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L'ordinanza di affidamento di Berlusconi letta da un comune cittadino

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...o meglio spero di non aver capito bene. La legge prescrive un giudizio collegiale, ma due su tre giudici se ne infischiano e lasciano al solo relatore il compito di leggersi le carte? Ma allora a che serve il collegio giudicante? Non basterebbe un giudice monocratico? Eppure la causa era grossa, si trattava di 900 miliardi di lire (di allora); oltre a ciò, trattandosi di un importate gruppo editoriale, qualcuno potrebbe anche osservare che si ponesse anche un problema di democrazia, eppure questo non bastò a indurre il presidente Valente e il giudice Paolini a faticare un pochino. Eppure nel successivo processo lo stesso Paolini ebbe a dichiarare: "Il teste Giovanni Paolini, componente del collegio che, assieme al Presidente Valente ed a Metta, aveva deciso la causa Lodo Mondadori, esaminato all'udienza dibattimentale del 25.2.2002 (doc. F 10 CIR), aveva fatto presente che il collega relatore era molto spesso in ritardo, rispetto ai termini di rito, nel deposito delle sentenze e che, per tale ragione, egli era solito lavorare anche durante le ferie. Ciò nonostante, evidenziava CIR, egli fu assegnatario di una causa così gravosa ed onerosa come l'impugnazione del lodo Mondadori."

Insomma gli sembrava che ci fosse qualcosa di strano, ma di lavorare non se ne parlava neppure. È così che si arriva alle sentenze che "non si commentano"?