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Nibor Dooh: prendere ai poveri per dare ai ricchi, ovvero lo strano caso del Dottor INPS.

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Proposte immediate:

(1) Passare da retributivo a contributivo per tutti (è la base, questo è il minimo);

(2) Riforma costituzionale per prevedere un prelievo di una certa %, in base alle soglie e ai contributi (e che non rompa l'INPS perché i dati li hanno), della pensione a partire dai 1000-1500€ in su (lo so, è brutale e cinico, ma pensate alle future generazioni che non arriveranno a quelle cifre, alcuni nemmeno di stipendio se andiamo avanti così);

(3) Opterei anche per una privatizzazione quasi totale del sistema pensionistico, lasciando un minimo ruolo allo Stato.

Bloccare l'indicizzazione di TUTTE le pensioni, alte e basse, retributive e contributive e lasciare che una sana inflazione le sfoltisca. Dopo di ciò deliberare una "indennità integrativa speciale" da modulare con cura, per compensare le pensioni troppo basse, e quelle erogate a fronte di carriere molto lunghe e "piatte" (nel qual caso il calcolo con il retributivo ed il contributivo non darebbero risultati troppo diversi). La Corte Costituzionale non dovrebbe obiettare: di solito si attiva solo quando le erogazioni vengono ridotte. Può darsi tuttavia che la misura sia poco incisiva in un periodo di bassa inflazione come quello attuale.

Come alternativa si potrebbero aumentare le aliquote nominali IRPEF, e magari anche IVA, e contestualmente rendere più generose le detrazioni per i lavoratori, tanto dipendenti che autonomi, ed istituire una "no tax area" che protegga i redditi minimi, eventualmente corroborata con la summenzionata "indennità integrativa speciale". Anche in questo caso la Corte Costituzionale dovrebbe lasciarla passare.

Non è il caso di nascoondere le rilevanti difficoltà tecniche e politiche (i pensionati votano).

Non è il caso

perché non proporre anche un limite massimo di età dopo il quale si perde il diritto di voto?

Il voto

marco esposito 13/3/2014 - 11:23

Luciano non lo dire due volte, che io lo penso da anni :). E comunque, se ricordo bene, l'astensionismo è molto alto nelle classi di età più vecchie e più giovani.

invecchierai anche tu, a Dio piacendo.

Condivido in toto.

ok punto 2: non mi pare cosi' 'brutale', o 'cinico' . Ad esempio, un contributo calcolato sulla differenza tra pensioni percepite e contributi versati, chiesto (limitatamente) a chi percepisce pensioni di importo elevato. (:  ossia la differenza -  non - giustificabile in base ai contributi versati, fra le pensioni che sarebbero maturate con il sistema contributivo definito dalla legge  1995, e quelle effettivamente percepite. Ossia, de facto, un 'regalino'). equita' intergenerazionale.

Condivido anche il punto 3. Anche se mi pare il piu' difficile (complesso) da realizzare. Serve una rivoluzione culturale radicale: driver i numeri. Io, a vedere numeri/proiezioni su come pagare le pensioni di domani.......

La prima proposta è più che sufficiente e andrebbe seriamente sostenuta. Come ho scritto sopra la discriminazione introdotta dalla riforma Dini tra coloro che nel 1995 avevano maturato 18 anni di contribuzione e gli altri non sta in piedi e andrebbe seriamente portata davanti alla Corte Costituzionale per vedere se quei vecchi imparrucati avranno il coraggio di stare dalla parte della Costituzione oppure da quella  della loro età anagrafica (e relativi interessi pensionistici). Una applicazione del contributivo anche agli anni prima del 1995 sarebbe invece tecnicamente più difficoltoso. Detto in altri termini: a partire dalla riforma Dini la legge ha detto come si fa (anche se lo ha fatto in modo discriminatorio), prima no.

Se vale la prima la seconda non c'entra. Le due proposte si sovrappongono quindi hai le idee confuse e un tantino astiose. Se il principio è che si raccoglie (pensione) ciò che si semina (contribuzione) non si capisce perchè debbano esserci prelievi extra. Altrimenti si consegna già pronto alla Corte Costituzionale il pretesto per cancellare tutto. Non si rimedia ad una discriminazione introducendone un altra (altrimenti il rischio è che qualcuno venga penalizzato due volte). I prelievi in  base al reddito li fa già il fisco.

La privatizzazione del sistema pensionistico al momento attuale è impossibile poichè il sistema è a ripartizione (peraltro insufficiente), e i contributi vengono usati per pagare le pensioni. Peraltro ciò accadrebbe anche in un sistema totalmente privato che funziona a regime (ovvero che abbia superato la fase di pura accumulazione e paghi delle pensioni). Entrate ed uscite in aggregato si elidono, anche se sono in capo a soggetti diversi . E questo è il motivo per cui un sistema privato è inefficiente e costoso: infatti i privati si fanno pagare le commissioni su tutto il monte contributivo ricevuto mentre quello effettivamente gestito è solo il saldo tra entrate ed uscite (pensioni). Il sistema attuale che vorrebbe assegnare alla previdenza integrativa una quota intorno al 20/30 % delle pensioni attese è più che sufficiente per ottenere i benefici della maggiore efficienza allocativa della gestione privata del risparmio (almeno così si spera) senza sopportare un costo eccessivo. Il problema è che le pensioni calcolate con il metodo retributivo hanno zavorrato l'intero sistema, mentre se il sistema fosse stato contributivo sin dall'inizio l'INPS avrebbe ad oggi accumulato un sostanzioso attivo patrimoniale che avrebbe dovuto investire in attesa di pagare le pensioni.

Ammetto di aver messo troppa "foga" nel mio commento.
Il prelievo extra potrebbe essere ottenuto dalle categorie che maggiormente ne hanno beneficiato come i baby pensionati e diversi dipendenti pubblici, ma mi rendo conto che non sarebbe più di tanto possibile attuare una cosa del genere e non si potrebbe nemmeno prelevare da persone che ormai sono uscite da molto tempo dal mondo del lavoro.
Il sistema se va privatizzato lo si deve fare gradualmente, è chiaro. Allo stato attuale è difficile anche definire come iniziare; probabilmente lasciando libertà ai lavoratori di destinare 1/3 o una qualsiasi altra cifra minima all'INPS o all'eventuale fondo pensionistico alternativo di scelta.