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L’insostenibile pesantezza dell’euro?

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NO

Giovanni Vera 15/4/2014 - 00:34

Si parla di crescita espressa in termini reali (http://it.wikipedia.org/wiki/Prodotto_interno_lordo#PIL_nominale_e_PIL_r...). Ciò che calerebbe non è il Pil PPA, ma il Pil nominale espresso in una valuta straniera.

Vorrei provare a capire meglio, se possibile.

Diciamo, assai teoricamente e in ottica superfissa, che domani si esce dall'€, si entra nella L e che la transizione non è per niente traumatica per la tenuta del sistema finanziario, etc. Diciamo che il cambio passa immediatamente da 1L = 1€ a 1L = 0.75€ e che i prezzi in L dei beni e servizi italiani rimangono stabili. Ultima ipotesi generale, la botta di competitività fa sì che in un anno si vendano più beni e servizi italiani nella misura dell'1%.

Adesso, due scenari:

1 - Siccome le importazioni non si azzerano, il prezzo del paniere di consumo tipico sale rispetto a quello della neo-eurozona, diciamo del 10%. In questo caso leggerò su Wikipedia, con riguardo all'anno della svalutazione:

a) PIL reale = +1%;

b) PIL in L = +1%;

c) PIL in € = +1% -25% = -24% circa;

d) PIL in PPA = +1% -10% = -9% circa (?).

2 - Le importazioni si azzerano perché se serve compriamo il pc italiano invece di quello tedesco, il petrolio italiano invece di quello tedesco, etc. e il rapporto tra il livello dei prezzi italiani in L e quello dei prezzi in eurozona in € rimane costante. Però, come suggerito nel post, sto comprando roba che prima non avrei comprato... Quindi, secondo me, a), b) e c) rimangono come nello scenario 1. Il PIL in PPA invece?

d) PIL in PPA = +1% ?

Cioè: tutta la perdita di "potere d'acquisto" (è giusto chiamarlo così?) la leggo nel PIL espresso in valuta estera (c)?

Thanks again