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Sull'utilità ed il danno dell'istinto in politica

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Grazie

Luca 3/6/2014 - 11:49

Partiamo dal fatto che al posto suo me ne sarei rimasto a fare il prof. negli States, decisamente più appagante :D

Scherzi a parte: mi dispiace e ringrazio per questo fiume di parole oneste che fanno capire moltissimo della vicenda.

Aggiungo solo che secondo me sono stati fatti errori dal principio nella stessa Fare, tra cui mantenere lo stesso simbolo che come SC è associata a Monti, Fare è associata a "quello delle lauree".

Nè sinceramente ero convinto del suo ruolo di leader, per come appare. L'ho sempre vista come un ottimo "membro di spicco", ma mai come leader. Dai dibattiti televisivi questo si vedeva. La sua personalità era ottima per fungere da calamita per un certo tipo di segmento elettorale, quello più disposto all'irriverenza e più aggressivo. Come leader serve un comunicatore che sappia essere simpatico a chi non ne può di "professori". E ahimé Giannino in questo era perfetto.

Inoltre: ma perché GV doveva fare scelte politiche per l'Italia? Lui è il candidato per la Commissione e doveva restare tale. Forse da questo bisognerebbe imparare dagli americani, che hanno per ogni cosa uno specialista: chi per la comunicazione, chi per le strategie politiche fra politici, chi per le strategie elettorali...

Concludo riconfermando i ringraziamenti per il suo lavoro, e me ne dispiaccio soprattutto perché lei è una persona in gamba che meritava di meglio.