Titolo

Sull'utilità ed il danno dell'istinto in politica

1 commento (espandi tutti)

Trovo questo post dopo averti mandato ieri alcune riflessioni, e quanto là detto mi appare ancora più vero.
Il tuo errore, e quello di molti di noi, è stato quello di non esser stati abbastanza "liberi".
Vedi, Michele, tu sei abituato a vivere e lavorare da anni negli Stati Uniti, e sei abituato a comportarti da uomo libero. Lo sappiamo, i compromessi si fanno ovunque e il paradiso non esiste, ma quello è un paese dove è possibile intraprendere una strada con le proprie nuove, libere, idee e convinzioni, giuste o sbagliate che siano. Io negli Stati Uniti ci sono stato solo pochi anni ma mi è bastato per rendermi indigesto il modus vivendi (e lavorandi) mediterraneo.

Nel dettaglio, ha ragione il commentatore che più sopra ci ricora che "scontiamo sempre il peccato originale", e quello è stato un treno perso. Molto colpevolmente perso, e non per colpa tua. Punto. Ciò che è avvenuto dopo è stata una encomiabile e faticosissima nuotata al galleggiamento in un mare di mille correnti contrarie (e quindi di compromessi).

Ora si vedrà come andrà a finire la "scommessa" renziana, e state tutti tranquilli perchè presto si capirà: io credo che adesso, umilmente, occorra lavorare alacremente ognuno nel proprio campo secondo principi di libertà, senza rinunciare a sognare la rivoluzione e a tratti provare a realizzarla. Magari un altro treno passerà e magari lo condurremo noi...

un saluto, a presto!