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Sull'utilità ed il danno dell'istinto in politica

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un corno!

ok, tutti devono avere il bastone di maresciallo nella giberna, però qua si esagera con la strategite da strapazzo.

anche per questo non si riesce ad uscirne. Vale per FARE ma vale ancora di più per i 5S, che si sono andati a cacciare nel ginepraio delle proposte. Si sono lasciati convincere che "oltre alla pars destruens serve la pars construens" a altre simili baggianate, e per questo perdono consensi.

Non ci sono dubbi che la linea programmatica di FARE sia antitetica a quella dei 5S, almeno per quel che riguarda le politiche economiche, l'Euro, e i rapporti con l'Europa. Su altre questioni non so. Ma si da troppa importanza a queste circostanze, secondo me. Perché è certo che dopo la pars destruens serve pure la pars costruens, ma dopo, per dio, non durante, ne tampoco prima.
Nella situazione attuale l'unica strategia sensata è unire le forze di tutti quelli che vogliono rimuovere questa classe dirigente corrotta, e in odore di criminalità, per sostituirla con una completamente nuova. Fatto questo, ognuno tornerà nelle posizioni sue.

Settanta anni fa, quando la priorità era combattere il nazifascismo, tutti gli antifascisti si unirono e combatterono fianco a fianco. Anche se le loro posizioni erano antitetiche. I liberali di allora si allearono coi socialisti, e pure coi comunisti, che nel 1945 era comunisti perdavvero, non per darsi una posa come quelli di adesso. E coi democristiani di Don Sturzo, e con Monarchici come Edgardo Sogno. Forse le posizioni non erano antitetiche? Embè? Dopo piazzale Loreto, dalla Costituente in poi, tornarono a bisticciare. Ma dopo.

Allora la forza accentratrice di questo bisogno primario fu il Partito d'Azione, quello di Leo Valiani e Ferruccio Parri. Che si chiamava così perché era, appunto, un partito d'Azione: fatto soprattutto da uomini d'Azione, prima che di intelletto, dal programma vago e difficilmente inquadrabile, quel partito conteneva le energie più potenti e veicolava le istanze morali in quel momento prioritarie su ogni altra cosa. Aveva le caratteristiche che servivano per tenere insieme quella combriccola così eterogenea. Dopo la Costituente il partito confluì nel Partito Repubblicano, ma dopo l'esito del referendum che trasformava l'Italia in una Repubblica, anche questo aveva ovviamente esaurito la sua funzione storica. E quindi, piano piano, scomparve; mentre liberali, comunisti, socialisti, democristiani rimanevano sulla scena. Il PRI rimase in vita per altri tre decenni, ma solo come "casa" di quegli uomini politici di Valori, e non di ideologia, che ancora erano rimasti, ed ebbe un peso elettorale sempre minore.

Finché una nuova cisrcostanza storica ha reso di nuovo prioriotaria l'esigenza morale. Allora è tornato; con un nuovo nome, una nuova forma e nuovi uomini, è comparso sulla scena un nuovo partito d'Azione. Solo che questa volta, in questo bailamme, sembra non avere capito - lui per primo - quale sia la sua funzione storica. Pare non avere capito quali siano i motivi veri del consenso che ha raccolto, e si perde dietro ai "programmi" e a mille altre sciocchezze. Ma le energie sono lì: si potrebbe provare a dargli una svegliata.

siccome la sera non ascolto radio londra, non ci vedo però nulla di interessante per l'odierno momento.

i grillini si stanno accorgendo adesso che il loro dettagliatissimo programma è una boiata dietro l'altra, e allora dicono che tutti i programmi non valgono nulla, "sciocchezze" per far divertire.

Allora:

1) non sono "grillino".
2) non so cosa sia "radio londra"
3) non capisco che c'entra
4) non ascolto la radio
5) non guardo la televisione

6) il "programma" del M5S è più dettagliato di quello di altri
7) non è per nulla il "mio" programma, ma è un programma rispettabile
8) un pochinino "interessante" potrebbe essere, magari, aggiungere allo 0,7% delle ultime elezioni un altro 21.

9,10,11) stavo parlando di ALTRO. Prova a rileggere e forse capirai cosa dicevo.

per lei è una fumosa questione morale. Per me sono le riforme economiche, compresa - anzi in primis- la riforma dell'apparato statale (quelle istituzionali servono solo per rendere più facili le riforme).  Da questo punto di vista, Grillo è dannoso perchè ha poche idee e molto confuse. E questo è solo il suo terzo peggior difetto.  Più grave è l'incitamento all'odio generico contro i suoi avversari politici (la 'casta', ma non solo) ed ancora più grave è lo stalinismo del movimento

lo so che per voi l'unica emergenza sono sempre e solo le riforme economiche. Stavo per scrivere "fumose". Me ne astengo, perché non voglio innsescare inutili polemiche e nemmeno misconoscere l'importanza delle questioni economiche, che però nella mia idea non solo non esauriscono le questioni politiche, ma non sono nemmeno la parte più importante.
Sorvolo anche sullo "stalinismo" del movimento, mi pare una boiata, ma lasciamo perdere. Sull'"odio generico verso gli avversari politici" Le dico che questo è frutto di un grave malinteso: si tratta di disprezzo. Chiamiamolo col suo nome, perdiana: Disprezzo, disprezzo, disprezzo. Disprezzo provocato da una stra-giustificata indignazione diffusa, a sua volta conseguenza logica di questo sconcio ventennio. Sorvolo pure sulle "poche idee  molto confuse", diciamo pure che questo è vero. Aggiungo anche che molte di queste idee non mi risuonano, non sono le mie (altrimenti non sarei lettore di nFA).
In alcuni casi credo che meriterebbero un approfondimento, perlomeno perché contengono elementi di una critica sistemica che nelle vostre analisi manca del tutto: qui si assume apoditticamente che molti stati di cose siano ineluttabili. Ma tralasciamo anche questo ora; quello che cercavo di dire qui è che la questione morale viene prima di tutto.

