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L’insostenibile pesantezza dell’euro?

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Il 6 dicembre 1941 la Gran Bretagna dichiarò guerra alla Finlandia. Così fecero Canada, Nuova Zelanda e Australia (e Sudafrica). La RAF non arrivò a bombardare Helsinki solo perché era fuori dalla sua portata, ma la Gran Bretagna dette un supporto materiale ai bombardamenti ivi fatti dall'Armata Rossa, e bombardò una base navale in territorio finlandese.

La Germania nel 1940 invase la Norvegia solo per anticipare una mossa analoga da parte della Gran Bretagna. E la Norvegia mica era d'accordo a essere invasa dai britannici...

Russia e Georgia nel 2008; Russia (e repubblica autonoma di Crimea) e Ucraina nel 2014: direi che Russia, Ucraina, Crimea e Georgia sono tutte e quattro degli stati (la Crimea lo è in senso lato) democratici, ancorché magari non "democrazie mature", come si suol dire. Cosa voglia dire, nelle parole di Giovanni Federico, "democrazie sui generis" non mi è chiaro, anche se sospetto che pure l'Italia un po' lo sia.

Serbia e Kosovo sono oggi entrambe democrazie di tipo vedi sopra: oggi non riscoppia la guerra, solo perché c'è la NATO sul campo.

Prima guerra mondiale: la Germania e l'Austria-Ungheria erano monarchie costituzionali con parlamenti eletti democraticamente, eppure fecero la guerra contro altri stati democratici come Gran Bretagna, Francia, USA e Italia.

Guerra civile americana: al di là degli schiavi, gli stati confederati e quelli unionisti erano democratici (visto che tali consideri USA e GB del 1812), e decisero di andare in guerra democraticamente.

Guerra anglo-boera: vedi sopra.

Diciamo che l'essere democratici è un contrappeso in più per i governi che scelgono la via bellica, dato che eventualmente devono convincere i rispettivi popoli, ma ciò non è necessariamente una garanzia. Ad esempio nel caso della Crimea è la gente che spinge il governo russo ad agire.

Quello che si può dire è che se due stati sono democratici, capitalisti, "occidentali" e i rispettivi cittadini commerciano liberamente fra loro, allora, di solito, non hanno nessun interesse a farsi la guerra.