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Nibor Dooh: prendere ai poveri per dare ai ricchi, ovvero lo strano caso del Dottor INPS.

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C'è una cosa che non capisco, complice una situazione famigliare, sulla questione "autonomi". Mio padre è stato iscritto alla mutua artigiana, quella che nel 1966 (credo?) è stata nazionalizzata e unita all'INPS.
Ai tempi dissero che i contributi preesistenti erano nulli e che se si voleva, li si doveva riscattare con contributi volontari (salati). Dopo qualche anno anche questi contributi volontari furono considerati nulli (una truffa bella e buona).
Ora, il risultato è che andando in pensione a 66 anni dopo comunque quasi 30 anni di contribuzione all'INPS (pensionato nel 94), la pensione arriva a malapena ai 900 euro.
Leggere che la gestione artigiani sia in drammatico passivo mi lascia di stucco, cosa è successo? (Vero è che sono passati 20 anni da quando mio padre è andato in pensione... l'unico sospetto che ho è che ci siano state come al solito regole su regole che cambiavano di anno in anno e tramite cui qualcuno se ne è approfittato per riscuotere molto di più di quello che ha pagato...)

o meglio l'organizzazione di categoria, magari riesce a ricostruire quella che sembra archologia contributiva.

Leggere che la gestione artigiani sia in drammatico passivo mi lascia di stucco, cosa è successo?

lo stupore deriva dalla pensione considerata esigua? cioè: sono dei micragnosi, che almeno siano in attivo! :-) si dimentica che il primo fattore è l'andamento del numero degli iscritti, se calano nel tempo, la gestione sarà per forza in passivo, però non deve preoccupare, visto che si è giustamente rimediato con l'unificazione in INPS.

a un conto enormemente a spanne, mi sembra che almeno il totale percepito possa essere ben superiore a quanto versato nel tempo, gli 86enni sono tosti e hanno interessi contrastanti a quelli della previdenza. in tempi ben più recenti, il governo monti ha di molto aumentato i contributi di categoria, sia pure diluendoli nel tempo e questo mi fa pensare che fossero storicamnte troppo bassi.

...il passivo deriva dalle regole del retributivo, che guardava gli ultimi due o cinque anni, per cui gli artigiani (che non sono in forte sbilancio fra contributori e percettori) i primi anni versavano solo i minimi contributivi, poi, alla soglia dell'età della pensione aumentavano i contributi, poichè la pensione sarebbe stata calcolata solo sull'ultima parte.
E' lo stesso gioco dei commercianti (anche loro in profondo rosso).
Ovviamente non generalizzo, sicuramente c'è chi ha versato sempre tutto e in perfetta regola, ma è la somma che fa il totale.

Tra l'altro in un contributivo sano è così che dovrebbe funzionare, i primi anni versi meno (reddito più basso, maggiori spese connesse alla famiglia), poi aumenti i contributi per formarti una pensione decente. Solo che in Italia i giovani devono pagare la pensione dei vecchi, quindi tasse a go-go.