E come settanta anni fa una questione morale, diversa dalla presente, poté mettere insieme liberali e comunisti, monarchici e repubblicani, democristiani e  socialisti, nonostante le divergenze programmatiche enormi, così oggi la presente crisi morale potrebbbe mettere insieme tutte le energie opposte ai gruppi clientelari (se "casta" son ci piace) che hanno in pugno potere politico e informazione.

Bisognerebbe riconoscere che esiste, però. Per questo mi dispiace leggere l'aggettivo "fumosa" (!?) nel suo intervento, dunque mi chiedo e Vi chiedo se vi rendiate conto di cosa è successo, e cosa sta ancora succedendo, in questo paese negli ultimi venti anni.
Vi chiedo se vi pare che il livello di corruzione attuale sia accettabile, che gli uomini e donne che popolano ora il parlamento ne siano degni. Se secondo voi non ci sia nulla di moralmente riprovevole in un ex-presidente del consiglio che a settantadue anni fa festini con minorenni, o se secondo voi si possano liquidare queste scicchezzuole come "faccende private". Se non sia degno di nota il fatto che uno dei magiori partiti, che ha governato per metà degli ultimi venti anni, sia stato fondato da un mafioso, oggi latitante a  Beirut. Se sia accettabile che ministri (dico: ministri) vengano nominati per aver fornito favori sessuali. Se secondo voi un tizio possa avere televisioni di sua proprietà, e propinare tramite queste ogni tre mesi un videomessaggio, come faceva Gheddafi, in un paese occidentale. Se sia tollerabile che il parlamento conti centinaia di condannati per crimini di valenza penale. Che senatori cambino casacca dopo essersi fatti estinguere un mutuo, ed aver negoziato la propria ri-elezione (nomina). E così via.
Non so, forse lei era in America fino a ieri, e non se ne è accorto, o non glie lo hanno raccontato. O forse glie lo hanno raccontato, ma non ci ha creduto. Ma tutte queste cose non sono mica barzellette, è la realtà.

"Fumosa" la questione morale??

A me, come presumo a Lei e a molti altri, piacerebbe vivere in un paese normale, dove ci siano una destra normale una sinistra normale, composte da uomini puliti e disinteressati, senza interessi personali (e piuomeno leciti) da proteggere, né clientele da servire, distinti solo dalle posizioni politiche differenti. Gruppi che si confrontano sui programmi e sulle proposte, lasciando gli elettori di scegliere caso per caso in base all'indirizzo che si desidera dare al sistema paese, senza ammettere al loro interno alcuna deviazione e senza accettare alcun compromesso morale. Ma questo risultato non si raggiunge facendo finta di nulla, non viene da sé. Il repulisti va fatto prima, e va fatto combattendo. Per questo io credo che sarebbe auspicabile unire tutte le forze "sane" attorno a questo obiettivo, e conto anche FARE tra le forze sane. E per questo, nella mia opinione, si potrebbe cercare un dialogo col M5S, che di questo ensemble "resistenziale" sarebbe la logica testa d'ariete, con quel ruolo che settanta anni fa fu del Partito d'Azione. Perché al M5S si deve almeno riconoscere il merito di aver raccolto le energie più determinate a vedere la fine di tutto ciò, se anche non si condivide una virgola dei suoi programmi. Per lo stesso motivo io credo che sarebbe lecito perfino un dialogo con le liste di sinistra, Tsipras e compagnia. Cioè con quella parte della sinistra che non ha ceduto al collaborazionismo, anche se tra i programmi c'è una distanza abissale.

Forse voi credete che si possa passare direttamente alle "riforme", con questi signori ancora seduti nelle loro poltrone, e SORVOLANDO su tutto il resto. Io credo di no.
Credo che sia impossibile, e inaccettabile.
Inaccettabile, perché se la ricerca del compromesso nelle questioni politiche è sempre la strada più saggia, nelle questioni morali è IMMORALE.
Impossibile, perché sono profondamente convinto che nessuna "riforma" sia utile, con le persone sbagliate. Sono strasicuro che se si potesse, con una bacchetta magica, sostituire di colpo l'attuale cricca di impresentabili con una classe dirigente decente, anche senza "riformare" nulla, pure l'economia riceverebbe magicamente un impulso improvviso. Un impulso di cui nessun economista di quelli che vedono solo numeri, grafici e pallottoliere saprebbe capire la ragione.

