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Sicurezza negli stadi e prezzi dei biglietti

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i dati aggregati sul calcio sono qui da cui risulta che il prezzo medio del biglietto in serie A è circa di 20 euro, e in B meno di 10. Negli ultimi anni i prezzi medi hanno avuto un andamento calante.  Il prezzo del biglietto è molto più alto in Spagna (50 euro), seguita da Inghilterra (45 euro), Germania (29 euro), Grecia (33) e Svizzera (30).  Si potrebbe concludere quindi che il prezzo è basso. Tuttavia, anche l'affluenza è stata in calo e gli stadi sono stati mediamente mezzi vuoti. Anche gli incidenti si sarebbero ridotti, secondo ReportCalcio 2013. Alzare i prezzi farebbe abbassare quindi ulteriormente i ricavi complessivi da vendita di biglietti (assumo la domanda elastica quindi) che già sono una quota minuscola del totale dei ricavi. Il settore è già in perdita anche perché non è che abbia obiettivi di max dei profitti, come tutti i presidenti di società sanno, non tanto perché non sia possibile fare profitti quanto  perché tradizionalmente il calcio è stato guidato da logiche "alternative" quasi non-profit anche se non altruistiche.

Detto questo, un incremento del prezzo del biglietto farebbe solo ridurre l'afflusso di pubblico ma non è chiaro quale sia l'altro meccanismo che dovrebbe portare le famiglie negli stadi senza ultrà. Per le società non cambierebbe molto in termini economici visto che il contributo dei biglietti è meno del 10% dei ricavi complessivi, quindi non vedo perché preoccuparsene fintanto che i diritti televisivi (cioè il grosso dei ricavi) è indipendente dal numero di spettatori che vanno allo stadio.

Credo, in sintesi, che si debbano incentivare le società di calcio a riempire gli stadi e quindi a renderli meno pericolosi, anziché svuotarli. Un incentivo potrebbe essere quello di  legare una quota dei diritti televisivi ai ricavi da biglietti e introdurre altri meccanismi che rendano il settore guidato più da leciti obiettivi economici e meno da obiettivi politici.