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Nibor Dooh: prendere ai poveri per dare ai ricchi, ovvero lo strano caso del Dottor INPS.

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In effetti Marco Esposito illustra DUE linee di condotta che lui giudica rispettivamente sostenibile e insostenibile; giustamente si astiene da valutazioni morali perchè gli econmisti a differnza dei farmacisti "do not deal in scruples". Marco Esposito tratteggia un'evoluzione, che a me sembra verosimile, di contributi calanti a fronte di erogazioni stabili o crescenti; se non si vogliono in qualche modo ridurre le erogazioni occorrerà aumentare in maniera massiccia i contributi ma come? Le aliquote sono già fra le più alte del mondo ed in "netto in busta" è già meno della metà del costo per il datore di lavoro. Vogliano immaginare un'aliquota contributiva del 50%, mentre sul rimanente 50% si abbatterebbe un'aliquota IRPEF del 30-35%? Un giovane brillante che produca ricchezza mettiamo per un valore di € 100.000 annui si accontenterà di ricevere in busta € 25-30.000 annui con i quali provvedere ai bisogni suoi e degli eventuali figli, beninteso dopo aver pagato il 20-25% di IVA ed una compilation di balzelli vari, dalla TARI al canone RAI? Oppure penserebbe ad emigrare verso cieli un po' meno inclementi? Dopo tutto ha fatto l'Erasmus e conosce un poco il mondo... Se lo facesse sottrarrebbe gettito tanto all'INPS che al fisco e allora che si fa? Si porta l'aliquota INPS  al 75%? Oppure si vieta l'espatrio a tutti i cittadini minori di 65 anni, come nella buona vecchia URSS?

Sono sicuro che la Corte Costituzionale saprebbe trovare solidi argomenti giuridici per obiettare ad una riforma come quella tratteggiata da Marco Esposito, ma saprebbe anche trovare i fondi per continuare a pagare le pensioni calcolate con le regole attuali? Pechè se si, allora evviva la Corte Costituzionale!

Concretamente credo che l'alternativa sia fra una riduzione "ordinata" (non mi azzardo a dire "equa") delle erogazioni ed una "disordinata", nella quale l'INPS invece dei quattrini invierà ai pensionati una gentile lettera nella quale spiega che "per il momento" non è in grado di onorare i suoi impegni e che "i pagamenti verranno ripresi non appena le condizioni lo permetteranno", ovviamente senza indicare una data.