Spero che voi non siate fra questi.

mi dispiace. E' il tipico ragionamento 'grillino' auto-assolutorio. Basta cambiare i politici, prendere quelli onesti (cioè i miei) e tutto si aggiusta. Il problema morale esiste, ma i) è comune ad una parte consistente dell'elettorato (mai sentito parlare del clientelismo?) ii) non è il problema principale dell'Italia. Il problema è la resistenza degli insider alle riforme. Le faccio un esempio: come tutti sanno, ritengo la legge Gelmini un'ottima riforma universitaria, purtroppo sabotata dalla lobby dei professori, appoggiata dal PD e da parte del centro-destra. Eppure la Gelmini non è certo un'aquila e, si dice che sia divenuto ministro per ragioni non del tutto limpide.  Lei preferisce avere un'università efficiente o un ministro di specchiata onestà? 

Clive, il conquistatore dell'India, rispose a chi lo accusava di essersi arricchito con le sue conquiste: 'rispetto a quello che ho dato alla Corona (o meglio alla EIC) ho preso troppo poco'

Qua sembra che sotto inchiesta, o sotto osservazione, ci sia il M5S. Ma signori, quelli che sono stati al potere nel ventennio, e che ci sono ancora adesso, sono quegli altri.
Non c'è nessuna ragione per presumere che i nuovi "politici" portati sulla scena dai 5S siano tutti onesti, anche se per ora di casi eclatanti di corruzione all'interno del M5S non se ne sono visti, e questo già è notevole. Ma nemmeno l'altra volta, quando si liquidava il nazifascismo, si poteva avere la certezza che la nuova classe dirigente uscita dalla Resistenza non contenesse delle mele marce, e non potesse avere cento o mille altri difetti. Questa considerazione, ovvia, sarebbe stata allora una ragione accettabile, secondo lei, per fare delle "intese" con Grandi, Bonomi, e i "meno peggio" tra i fascisti? Noi adesso non sappiamo se tizio caio sempronio del M5S siano onesti oppure no. Ma sappiamo per certo che Dell'Utri, Scajola e quegli altri della cricca presente NON lo sono. Abbiamo assistito, per vent'anni, a un continuo scempio della decenza, a un crescendo di oscenità culminati nel grottesco, con un parlamento che dichiara essere Ruby la nipote di Mubarak, ed altri episodi che saranno ricordati dagli storici fra duemila anni come oggi si ricorda l'episodio del cavallo di Caligola. Facciamo finta di nulla? Ma sì, passiamo oltre, come se niente fosse. Il primo videomessaggio di berlusconi, dalle televisioni di sua proprietà, fu del 1993, me lo ricordo bene. Da allora ce ne sono stati 2-3 all'anno, in media, per venti anni. Me li sono sorbiti tutti, non sono andato in America come voi, io. Ancora nel 2013, ne abbiamo avuti due, e già due nel 2014. Ora li chiamano "interviste", perché gli strateghi della comunicazione devono avergli fatto notare che "videomessaggio" suona male, fa stato libero di bananas. Ma confido nella sua intelligenza, lei saprà cos'è un intervista, e cos'è un videomessaggio, ne sono sicuro. Secondo voi questo fatto è tollerabile? Si può SORVOLARE??

Lei fa l'esempio della riforma Gelmini, non entro nel merito (perché a me non piace, ma si uscirebbe dal tema che mi interessa), dico che in generale non ci credo che si possano avere "riforme" utili prodotte da uomini o donne impresentabili. Una volta potrà forse accadere che il cavallo di Caligola faccia un nitrito azzeccato, che produce un effetto positivo, ma mettere cavalli in Senato non è una buona idea.
All'esempio della riforma Gelmini io rispondo con un altro tema caro a voi di nFA, che si interseca con questo discorso: la privatizzazione per 2/3 della RAI. C'è, in testa su nFA, il post di Andrea Moro sul tema, che io condivido quasi completamente. Solo che manca una premessa fondamentale: e MEDIASET? Che ne facciamo? L'attuale sistema radiotelevisivo, lottizzato, corrotto, incancrenito, che ha ostracizzato e messo alla porta uno per uno, nel ventennio, tutti quei pochi giornalisti liberi che osavano dire la Verità, a partire dal compianto Enzo Biagi, è degno di una dittatura mediorientale. Ma ha un suo minimo e putridissimo equilibrio grazie alla presenza di una RAI vergognosamente faziosa, che "bilancia" le televisioni di berlusconi: se si privatizzasse solo la RAI trasformandola in un network decente, senza nulla modificare le TV di berlusconi, la situazione generale peggiorerebbe. La privatizzazione della RAI è cosa buona, ma va fatta contestualmente ad una legge sul "conflitto di interessi" (quale ipocrita espressione) che TOLGA dalle mani di berlusconi l'intollerabile potere di fare videomessaggi con le televisioni di sua proprietà. Bisogna levargliele, prima. Quando sento parlare di privatizzazioni della RAI soltanto, senza accenni al resto del problema, al suo complementare (che è la parte più consistente) mi viene il dubbio che si sia vittime di quel pregiudizio della sacralità della proprietà privata che fa chiamare in causa Stalin anche al mercato della frutta. Lo stesso su cui ravanò berlusconi.

Non siamo d'accordo su questo punto, che però è decisivo. Per me la questione morale presente è più importante di tutto il resto. Le dico anche (non se ne offenda) che se anche non lo fosse tecnicamente, cioè se fosse possibile fare buone riforme con un Senato di Cavalli - e non mi ha convinto, con l'esempio della Gelmini - lo sarebbe comunque, moralmente: la questione morale, una volta che si sia riconosciuta, e Lei l'ha riconosciuta, assume immediatamente la precedenza su tutto il resto, in ogni caso, per ragioni di principio. Peccato, perché io sono uno dei possibili elettori di FARE, che vota invece M5S, per questo motivo.

