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Sull'utilità ed il danno dell'istinto in politica

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Qua sembra che sotto inchiesta, o sotto osservazione, ci sia il M5S. Ma signori, quelli che sono stati al potere nel ventennio, e che ci sono ancora adesso, sono quegli altri.
Non c'è nessuna ragione per presumere che i nuovi "politici" portati sulla scena dai 5S siano tutti onesti, anche se per ora di casi eclatanti di corruzione all'interno del M5S non se ne sono visti, e questo già è notevole. Ma nemmeno l'altra volta, quando si liquidava il nazifascismo, si poteva avere la certezza che la nuova classe dirigente uscita dalla Resistenza non contenesse delle mele marce, e non potesse avere cento o mille altri difetti. Questa considerazione, ovvia, sarebbe stata allora una ragione accettabile, secondo lei, per fare delle "intese" con Grandi, Bonomi, e i "meno peggio" tra i fascisti? Noi adesso non sappiamo se tizio caio sempronio del M5S siano onesti oppure no. Ma sappiamo per certo che Dell'Utri, Scajola e quegli altri della cricca presente NON lo sono. Abbiamo assistito, per vent'anni, a un continuo scempio della decenza, a un crescendo di oscenità culminati nel grottesco, con un parlamento che dichiara essere Ruby la nipote di Mubarak, ed altri episodi che saranno ricordati dagli storici fra duemila anni come oggi si ricorda l'episodio del cavallo di Caligola. Facciamo finta di nulla? Ma sì, passiamo oltre, come se niente fosse. Il primo videomessaggio di berlusconi, dalle televisioni di sua proprietà, fu del 1993, me lo ricordo bene. Da allora ce ne sono stati 2-3 all'anno, in media, per venti anni. Me li sono sorbiti tutti, non sono andato in America come voi, io. Ancora nel 2013, ne abbiamo avuti due, e già due nel 2014. Ora li chiamano "interviste", perché gli strateghi della comunicazione devono avergli fatto notare che "videomessaggio" suona male, fa stato libero di bananas. Ma confido nella sua intelligenza, lei saprà cos'è un intervista, e cos'è un videomessaggio, ne sono sicuro. Secondo voi questo fatto è tollerabile? Si può SORVOLARE??

Lei fa l'esempio della riforma Gelmini, non entro nel merito (perché a me non piace, ma si uscirebbe dal tema che mi interessa), dico che in generale non ci credo che si possano avere "riforme" utili prodotte da uomini o donne impresentabili. Una volta potrà forse accadere che il cavallo di Caligola faccia un nitrito azzeccato, che produce un effetto positivo, ma mettere cavalli in Senato non è una buona idea.
All'esempio della riforma Gelmini io rispondo con un altro tema caro a voi di nFA, che si interseca con questo discorso: la privatizzazione per 2/3 della RAI. C'è, in testa su nFA, il post di Andrea Moro sul tema, che io condivido quasi completamente. Solo che manca una premessa fondamentale: e MEDIASET? Che ne facciamo? L'attuale sistema radiotelevisivo, lottizzato, corrotto, incancrenito, che ha ostracizzato e messo alla porta uno per uno, nel ventennio, tutti quei pochi giornalisti liberi che osavano dire la Verità, a partire dal compianto Enzo Biagi, è degno di una dittatura mediorientale. Ma ha un suo minimo e putridissimo equilibrio grazie alla presenza di una RAI vergognosamente faziosa, che "bilancia" le televisioni di berlusconi: se si privatizzasse solo la RAI trasformandola in un network decente, senza nulla modificare le TV di berlusconi, la situazione generale peggiorerebbe. La privatizzazione della RAI è cosa buona, ma va fatta contestualmente ad una legge sul "conflitto di interessi" (quale ipocrita espressione) che TOLGA dalle mani di berlusconi l'intollerabile potere di fare videomessaggi con le televisioni di sua proprietà. Bisogna levargliele, prima. Quando sento parlare di privatizzazioni della RAI soltanto, senza accenni al resto del problema, al suo complementare (che è la parte più consistente) mi viene il dubbio che si sia vittime di quel pregiudizio della sacralità della proprietà privata che fa chiamare in causa Stalin anche al mercato della frutta. Lo stesso su cui ravanò berlusconi.

