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Capire la questione Euro

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Le partite correnti misurano le transazioni con l'estero. La spesa pubblica è per lo più un fatto interno quindi non si capisce che c'entri. La spesa pubblica italiana tra l'altro è inferiore ai paesi messi meglio e superiore (rispetto al PIL ai paesi messi peggio: Grecia, Portogallo etc.)  tra le altre cose il debito pubblico negli anni dell'Euro è calato, (a meno fino a prima della crisi e soprattutto prima di Monti):

Debito pubblico italiano rispetto al PIL

L'accumulo di debito verso l'estero è quasi integralmente debito PRIVATO (per comprare auto VW o Audi etc.) e si è accumulato grazie all'Euro (come comnferma anche Prodi nel video sopra, il famoso surplus della Germania).

Le partite correnti includono le transazioni di merci, servizi, trasferimenti unilaterali etc. Quando sono negative implicano indebitamento verso l'estero.

Quindi di che parla ?

Guardi, una domanda, secondo lei perchè Monti si è preoccupato di distruggere il mercato interno ? ( https://www.youtube.com/watch?v=A02A4Kk48nQ )

"La spesa pubblica è un fatto interno quindi non si capisce che c'entri", eh già.

L'accumulo di debito verso l'estero è un fatto privato per comprare BMW, beh è ovvio.

Dopodichè si chiede a Francesco Checcacci "quindi di che parli?", ecco, qui non sono d'accordo perchè la domanda dovrebbe essere: "che parli a fare?"

Tanto cercare di ragionare con persone a cui mancano le basi ed i mezzi, o che sono in malafede, è inutile. Sanno già tutto "loro".

Ovviamente non essendo io preparato come questo Tom, ringrazio molto Francesco Checcacci per l'articolo (e anche Bisin, in fondo non è così male come editor).

 

 

Mi ritengo assolto dal rispondere dato che ripeteri quel che hai scritto tu. Grazie.

Purtroppo la 'cultura da Bignami' si è evoluta (o involuta) in 'cultura da wikipedia', per cui anche uno senza basi non si vergogna ad entrare in materie sulle quali appunto non si sa di che si parla, ma proprio per nulla.

Io evito di parlare di calcio, per esempio, dato che non me ne intendo proprio, ma dalla crisi oltre ai classici 60 milioni di allenatori della Nazionale abbiamo anche 60 milioni di economisti. Non che se ne sentisse la mancanza prima...

L'ipotesi di risollevare l'economia nazionale attraverso un incremento delle esportazioni, derivante da una 'neo valuta nazionale che perderebbe da subito valore rispetto alle altre dando così maggiore competitività ai nostri prodotti, e' PRIVA di consistenza, e logica (auto-censura; avrei usato toni ben piu' 'impressionistici'). Questo il primo punto che, sia pur di corsa oggi, preme ribadire.

1.Intanto perché l'effetto sarebbe di breve durata (nel caso del 1992 duro' solo 2 anni, poi dal 1995 la crescita delle esportazioni riprese il suo tasso medio di lungo periodo) e quindi le imprese conoscendo questo fattore non sarebbero incentivate ad investire per aumentare la produzione - come difatti NON fecero allora - ma si limiterebbero ad assumere personale precario attraverso contratti interinali, si affiderebbero agli straordinari e preferirebbero ricorrere all'aumento dei listini piuttosto che investire somme ingenti a fronte di un ritorno temporaneo, temporaneo perche' sanno bene che l'aumento dei costi sarebbe quasi immediato, cosi' come quello dei tassi di interesse e quindi del costo del denaro per eventuali investimenti.

2. Nel 1992 si persero 650mila posti di lavoro nel triennio successivo e questo nonostante l'aumento delle esportazioni.
Pensare che svalutando una moneta si possano attrarre investimenti o che qualche azienda italiana rientri in Italia perche' il costo del lavoro risulta a quel punto piu' conveniente e' poco credibile. In Italia la media generale del costo orario del lavoro è, dai dati Eurostat, di 28,1 euro, quello della Polonia di 7,6, della Romania 4,6, della Slovenia 14,6 euro. SI PENSA DI COMPETERE CON LA POLONIA SUL COSTO? Direi, meglio, mediante quella 'parolaccia, chiamata R&d

3. Se davvero si vuole affrontare la questione occorre comprendere che le soluzioni vanno cercate altrove, non nella moneta ma nella politica industriale ed energetica che il Paese intende intraprendere. Serve investire in ricerca e puntare su prodotti innovativi e dall'alto contenuto di valore aggiunto.

4. La Germania questo ha fatto, i prodotti 'poveri' li ha tutti trasferiti altrove e si è concentrata su quelli tecnologici, puntando inoltre sulla qualità, non sul prezzo. In Cina la Volkswagen vende 2,4 milioni di autoveicoli, Audi 478.000, BMW 374.000, Fiat 43.000 (dati 2013 - fonte CeSIF).

Non credo che sia la conseguenza di una moneta. NON facciamo gli 'M5S', per piacere, almeno su questo...E poi si parla di svalutare almeno del 50%....con un debito di ..vediamo
2 137 196 017 502, mentre scrivo

ed un GCI da emerging! (e ribadiamolo) stagnazione nella produttività, iniziata nella seconda metà degli anni '90, èe'il problema economico centrale del Paese...vedere TFP (OECD, Productivity Database pa)

qui, poi, trova la spesa inferiore...(quale il benchmark? Topolino...?). Aut si aumenta la produttivita', R&d, SI INTERNAZIONALIZZANO i dstretti di eccellenza, Aut....comepagare le pensioni di domani?

http://www.google.co.uk/publicdata/explore?ds=z8ehg1neoorltg_&ctype=l&met_y=valaddac_t&hl=en_US&dl=en_US#!ctype=l&strail=false&bcs=d&nselm=h&met_y=govdefct_t3&scale_y=lin&ind_y=false&rdim=country_group&idim=country:DEU:SWE:GRC:CHE:ITA:USA:FRA:FIN:BEL:AUT:ESP:GBR:PRT:NLD:NOR:JPN:IRL:DNK:CAN:AUS:NZL&ifdim=country_group&tstart=26348400000&tend=1288652400000&hl=en_US&dl=en_US&ind=false

in questo contesto 'destroying domestic demand' si traduce con 'ridurre la domanda interna' non 'distruggere il mercato interno'. Quest'ultima frase in inglese si tradurrebbe  'disintegrating domestic market'  (p.es. alzare barriere doganali fra le regioni) o  'forbidding  domestic trade (proibendo alcune attività commerciali) o simili