 

 

Nel merito della RAI, io e Giulio abbiamo scritto, e su questo sito e' sempre stato detto, che la rai va venduta "garantendo la concorrenza nel settore dell'informazione con gli strumenti antitrust". 

Nella prima stesura, poteva sembrare che questo vostro riferimento alla normativa antitrust fosse da applicarsi solo alla auspicata privatizzazione della RAI, di cui trattava il post, senza coinvolgere le televisioni di Berlusconi, di cui non si parlava per nulla. Ma è ovvio che se si adottasse una severa normativa antitrust, finalizzata a vietare le concentrazioni nel settore dell'informazione, questa si applicherebbe poi alla nuova RAI privatizzata, alle reti mediaset, ed a ogni altro network televisivo presente e futuro.
Qui però non posso non fare una ovvia osservazione, a Lei, e a Giovanni Federico che parlava sopra di "resistenza alle riforme".
Lei nel suo post si rivolge idealmente a Renzi, suggerendogli di privatizzare la RAI per 2/3.
Secondo Voi, se questa riforma contenesse al suo interno anche una severa legge antitrust, come abbiamo qui precisato, che come effetto collaterale annientasse per sempre la proprietà di mediaset da parte di Berlusconi, non incontrerebbe forse alcuna "resistenza"?
Sarebbe praticabile, visto l'attuale patto Berlusconi-Renzi su cui si regge la presente maggioranza di governo? Federico sostiene che buone riforme si possono fare anche con ministri indecenti. Si può fare, realisticamente, una simile riforma, col parlamento delle Gelmini che abbiamo adesso? Pensate che Renzi potrebbe recepire questo vostro appello, se anche l'idea gli garbasse?

E subito dopo, le pongo anche un'altra domanda. Questa discussione nasce dal mio "suggerimento paradossale", rivolto a Boldrin, di cercare in futuro una intesa da battaglia col M5S, nonostante le divergenze programmatiche.
Come era prevedibile sono stato aggredito, perché ma Grillo, irrazionale, autoritario, pagliacci, Stalin, Hitler, l'Euro, l'antieuropeismo, eccetera.
Allora la seconda domanda è: voi pensate che se questa stessa proposta di riforma del suo post, corretta con questa precisazione (ossia: privatizzare la RAI per 2/3, ma contestualmente fare una severa legge antitrust che cancelli tutti i monopoli dell'informazione, a partire da quello di Berlusconi) voi andaste a proporla, anziché a Renzi, a Grillo, non potrebbe più facilmente trovare una convergenza programmatica?

Raramente su nfa ci siamo preoccupati molto di praticabilita' politica. Noi la proposta non la facciamo solo a Grillo, la facciamo a tutti. Ci sembra una proposta "di sinistra" e quindi la facciamo a Renzi e ci sembra una proposta anti-casta, quindi la facciamo anche a Grillo. Hanno la maggioranza, che la facciano. 

Notiamo invece che da parte del M5s si levano voci contrarie ai tagli alla RAI, mentre da parte PD  si parla di modulare il canone a seconda del reddito, cioe' praticamente di alimentare le aliquote sul lavoro. 

mi sembra più uno slogan che una rilevazione corretta. In presenza di almeno tre operatori nazionali si dovrebbe parlare, semmai, di oligopolio. Ma il punto non è questo: anche nella carta stampata, verosimilmente, siamo in presenza di oligopolio posto che i quotidiani nazionali sono relativamente pochi.

Il sistema dell'informazione, dunque, è concentrato: ma è realistico parlare di eliminazione delle concentrazioni eccessive? vendere una o due reti RAI e una o due reti Mediaset ridurrebbe la quota di mercato dei maggiori ologopolisti ma garantirebbe la concorrenzialità del sistema?

Ancora: capisco l'ostilità verso SB, ma siamo sicuri che privarlo di Mediaset - come qualcuno suggerisce - sia operazione del tutto legittima? non ne andrebbe di mezzo la libertà d'impresa?    

...privarlo di Mediaset - come qualcuno suggerisce - sia operazione del tutto legittima? non ne andrebbe di mezzo la libertà d'impresa?   

 

sì, è legittima. o meglio, andrebbe ridotta la dimensione di mediaset.

penso che la questione sia da porre in questi termini: se le dimensioni di mediaset, o di qualunque altra azienda sono tali da essere predominanti, questo costituisce di per sè una limitazione alla libertà di impresa di altri operatori che vorrebbero entrare in quel mercato. dove collocare i limiti, è poi questione del tutto empirica.

non posso fare a meno di notare che SB sia riuscito ad ostacolare, ritardare, incasinare anche questa questione; un vero tocco di re mida, alla rovescia.

potrebbe essere indotta a dismettere alcune reti se l'AGCM ravvisasse una violazione della disciplina antitrust, ma sinora ciò non è avvenuto. Peraltro, non sono sicuro neppure che le dimensioni delle imprese maggiori costituiscano davvero una limitazione dell'accesso al mercato: la legge vigente - che non ho sottomano in questo momento - pone limiti sia alla concentrazione sia all'abuso di posizione dominante ma non impone lo scioglimento di concentrazioni legittimamente realizzate.

