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L’insostenibile pesantezza dell’euro?

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in una grande economia (come la nostra) tutti  consumano un po' anche dall'estero.  Forse non lo sanno (alcuni beni sono componenti di altri, o sono utilizzati da chi le offre un servizio come il meccanico). Quindi,  a meno che stiamo parlando di un autarchico che vive e consuma solo e unicamente i beni della sua isola (ma ce ne sono pochi, a giudicare dalla contabiltia nazionale). 

Una svalutazione rende piu cari gli import (per molti di noi  un  computer Apple, una TV  Sony, una auto Toyota, una chitarra Martin etc, ...)   e ci induce a spostarci su beni di qualita inferiore (un computer.... Olivetti? una TV Mivar, una auto Fiat, una chitarra Eko, etc etc) , quelli prodotti a casa. Di solito questa scelta peggiora il benessere del consumatore, altrimenti l'avrebbe fatta, a maggior ragione, quando il cambio non era svalutato. 

e anche gli autarchici più convinti faranno fatica a trovare benzina e gas prodotti in val d'aosta :-)

la benzina è tutta accise, se ritornassimo a una Banca d'Italia collegata con il Tesoro (che può acquistare debito o produrre soldi a comando) si potrebbe diminuire l'accisa a volontà, stampando poi soldi con moderazione. Come la Fed - con un occhio all'inflazione, con lo scopo di tenere su la massa monetaria e la velocità del denaro: qui si ciancia e si ciancia ma se vi guardate i grafici M1 M2 M3 sono a terra e la velocità del denaro sta crollando, abbiamo dei grossi problemi. E' ovvio che abbiamo un'amministrazione pubblica inefficiente con dirigenti in sovrannumero mangioni e corrotti, ma, ammesso di avere le palle per cambiare sistema, occorrono almeno 20 anni (sono in realtà troppo ottimista: abbiamo un sistema di governo con 1000 comandanti, quindi non basteranno nemmeno 200). Se andiamo avanti 20 anni in questo sistema monetario e con queste politiche monetarie, fra 20 anni le industrie italiane e la pmi italiana che tanto fastidio dà ai tedeschi, saranno tutte chiuse, sarà tutto chiuso, l'amministrazione sarà forse diventata efficiente ma non ci sarà più niente da amministrare.

E' ovvio che abbiano un sistema politico corrotto e quindi...facciamogli gestire anche la Banca d'Italia!

Non vi basta quello che è successo al Monte dei Paschi ? o al Credit Euro? O come si chiamava quella della Lega.

Più che "No Euro" bisognerebbe abbreviare e chiamare il movimento: "N'Euro"?

Si dice, riguardo agli effetti di breve termine:

[...] una svalutazione del 30% del cambio nominale farebbe crescere il PIL fra lo 0,3 e l'1%.

Si parla di crescita reale espressa in valuta domestica, giusto?

Poi, sotto, ipotizzando che i prezzi interni non crescano:

A fronte di un aumento della competitività delle imprese si registrerebbe una diminuzione del potere d'acquisto dei lavoratori, dovuta al fatto che le importazioni diventerebbero più care.

Questo vuol dire che il PIL misurato in PPA andrebbe comunque a calare? Si può azzardare una relazione tra svalutazione e inflazione/calo di PIL in PPA (una relazione empirica di massima, tipo sopra)?

Grazie

NO

Giovanni Vera 15/4/2014 - 00:34

Si parla di crescita espressa in termini reali (http://it.wikipedia.org/wiki/Prodotto_interno_lordo#PIL_nominale_e_PIL_r...). Ciò che calerebbe non è il Pil PPA, ma il Pil nominale espresso in una valuta straniera.

Vorrei provare a capire meglio, se possibile.

Diciamo, assai teoricamente e in ottica superfissa, che domani si esce dall'€, si entra nella L e che la transizione non è per niente traumatica per la tenuta del sistema finanziario, etc. Diciamo che il cambio passa immediatamente da 1L = 1€ a 1L = 0.75€ e che i prezzi in L dei beni e servizi italiani rimangono stabili. Ultima ipotesi generale, la botta di competitività fa sì che in un anno si vendano più beni e servizi italiani nella misura dell'1%.

Adesso, due scenari:

1 - Siccome le importazioni non si azzerano, il prezzo del paniere di consumo tipico sale rispetto a quello della neo-eurozona, diciamo del 10%. In questo caso leggerò su Wikipedia, con riguardo all'anno della svalutazione:

a) PIL reale = +1%;

b) PIL in L = +1%;

c) PIL in € = +1% -25% = -24% circa;

d) PIL in PPA = +1% -10% = -9% circa (?).

2 - Le importazioni si azzerano perché se serve compriamo il pc italiano invece di quello tedesco, il petrolio italiano invece di quello tedesco, etc. e il rapporto tra il livello dei prezzi italiani in L e quello dei prezzi in eurozona in € rimane costante. Però, come suggerito nel post, sto comprando roba che prima non avrei comprato... Quindi, secondo me, a), b) e c) rimangono come nello scenario 1. Il PIL in PPA invece?

d) PIL in PPA = +1% ?

Cioè: tutta la perdita di "potere d'acquisto" (è giusto chiamarlo così?) la leggo nel PIL espresso in valuta estera (c)?

Thanks again

beni esteri

Aldo B Aldo 29/4/2014 - 14:07

Questa tua supposizione sui beni esteri è tutta da provare. Gli italiani sono pesantemente esterofili e a parità di prezzo acquistano estero perché sono convinti che "fa più fico", indipendentemente dalla qualità (sony apple o mivar tutto in Cina è prodotto, dalle stesse fabbriche; per le auto, i tedeschi si riforniscono di brevetti e di componentistica in Italia, e una Golf, tecnicamente, è pesantemente inferiore a una Giulietta, checché ne dicano gli amici esterofili - chiedete a un ingegnere, e potremmo andare avanti ancora per molto...). Inoltre molti beni esteri sono prodotti facendo dumping: non solo quelli Cinesi ma anche quelli della Cina d'Europa, la Germania, che comprimendo i salari, in modo effettivo svaluta. E' un problema allora per noi non svalutare mentre quelli che dovrebbero rivalutare (potrebbero farlo grazie al grande avanzo commerciale) invece svalutano. Insomma un'Unione dovrebbe essere che ci aiutiamo fra noi, non che i più forti approfittano. La Cina con noi non ha nessun obbligo morale di non fare dumping, la Germania (se vuole da noi un comportamento virtuoso) invece sì. Purtroppo, se è vero che abbiamo i nostri difetti, è anche vero che siamo in una posizione difficile da sostenere; non solo non abbiamo risparmiato acqua quando era possibile, ma i nostri amici che ne avevano già tanta ce ne hanno portata via. Ora possiamo dire finché vogliamo che ci siamo comportati male e che bisogna razionare e usare meglio l'acqua, ma ormai ce n'è così poca che o otteniamo trasferimenti, o ci stacchiamo dai nostri cari amici e ritorniamo ad essere autorizzati a cercare acqua altrove. Oppure duri e puri moriamo di sete - questo è il sentiero che stiamo seguendo ora.