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Il fisco e il lavoro delle donne italiane

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Cacciari, non ho capito bene cosa ti sia successo, ma non è più il caso in cui "spetta sempre alla madre". Non spetta proprio nulla. La legge 54/2006 ha modificato le norme del codice civile (art. 155 e seguenti) che regolano l'affidamento del minore in caso di separazione o divorzio prevedendo come regola generale l'affidamento condiviso. La regola generale è l'affidamento a tutti e due. L'eccezione è l'affidamento esclusivo a uno dei due.

Prima del 2006 l’art. 155 prevedeva che: “Il giudice che pronuncia la separazione dichiara a quale dei coniugi i figli sono affidati...”. 

Oggi l’art. 155 bis  prevede: “il giudice può disporre l’affidamento dei figli ad uno solo dei genitori qualora ritenga con provvedimento motivato che l’affidamento all’altro sia contrario all’interesse del minore”.

La differenza è sostanziale e non formale.

Secondo l'Istat fino al 2005  l’affidamento esclusivo dei figli minori alla madre è stata la tipologia di gran lunga prevalente, cioè circa l'80% degli affidamenti era alla madre. Nel 2011 gli affidamenti esclusivi alla madre sono scesi all'8,5%, mentre quelli condivisi sono stati il 90,3% .

Stabilita la regola generale e la diffusione statistica di questa regola in merito all'affidamento a tutti e due i genitori, rimane il problema della coabitazione o residenza del minore che comunque deve essere in linea con questo principio generale di condivisione. Il giudice precisa le modalità specifiche di esercizio della potestà congiunta e della "genitorialità"   definendo luoghi e tempi della presenza dei figli presso ciascun genitore. Oggi infatti non si parla più di "diritto di visita" come nel caso di avvidamento esclusivo precendente al 2006.

Fine dell'aggiornamento.