In ogni caso, la legge è uguale per tutti: perciò sarebbe singolare idea quella di punire SB perché controlla tre reti che ha, verosimilmente, costituito in maniera legittima e lasciare indenne la RAI o altri che raggiungessero dimensioni rilevanti. 

credo che la interpretazione che si è fatta strada negli ultimi anni sia di considerare illegittimo non solo l'abuso di posizione dominante, tramite pratiche esplicite di limitazione della concorrenza, ma anche la mera  esistenza di tale posizione. però qua ci sono fior di esperti di quella che è una questione economica cruciale e potranno dire meglio.

dal punto di vista della legislazione vigente, io 'un zo, valgono le sue conoscenze. ovviamente, questi sono discorsi del tutto impersonali, che si tratti di SB o di pincopallino non importa . SB, con la sua estrema "disinvoltura" in tanti campi,  ha però ricacciato indietro un dibattito che in Italia partiva già in ritardo. questa è una sua colpa, mica di altri.

C'era una forte autocritica dopo il pessimo risultato elettorale di Scelta Europea, e Boldrin si rammaricava della scelta di entrare in colalizione con Scelta Civica. La coalizione con Scelta Civica era stata fatta, immagino, nella speranza di superare la soglia di sbarramento del 4%.
Era quindi una scelta dettata da praticabilità politica. Scelta che non critico per questa ragione, poteva apparire logica e razionale, era lecita negli scopi, e posso anche capire che dovendo convergere in coalizione con qualcuno dell'attuale disastrato panorama politico nazionale, FARE scegliesse Scelta Civica. In fondo qua siete tutti economisti, e Mario Monti è uno che parla il vostro linguaggio, anche se magari non sarà della stessa scuola.

Solo che il disastro di Scelta Civica in questa fase era prevedibile, tanto prevedibile che fare questa coalizione in questo momento era un po' come salire sulla Costa Concordia dopo che si è incagliata sullo scoglio. Io suggerivo a Boldrin per il futuro di tentare di fare piuttosto una chiacchierata con Grillo, nonostante le enormi divergenze programmatiche. Le ragioni sono quelle spiegate sopra, e sotto nella risposta a Giovanni Federico.
In questo momento non sappiamo ancora con quale legge elettorale si voterà alle prossime elezioni politiche, ma è sicuro che ci sarà una soglia di sbarramento, forse addirittura all' 8%.  Se sarà così, se non si vuole scomparire non si ha altra scelta che entrare in una coalizione che abbia delle probabilità di superare l'8%. Beh, non è che ci siano molte possibilità, ora che il loden di Mario Monti non c'è più. Sono tre: Berlusconi, Renzi, Grillo. Ho enumerato, nei miei interventi, alcuni motivi per cui avendo queste tre sole opzioni, al posto di Boldrin tenterei di fare una chiacchierata con Grillo. Potrebbe anche non riuscire, ma almeno potrai dire "io ho osato", come ha fatto scrivere sulla sua pietra Rudolf Hess.

bromuro

dragonfly 7/6/2014 - 17:33

ma almeno potrai dire "io ho osato", come ha fatto scrivere sulla sua pietra Rudolf Hess.

ricordo la legge di Godwin, ove non bastasse il comune senso del ridicolo. un estratto:

...quando si invoca il nazismo in una discussione Usenet, questo significa che tale discussione è sul punto di estinguersi, e quindi la probabilità che altre tematiche siano affrontate si annulla (fatto che rende unica la Legge di Godwin). Pertanto, tradizionalmente, la prima persona che faccia un riferimento ai nazisti o Hitler ha "perso" la discussione.

Completamente incapace di leggere.
Quello che legge solo l'ultima farola, vede "Rudolf Hess", si rammenta vagamente che costui era un nazista, e dice la sua boiata delle cinque e mezzo.

Il mio riferimento era un po' dotto, se vogliamo, ma non era mica un riferimento al nazismo. Faceva riferimento alla storia di un uomo che saltò su un aereo, volò fino in Scozia, si paracadutò e ci provò. Il suo tentativo fallì: fu arrestato e rimase in carcere fino alla fine dei suoi giorni. Ma anche così, pur nel fallimento, poté scrivere nella sua tomba "io ho osato".

Significava, per darti un aiutino, che qualche volta bisogna avere coraggio, e tentare anche l'impossibile; perché il tentativo coraggioso anche quando fallisce non ti lascia mai rimpianti. La timidezza sì.

Ah, ti faccio notare anche che si "vince" e si "perde" quando si gioca a rubamazzo, a bollini, o quando si fa "un due tre - caco io e puzzi te" come fanno i bambini.
Quando ci si confronta, da adulti, con onestà intellettuale e con lo scopo di capire, allora si vince sempre. Purché si ascolti.

io non voterò MAI Grillo non solo perchè i suoi programmi sono fumosi contraddittori ed economicamente disastrosi ma anche, se non soprattutto, perchè ha convinto gente in buonafede come Lei che

la questione morale, una volta che si sia riconosciuta, e Lei l'ha riconosciuta, assume immediatamente la precedenza su tutto il resto, in ogni caso, per ragioni di principio.

E naturalmente Grillo stesso si arroga il diritto di decidere chi è morale (lui) e chi è immorale (tutti gli altri).

Un ultimo punto: 'immorale' è diverso da 'penalmente perseguibile'.  Nei paesi civili, i reati devono essere perseguiti dalla magistratura, secondo procedure e regole precise e rispettose dei diritti di imputati e parti civili (possibilmente da migliorare e rendere più rapide ed efficienti). La gogna pubblica è medioevale

lo giudico io.

