe venuto dopo, per comprarne il consenso elettorale, e continuare a vivere nel lusso piú sfrenato alla faccia nostra.

Chi oggi lavora in Italia paga i contributi per la sua pensione contributiva ed i contributi per la pensione di qualcun altro andato in pensione con la retributiva. La soluzione proposta da Marco in questo articolo non é la piú pragmatica, ma é l'unica moralmente accettabile, io direi anzi l'unica costituzionalmente comprensibile. Altre soluzioni, come quella del Sig. Dini del 1995 o quella ancora migliore descritta da Andrea Moro nel commento piú sopra, sono piú realistiche, ma sono tutti compromessi morali, ed io aggiungerei costituzionali, perché fanno pagare ad altri un beneficio per alcuni, senza tenere in minima considerazione l'equitá di questo trasferimento, dacché il beneficiario é spesso molto piú ricco, sia nel momento del beneficio che durante la sua carriera lavorativa, di quanto chi é costretto ad elargirgli quel beneficio sará probabilmente mai in qualsiasi punto della sua vita.