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Nibor Dooh: prendere ai poveri per dare ai ricchi, ovvero lo strano caso del Dottor INPS.

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No, Luciano ti ha risposto benissimo: anche se ci fosse una legge che proibisse di "stornare i fondi" basterebbe farne un'altra che lo consente, essendoci una sola legge che è superiore alle altre: la Costituzione, ovvero ci vorrebbe una legge Costituzionale. Non riescono a mettersi d'accordo per lìabolizione del CNEL e del Senato, figurati per la cassa.

Lo so

Nasissimo 15/3/2014 - 14:07

ma l'esigenza rimane. Per difficile che sia, mettiamo almeno al punto zero l'esigenza di questa legge Costituzionale. A che serve studiare riforme delle pensioni, in un senso o nell'altro, se nel frattempo la porta sul retro è aperta, e la banda bassotti sta svuotando il deposito?

Non è possibile serrare la porta sul retro? Bisogna renderlo possibile. Solo per dire la prima cosa che mi viene in mente. Poco tempo fa, anche qui su nFA, si è fatto un gran discutere sull'operazione di ricapitalizzazione delle quote di Bankitalia. Senza andar fuori tema, domando solo: cosa impedisce ai governi di frugare direttamente nelle riserve della banca d'italia? Bene, il fondo pensioni deve essere altrettanto intoccabile quanto quelle. Altrimenti è tutto inutile.

in Italia i fondi pensione veri e propri (fondi accumulati con i contributi individuali e di proprietà del depositante) sono volontari e molto limitati. L'INPS paga le pensioni con i contributi dei lavoratori. Il metodo di calcolo retributivo/contributivo determina solo l'importo della pensione. Il problema non è prevenire fantomatiche espropriazioni dei soldi dei pensionati. E' come  ridurre l'importo delle pensioni pagate col retributivo non corrispondenti a contributi versati in passato. Se vuoi, come ridurre i trasferimenti netti dai lavoratori ai pensionati. Questo pone enormi problemi di equità: riduciamo a tutti, col rischio di affamare i pensionati poveri? Riduciamo solo ai pensionati ricchi? E come si definiscono ricchi?  Riduciamo a tutti i ricchi o solo a quelli che non hanno contributi sufficienti? Etc. 

Questa parte della discussione partiva da una domanda "filosofica", lo so benissimo come l'INPS paga le pensioni, solo che credo che non dovrebbe punto essere così, e credo che se si deve riformare l'INPS, la prima cosa da fare sia fargli fare davvero (e solo) quello che dovrebbe fare: gestire il risparmio accumulato, per erogare retribuzioni differite. Osservavo che se ora si pagano le pensioni con i contributi attuali dei lavoratori, significa che prima si è svuotata la cassa. Secondo logica pura, "filosoficamente" parlando, l'INPS dovrebbe fare solo due cose: proteggere il risparmio dall'inflazione, con investimenti a basso rischio, fornire un volano di fondi che permetta di erogare la pensione a quello che sopravvive oltre la media, con il denaro versato da quello che è morto prima (è per poter fare questo, che non può essere "individuale"). E, se si vuole, una terza: rendere previdente l'imprevidente, che lasciato libero di scegliere non accumulerebbe per poi tramutarsi in un problema sociale.

Se l'INPS fosse solo un ente gestore di risparmio collettivo, non ci sarebbe alcuna ragione per collegare le pensioni al PIL. Qualcuno qui ha scritto: "se decresciamo, anche le pensioni devono decrescere". Ma niente affatto. Se decresciamo, se la popolazione diminuisce (il che può accadere, visto il trend demografico) il lavoratore che ha versato i suoi contributi per tutta la vita non deve avere nulla da temere. I suoi soldi sono lì, e devono esserci perché lui li ha versati.

C'è un aspetto che voglio sottolineare, restando nel "filosofico", ma per amor di chiarezza. Pensiamo una popolazione che ha un inizio, un durante, una fine. Poniamo che la civiltà X debba durare, che so, 500 anni. L'immaginifico INPS della società X inizia a raccogliere contributi all'anno zero. Per i primi 40 anni dalla sua istituzione, questa INPS incassa soltanto, non dovendo erogare alcuna pensione. Dopo 40 anni, se nessuno ha saccheggiato le casse, ha un enorme avanzo di cassa. Al quarantesimo anno comincia ad erogare le prime pensioni, ma per i primi anni sono poche, e l'avanzo di cassa aumenta ancora. Va a regime dopo circa 60 anni dall'istituzione. A questo punto, se è ben amministrata, le uscite pareggiano le entrate. Il bottino dei primi 60 anni resta quindi intonso nel deposito, sempre se nessuno lo saccheggia. A che serve? E' la riserva d'uscita: serve per coprire il periodo dal 440° anno al 500°, quando la civiltà X si avvierà alla fine, i trend demografici saranno negativi, e i nuovi iscritti sempre di meno; fino agli ultimi 40 quando all'INPS non si iscriverà più nessuno e l'INPS avrà solo uscite, senza nessun entrata.

Questo è il paradigma ideale. Non è realistico immaginare un trapezio perfetto in questo modo, lo so bene, ma il modello va tenuto a mente quando si struttura l'INPS reale. Perché se la fine della civiltà all'anno 500°, con tasso di nascite nullo dal 440°, è forse circostanza di fantasia, non lo è per nulla quella di un periodo a crescita negativa. E anche perché, moralmente, quell'enorme avanzo di cassa accumulato nei primi 60 anni di INPS appartiene a quelli che lo hanno versato, e a loro deve tornare.