Immorale è un vecchio di settantadue anni che fa festini con minorenni.
Immorale è un giovane di quarant'anni, che va a cena a casa di quel vecchio.

Grillo per ora non ha partecipato di questo bunga bunga generale, non si è sporcato le mani strigendole a questi signori, almeno per quanto se ne sappia. Come non hanno partecipato di questo bunga bunga Boldrin e i fondatori di FARE, sempre per quanto se ne sappia. Per questo motivo io considero questi due "movimenti" entrambi moralmente accettabili, mentre mi sono assolutamente inaccettabili quelli di cui sopra. Per questo sono qui su nFA e discuto con voi. Con quegli altri non discuto, non ho niente da dirgli. Le posizioni politiche poi sono opposte, lo so. Almeno su alcuni temi come l'euro e i rapporti con l'Europa, forse lo sono di meno su altri temi, come privatizzazione della RAI e legge antitrust. Ma delle questioni politiche si può discutere. Le si possono trattare, si può trovare un compromesso, e alla fine si può portare rispetto anche a chi rimanga su posizioni diverse dalle nostre.
Le posizioni morali, invece, NO: NON si possono discutere, NON si possono trattare, NON si possono accettare compromessi. E al vecchio che fa festini con minorenni NON si può portare rispetto, in nessuna maniera. Si può solo disprezzarlo.

Immorale è diverso da penalmente perseguibile, Lei dice. E' certo. Il vecchio di cui sopra è anche penalmente perseguito, da più parti, e sta scontando una pena per crimini di valenza penale in un ospizio di Milano. Ma non ho bisogno di questo, io non sono un giudice, non pronuncio sentenze. Sono un uomo, e un cittadino, e in quanto tale fornisco il mio Giudizio, morale e civile. Dopo tutto quello cui mi è toccato di assistere in questi ultimi venti anni, il mio Giudizio, morale e civile, è definitivo e abbondantemente consolidato. Non ho bisogno certo di Grillo, o di qulcun altro, che me lo spieghi, per essere nauseato dalla feccia che si è impadronita di questo paese.

A voi non stavo suggerendo di votare Grillo. Sarebbe pretendere troppo, me ne rendo conto, già faccio fatica io. Avevo suggerito a Boldrin, che in questo post faceva una forte autocritica dopo il pessimo risultato della lista "Scelta Europea", di provare magari, in futuro, a fare una chiacchierata con Grillo. Non per fare un' "alleanza" che vista la divergenza dei programmi sarebbe complicata, ma per proporre una coalizione di scopo, che consenta (a FARE, il M5S non ne ha bisogno) di superare la soglia di sbarramento, e continuare ad esistere. Sarebbe un azzardo, me ne rendo conto. Ma dopo l'esito disastroso della scelta di entrare in coalizione con la lista di Mario Monti, forse si può provare a giocare un poco d'azzardo. Secondo me di questa  coalizione si potrebbero giovare sia il M5S, che ne sarebbe.. "razionalizzato", diciamo così; sia FARE, che ne ricaverebbe.. una dose di "energia", sempre diciamo così.

Buona la legge 240 (Gelmini)??

Affermazioni come queste hanno precluso il voto a SE da parte del mondo universitario. La legge Gelmini, frutto di elucubrazioni di funzionari ministeriali, di un po’ di liberismo male interpretato e di un ministro incompetente, ha alcuni punti positivi, ma non è una buona legge.

Quello che adesso c’è da fare non è un’altra riforma epocale, che bloccherebbe tutto per altri tre anni, ma una serie di provvedimenti snelli e intelligenti che modifichino alcune storture della legge e salvino la nostra università e la gente che ci lavora. Come, ad esempio, i rimedi suggeriti dalla conferenza dei rettori (CRUI). Quello più importante è dare alle università piena autonomia su reclutamento e ricerche all’interno di vincoli di bilancio.

A parte questo, l’Università cesserà di esistere, per colpa delle norme transitorie successive alla Gelmini, più o meno intorno al 2018, quando, in assenza di rimedi, il personale sarà a questi livelli:

                                    2000                    2008                2014                            2018

Docenti                  31.000                  35.500             28.200                       22.000

Ricercatori             18.000                 24.500             22.600                       20.000

TOTALE                 49.000                 60.000            50.800                      42.000

E questo in un momento in cui tutti i paesi con cui ci confrontiamo stanno puntando sulla ricerca fondamentale (prevalentemente statale ovunque) per uscire dalla crisi economica.

Anche i fisici italiani  stanno (stavano) dando il loro contributo. In Italia ogni unità d PIL che riguarda direttamente la fisica genera un ulteriore indotto del  60% (da 1 a 1 .6).

Boldrin mi ha mandato molti mail chiedendomi di aderire a Fare, ma purtroppo non ha mai toccato questi temi. Ma Boldrin si rende conto che il suo capolista, Ministro dell’Università, invece di parlare di queste cose ha detto, tra un comizio e l’altro, una serie impressionante di scemenze, tra le quali quella più grossa è probabilmente questa?

Con la situazione denunciata dai rettori, con le 10 proposte dei rettori lì che aspettano, con l’università che sta collassando, invece di ascoltare la voce del mondo migliore universitario un ministro capolista dice queste cose (abolisco le abilitazioni, anzi no, abolisco i concorsi, però prima abolisco i test di ingresso)? Abbiamo veramente toccato il fondo e il ridicolo.

