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Sull'utilità ed il danno dell'istinto in politica

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Non mi sfugge il fatto che esista un grosso problema di comunicazione. Semplicemente non avendo ne' idee, ne' esperienza in proposito, e volendo dare un contributo costruttivo, mi sono tenuto alla larga dalla faccenda.

Mi sembra che con l'esempio di Togliatti hai centrato bene il problema. Pero', putroppo a mio avviso, non si tratta di un problema di packaging che non esalta il prodotto. "la terra ai contadini" funziona come slogan perche' e quello che la gente voleva sentirsi dire. "Usciamo dall'Euro e vedrete che tutto si sistema" e' quello che molti vogliono sentire. O secondo voi vende meglio:

L'euro c'entra poco con la crisi dell'Italia e, più in generale dell'Europa del Mediterraneo. Il problema vero è la resistenza al cambiamento

Ricorro anche io ad un esempio.

Tutti sappiamo che se da stasera mangiamo il 20-25% in meno e se facciamo attivita' fisica, anche blanda ma continua, per un ora almeno tre volte la settimana, avremo eccellenti possibilita' di perdere peso.

Perche' allora tanto successo nelle librerie di nuove e mirabolanti diete che in alcuni casi addirittura consigliano di mangiare di piu'? Soprattutto prima delle vacanze?

Forse perche' alcune cose preferiamo non sentircele dire. Sappiamo che avere un certo tenore alimentare ci fara' sicuramente bene... ma costa fatica. Quello che vogliamo comprare non e' la ricetta per dimagrire, ma il sogno di poterlo fare senza sforzi.

Seguendo questo filo, sbattere in faccia la brutalita' dei numeri e della attuale situazione forse non fa prendere voti, ma illudere la gente migliora le cose? Farle credere che senza Euro e svalutando risolveranno i loro problemi?

Io ricette non ne ho, per questo sono qui ad ascoltare quale puo' essere la dieta giusta per me.

Astenersi pataccari!

sì, non è un problema di packaging o di leader carismatico, il problema è trovare una linea che convinca una parte consistente degli italiani così come sono. Certo, è importante istruirli ed educarli, ma questo è un altro discorso, pure cruciale, ma di lungo periodo.

Berlusconi l'aveva trovata e ha fallito miseramente, anche perché non ci credeva veramente. Grillo pure l'ha trovata, ma è una linea sbagliata e senza sbocco. Renzi l'ha trovata, qualche speranza ce la dà, staremo a vedere.

Fare non l'ha trovata, per ora. Forse non è possibile trovarla, forse bisogna cercarla ancora, come suggerisce Corrado Ruggeri.

E' chiaro che se ti limiti a cercare il minimo comun denominatore e a dire quel che la gente vuole sentirsi dire sei agevolato nel comunicare. La Lega ci campa da anni e così vari partiti "demagogici" all'estero ma questo non toglie che tutti gli altri partiti esistano ed utilizzino le stesse tecniche di comunicazione pur veicolando messaggi più complessi (e quindi con maggior difficoltà).

Il tuo programma se applicato darà dei vantaggi agli elettori ? Allora gli slogan devono evidenziare questi vantaggi, devono puntare a chi godrà di questi vantaggi  e devono essere didascalici e diretti. L'approfondimento sarà una fase successiva adesso serve attirare l'attenzione e soprattutto rendersi riconoscibili.

Lo slogan deve colpire a livello emotivo e non deve vergognarsi di farlo. Per intenderci "abbiamo grandi progetti per cambiare il futuro" non fa nessuna di queste cose, mentre Giannino che si presenta incatenato per simboleggiare la pressione fiscale, che lega le mani alle aziende italiane, sì.

"Più meritocrazia" è più una dichiarazione di intenti che uno slogan. Così come"siamo contrari ad un fisco centrale, difficile da controllare, e fonte di sprechi" è una dichiarazione di intenti mentre "basta tasse a Roma ladrona" è uno slogan (contro la la Lega si può dire di  tutto ma a slogan sono i numeri uno).

Non sono un esperto di marketing e comunicazione, quindi ho fatto più esempi di quel che potrei permettermi (e mi scuso) ma sono certo che la semplificazione burocratica e i risparmi fiscali cui punta il programma di Fare creino dei vantaggi all'elettorato che possono e devono essere resi in maniera più immediata.

La fase successiva (e qui mi ricollego a quel che dice Bercelli) è trovare veri alleati, vere simpatie. Alcune battaglie radicali sono state appoggiate anche da altri movimenti o da personalità pubbliche non radicali, questo sarebbe auspicabile (ed in parte è successo con "Non più alto del colle", questo sì un bello slogan) anche se è decisamente più difficile. Penso a cose come CGIA di Mestre, uno Squinzi, possibile che non si riesca a coinvolgerli ?

Per usare il tuo esempio: i libri per chi vuole dimagrire "senza fatica" si vendono bene, senza dubbio, ma esiste anche un mercato per i libri per chi vuole sapere come dimagrire "veramente". Magari si vendono meno ma si  vendono ad un pubblico che quegli altri non li vuole comprare più :-)

E mettendo titoli accattivanti (senza svaccare) si può vendere qualche copia in più, chessò "E' facile smettere di pagare tante tasse (se sai come farlo)".

5 TASSE INVECE DI 50

o qualcosa del genere verificando bene i numeri che ho buttato lì a caso -- includerei diabolici balzelli perditempo  come le marche da bollo. Quindi anche qualcosa come:

ABOLIRE LE MARCHE DA BOLLO E TUTTE GLI ALTRI BALZELLI CHE FANNO SOLO PERDERE TEMPO

Mentre gli slogan sull'oppressione fiscale, per quanto sacrosanti, sono purtroppo usurati da decenni di sterile propaganda berlusconiana e leghista, quelli sull'oppressione burocratica sono una prateria aperta.

my two cents