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Il fisco e il lavoro delle donne italiane

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Una soluzione, non certo l'unica, è quella di passare dalla tassazione individuale a quella del nucleo familiare, lasciando sostanzialmente immutate le deduzioni ma appicando ai nuclei familiari una scala di aliquota differente (e ridotta quasi della metà, per i redditi medio bassi). Inoltre si puo' prevedere una deduzione particolare quando entrambi i coniugi lavorano, come parziale compensazione dei costi superiori che questa famiglia deve affrontare. (Nota: il quoziente familiare è altra cosa)

Sono confrontato da piu' di 25 anni con questo sistema (in vigore in CH) e devo dire che i pregi superano i difetti. A testimonianza del fatto che questo sistema è neutro (non penalizzante) per le donne, le donne svizzere rappresentano il 45 per cento della forza lavoro e la metà dei diplomati di livello terziario.

Tra l'altro la tassazione del nucleo familiare (e le famiglie monoparentali tientrano nella definizione) permette poi di avere i dati per efficaci politiche sociali per le famiglie sotto la soglie di povertà o prossime a tale soglia. Nel senso che non solo si sa statisticamente quante sono ma esattamente quali sono.

Ritengo che il fisco italiano vada profondamente rivisto: non è solo un problema di aggiustare deduzioni o detrazioni. Non è penalizzante solo per le donne che vorrebbero lavorare o che lavorano: è penalizzante per tutti.

Non so

Guido Cacciari 30/5/2014 - 05:46

E' vero, in Svizzera il sistema duale (individuo oppure famiglia) sembra essere apprezzato.
Ma a me sembra un po' troppo complicato, e soggetto ad arbitri sulle aliquote. E mi sembra violare un po' il carattere isonomico del diritto.

Non basterebbe semplicemente individuare un reddito minimo assoggettabile ad imposta diretta, ed applicarlo a tutti, anche ai coniugi o figli a carico?
Lasciando poi la facoltà di sommare due redditi associandone uno come "a carico"?
Se ad esempio tale reddito fosse 10.000E, una famiglia di 3 persone non sarebbe imponibile fino ai 30.000E. Una di 4, fino ai 40.000.

Vuoi distinguere tra bambini ed adulti e differenziare? Non sono daccordo. Cadresti ancora nella complicaizone e nell'arbitrio. Perché, i figli non costano un sacco di soldi in termini di tempo e attenzione?

Mi potresti obiettare: ma i figli costano un sacco alla società, per l'istruzione etc. Allora, chi ha 6 figli non paga niente e costa tanto. Ti rispondo che l'errore, allora, sta nella gratuità dei servizi per i figli. E nel fatto che, spesso, siano firniti dal settore pubblico che è sempre inefficiente e costa troppo. Vuoi garantire un servizio essenziale anche ai meno abbienti? Gli presti i soldi. Non lo rendi pubblico.  Che significa poi scadente, costoso, corrotto, ingiusto.

Ma questo è un altro argomento.