Mi spiace per Boldrin, che ha molte idee che non condivido ma che mi sembra una persona seria, ma i suoi compagni di strada erano desolanti.

Caro Rotondi

forse lei non è molto ben informato: la legge Gelmini (se la rilegga) stabilisce le regole per il reclutamento ma non il numero di posti.  Anzi stanzia fondi aggiuntivi per i posti di associato (una mancia per soddisfare le richieste del movimento dei ricercatori).  Il numero di posti dipende dal finanziamento ed in particolare il calo del numero dei professori dipende dai limiti al turn-over stabilite dalle varie leggi finanziarie.

 

Aggiungo che abbiamo fatto un post collettivo contro l'abolizione dei test di ingresso

Caro Federico,

la sua risposta è imbarazzante, veramente imbarazzante..

Rispondo, anche se so che è inutile: in quello che ho scritto si legge:

A parte questo, l’Università cesserà di esistere, per colpa delle norme transitorie successive alla Gelmini,......

So bene cosa c'è nelle legge Gelmini.

 non esistono 'leggi transitorie successive alla Gelmini' nell'ordinamento italiano. Si chiamano finanziarie  e non hanno rapporti con la legge Gelmini e quindi col titolo del  suo commento. A fortiori non hanno rapporti con il mio commento originario, che portava la legge ad esempio della possibilità che un ministro mediocre scelto per motivi 'oscuri' possa fare una buona legge.

 

 

 

Federico, scusi la franchezza, ma lei ci fa o ci è?

Non ho scritto "leggi transitorie successive alla Gelmini", ho scritto "norme transitorie successive alla Gelmini", le stesse mezionate dal drammatico comunicato dei rettori (che  Lei continua a fare finta di ignorare), dove si dice:

"Inoltre, il D. lgs. 49/2012 ha ridotto quasi per intero i margini di autonomia degli Atenei italiani, indipendentemente dallo stato dei singoli bilanci."

Evidentemente anche i rettori sono disinformati.

Per fortuna ho finito (sprecato) i miei tre commenti.  Non l'ho fatto per Lei, ma  per correttezza verso chi legge e, dai suoi commenti, può essere portato a pensare che io affronti qui degli argomenti senza essermi prima documentato.

Ma sei davvero convinto che una volta cambiata la classe dirigente il paese vivrà come per miracolo una rinascita? La pensava cosi mia madre quando è caduto Berlusconi ed è salito al governo Monti. Ma mia madre ha superato i 70, ha solo la licenza elementare, ha poca dimestichezza con i libri e nessuna con internet.

Francamente se pensi che l'elettore italiano medio sia molto diverso da chi elegge sei tu che sei stato in un altro paese o in un altro pianeta. In questo paese circa il 5% della popolazione in età da lavoro risulta aver diritto alla pensione d'invalidità, ma le percentuali sia aggirano intorno al 2% nelle province Lombarde e Venete dove il tasso d'occupazione è più alto mentre in certe province del Sud supera il 10%. Si può stimare che oltre la metà degli invalidi italiani siano falsi.

Tutti questi falsi invalidi sono politici?

Si è scoperto che in Italia nel giro di un decennio sono state costruite oltre 200.000 case abusive.

Tutti questi costruttori abusivi sono politici?

L'evasione fiscale in Italia risulta essere la più alta dell'Europa occidentale superando abbondantemente il 10% del P.I.L..

Tutti questi evasori sono politici?

Quello che sembra sfuggire agli elettori e simpatizzanti M5S è che un popolo che ha scarso rispetto della legge e delle regole è portato quasi fisiologicamente a votare per persone che hanno scarso rispetto per la legge e per le regole e che una volta mandata a casa i ladri che ci governano il popolo probabilmente sceglierà altri ladri.

Abbiamo anche la controprova quando si sono mandati a casa i ladri di D.C. e P.S.I. sono stati eletti al loro posto altri ancora più ladri e che per di più erano anche peggiori come governati.

L'M5S si propone come movimento di onesti puri e duri ma in passato anche il P.C.I., l'M.S.I. e la Lega Nord si sono proposti sotto questa veste. Finché furono esclusi dal potere la sostanza era abbastanza simile alle dichiarazioni ma una volta entrati nelle camere, nei salotti buoni si sono fatti corrompere anche loro e io penso che l'M5S farà un percorso simile.

Se si vuole davvero cambiare non basta mandare via i ladri bisogna anche che ci sia un cambiamento culturale del paese, un cambiamento che non può avvenire se si continua con le vecchie abitudini, se si vogliono cambiare le abitudini bisogna cambiare alcuni aspetti della legislazione e dell'amministrazione di questo paese che favoriscono la mentalità da furbetti.

Bisogna ridurre le tasse e le scappatoie per non pagarle, bisogna tagliare la spesa clientelare in maniera che chi si è abituato a vivere di sussidi e di espedienti ritorni a cercare lavori veri, ma tutto ciò è impopolare tra gli elettori italiani che pure si lamentano dei politici e che sono orientati a votare per chi gli darà altro assistenzialismo.

La stessa famosa proposta del reddito di cittadinanza è stato il più grande voto di scambio della storia della repubblica.

