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Sull'utilità ed il danno dell'istinto in politica

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Come dice Paolo, Michele non e' che abbia sbagliato da solo. A me sembrava un'ottima idea aggregare i movimenti interessati (ho deciso che la parola "liberale" non la uso piu') e ho votato a favore di quella linea (come la maggioranza dei Delegati). Quello che francamente ignoravo: (1) che il panorama dei movimenti liberali in Italia fosse cosi' sconsolante. Da quando ho avuto esperienza di prima mano coi "libbberali" italiani non me la sento piu' di criticare grillini, komunisti, fasci... Gente piu' interessata a fare a gara a chi ha letto piu' volte Locke con un senso pratico pari a zero (2) che partiti di cui mai avevo sentito parlare (federalisti europei, tabacciani, cespugli assortiti) avessero pure la pretesa di imporre i propri desiderata. Ok, FARE non portava in dotazione milionate di voti ma doveva essere quanto meno l'azionista di maggioranza. E pensavo che anche GV capisse quanto meno che il nuovo vende meglio del vecchio riverniciato. Leggere che l'infelicissimo nome e' stato imposto dall'alto fa un po' incazzare.