Titolo

Il fisco e il lavoro delle donne italiane

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Sicuramente, ma io non sto "contestando" che siano tante le famiglie nella situazione descritta. Io sto "contestando" che queste famiglie rinuncino a 6T€ e, quindi, che lo facciano a causa delle detrazioni. Mi sembra poco plausibile sulla base della mia esperienza. La mia sensazione è che lavori part time come quello descritto siano semplicemente pochi (un esempio di quello che intendo si veda  qui, a pagina 214, anche se è roba vecchia, e qui) e questo mi sembra dovuto a come la tassazione grava sul datore di lavoro, più che sulle detrazioni. Al riguardo trovo molto interessante l'appunto di Alessandro Riolo sul nero e la sua risposta.

Ripeto: non contesto la necessità di ripensare le detrazioni solo che, per aumentare il lavoro femminile, mi sembra sia prioritario, e porti maggiori benefici, agire sugli incentivi/esternalità delle aziende.

E' solo una mia idea e mi dispiace parlare per ipotesi con chi invece il problema lo studia veramente come lei, ma non è per fare discorsi da bar solo per imparare.

A proposito ringrazio anche Andrea Moro per il paper che leggerò il prima possibile.

Rinunciano ai 6K non solo in base alle detrazioni ma in base a detrazioni + fatica di lavorare. Non dimenticare che se rinunci ai 6k stai a casa. 

C'e' sicuramente un problema di costi fissi nel generare lavori part-time, il che impone alla fine un salario orario inferiore. Il problema e' che spesso a questi si aggiungono costi sindacal-burocratico-fiscali che rendono piu' costoso l'avere due gemelli identici a 4 ore l'uno che uno solo a 8 ore.  

Rinunciano ai 6K non solo in base alle detrazioni ma in base a detrazioni + fatica di lavorare. Non dimenticare che se rinunci ai 6k stai a casa. 

Sì, consideravo anche questo nella mia ipotesi.