P.S. riguardo la storia dei numeri se non si da importanza ai numeri a cosa la si deve dare? Ai bei discorsi? Ai sogni? Alle pose esteriori? Alle intenzioni? Piaccia o non piaccia i numeri nella loro aridità sono e resteranno l'unico modo di analizzare le questioni in maniera oggettiva!

1) non sono "grillino". 2) non so cosa sia "radio londra" 3) non capisco che c'entra 4) non ascolto la radio 5) non guardo la televisione

6) però hai un pc, con la tastiera e la connessione.

se tu avessi cercato ("googlato" mi fa schifo) "radio londra", trovavi al primo posto la voce di wikipedia, più che sufficente per capire. da come ci hai descritto i drammatici eventi bellici, pensavo ne avessi una conoscenza migliore, chessò: come  reduce, o da cultore degli annali di famiglia. cose così.

cos'è radio londra, ma il dove vai? son cipolle! è presuntuoso ed irritante.
Tu sai cos'è l'apocatastasi? Lo sai? Eh? Così, tanto per vedere se sei 'gnurante.

Mi ero impegnato in una lunga tirata, che mi aveva impegnato mezzora, perché mi premeva esprimere un concetto. Riferendomi al ruolo del Partito d'Azione e dei suoi Uomini nella Resistenza di settanta anni fa, io sostenevo la priorità delle questioni morali sulle questioni politiche; ed alla luce di ciò l'idea che le divergenze programmatiche, anche profonde (pensi alla distanza gra liberali e comunisti, o fra monarchici e socialisti, quale era nel 1945) si possono accantonare o rinviare al dopo, quando sussista l'esigenza di ripulire un sistema di potere in qualche modo incancrenito. Anzi non solo si può, ma si deve, perché è impensabile condurre in porto una qualche utile "riforma" andando a braccetto con la classe dirigente in odore di criminalità venuta fuori da questo ventennio; tanto quanto sarebbe stato impensabile, settanta anni fa, uscire dal ventennio fascista andando a braccetto con Grandi, Bonomi e i "meno peggio" tra i fascisti.

 Se quello che dico non ti interessa non me ne adonto, lascia pure perdere, e non rispondere nulla. Se scegli di rispondere, beh, allora sei più rispettoso se leggi prima con attenzione, e poi dici quello che vuoi, ma nel merito di quanto avevo sostenuto, e senza spocchiosa e ingiustificata aria di superiorità.

 Buon appetito.

anche se dubito che ce ne sia qualcuno arrivato fin qua.

programma

marcodivice 5/6/2014 - 14:20

di quale programma si parla? quello dei 7 punti che prevedevano in contemporanea gli eurobond e l'uscita, pardon il referendum, sull'euro? quello che prevedeva la rinegoziazione del F.C. che è un trattato intergovernativo? per capire.

Questi sono i motivi che secondo me dimostrano l'erroneità della sua proposta:

1 l'M5S non fa alleanza a livello nazionale;

2 l'M5S è un partito verticista totalmente dominato da due individui a dir poco inaffidabili;

3 uno di questi due individui è una persona autoritaria, istrionica e probabilmente emotivamente disturbata, ovviamente mi riferisco a Grillo;

4 l'altro soggetto è invece poco decifrabile ma sembra essere ugualmente verticista;

5 gli adepti di questa setta tendono ad approcciarsi ai vari problemi in maniera irrazionale, impulsiva e fideistica, tale tipo d'approccio molto difficilmente si può associare alla razionalità, è molto difficile far convivere il loro dilagante moralismo con un ragionevole laize faire;

6 l'M5S ha attirato dentro di se esponenti delle aree di estrema sinistra e di estrema destra, aree politiche che in Italia sono fortemente stataliste quindi incompatibili con la razionalità economica, a meno che l'Italia non si trasformi dalla sera alla mattina da una repubblichetta di cialtroni in un paese di coscienziosi e scrupolosi servitori del bene comune, per la serie è più facile far passare un cammello per la cruna di un ago.

7 l'M5S più che al partito d'azione assomiglia ad altri partiti, qui è stato definito stalinista, in luoghi frequentati dagli esponenti della sinistra viene definito fascista o nazista, io preferisco chiamarlo con il più generico termine totalitario;

8 in ultimo vorrei sottolineare che di questo sito/partito/movimento fanno parte molti docenti universitari che se dovessero avvicinarsi alla banda di Grillo e ai loro deliri rischierebbero di rovinarsi la reputazione accademica per tutta la vita.

Francamente io sarei dell'idea di "marciare divisi, colpire uniti", copyright Helmuth Karl Bernhard von Moltke, ossia di dividersi in un gruppo che si infiltri nel centro destra approfittando dal declino di Berlusconi e di un possibile ricambio della classe dirigente e un altro gruppo che faccia lo stesso nel centro sinistra approfittando della crisi della sinistra PD e del predominio in quell'area di Renzi, che non sarà perfetto ma al momento è tra i tre principali protagonisti della politica italiana è il meno peggio.

Sarebbe consigliabile che altri ricoprano il ruolo di opinionisti indipendenti, in maniera tale che se anche coloro che sono schierati nei due poli non possano dire tutto ciò che pensano ci sia qualcuno che possa sempre dire all'opinione pubblica la verità, tra questi opinionisti neutrali ci dovrebbero essere coloro che si sono esposti più degli altri con Fare e con Scelta Europea, per evitare le accuse di essere degli opportunisti volta gabbana.