Non siamo d'accordo su questo punto, che però è decisivo. Per me la questione morale presente è più importante di tutto il resto. Le dico anche (non se ne offenda) che se anche non lo fosse tecnicamente, cioè se fosse possibile fare buone riforme con un Senato di Cavalli - e non mi ha convinto, con l'esempio della Gelmini - lo sarebbe comunque, moralmente: la questione morale, una volta che si sia riconosciuta, e Lei l'ha riconosciuta, assume immediatamente la precedenza su tutto il resto, in ogni caso, per ragioni di principio. Peccato, perché io sono uno dei possibili elettori di FARE, che vota invece M5S, per questo motivo.

 

 

Nel merito della RAI, io e Giulio abbiamo scritto, e su questo sito e' sempre stato detto, che la rai va venduta "garantendo la concorrenza nel settore dell'informazione con gli strumenti antitrust". 

Nella prima stesura, poteva sembrare che questo vostro riferimento alla normativa antitrust fosse da applicarsi solo alla auspicata privatizzazione della RAI, di cui trattava il post, senza coinvolgere le televisioni di Berlusconi, di cui non si parlava per nulla. Ma è ovvio che se si adottasse una severa normativa antitrust, finalizzata a vietare le concentrazioni nel settore dell'informazione, questa si applicherebbe poi alla nuova RAI privatizzata, alle reti mediaset, ed a ogni altro network televisivo presente e futuro.
Qui però non posso non fare una ovvia osservazione, a Lei, e a Giovanni Federico che parlava sopra di "resistenza alle riforme".
Lei nel suo post si rivolge idealmente a Renzi, suggerendogli di privatizzare la RAI per 2/3.
Secondo Voi, se questa riforma contenesse al suo interno anche una severa legge antitrust, come abbiamo qui precisato, che come effetto collaterale annientasse per sempre la proprietà di mediaset da parte di Berlusconi, non incontrerebbe forse alcuna "resistenza"?
Sarebbe praticabile, visto l'attuale patto Berlusconi-Renzi su cui si regge la presente maggioranza di governo? Federico sostiene che buone riforme si possono fare anche con ministri indecenti. Si può fare, realisticamente, una simile riforma, col parlamento delle Gelmini che abbiamo adesso? Pensate che Renzi potrebbe recepire questo vostro appello, se anche l'idea gli garbasse?

E subito dopo, le pongo anche un'altra domanda. Questa discussione nasce dal mio "suggerimento paradossale", rivolto a Boldrin, di cercare in futuro una intesa da battaglia col M5S, nonostante le divergenze programmatiche.
Come era prevedibile sono stato aggredito, perché ma Grillo, irrazionale, autoritario, pagliacci, Stalin, Hitler, l'Euro, l'antieuropeismo, eccetera.
Allora la seconda domanda è: voi pensate che se questa stessa proposta di riforma del suo post, corretta con questa precisazione (ossia: privatizzare la RAI per 2/3, ma contestualmente fare una severa legge antitrust che cancelli tutti i monopoli dell'informazione, a partire da quello di Berlusconi) voi andaste a proporla, anziché a Renzi, a Grillo, non potrebbe più facilmente trovare una convergenza programmatica?

Raramente su nfa ci siamo preoccupati molto di praticabilita' politica. Noi la proposta non la facciamo solo a Grillo, la facciamo a tutti. Ci sembra una proposta "di sinistra" e quindi la facciamo a Renzi e ci sembra una proposta anti-casta, quindi la facciamo anche a Grillo. Hanno la maggioranza, che la facciano. 

Notiamo invece che da parte del M5s si levano voci contrarie ai tagli alla RAI, mentre da parte PD  si parla di modulare il canone a seconda del reddito, cioe' praticamente di alimentare le aliquote sul lavoro. 

mi sembra più uno slogan che una rilevazione corretta. In presenza di almeno tre operatori nazionali si dovrebbe parlare, semmai, di oligopolio. Ma il punto non è questo: anche nella carta stampata, verosimilmente, siamo in presenza di oligopolio posto che i quotidiani nazionali sono relativamente pochi.

Il sistema dell'informazione, dunque, è concentrato: ma è realistico parlare di eliminazione delle concentrazioni eccessive? vendere una o due reti RAI e una o due reti Mediaset ridurrebbe la quota di mercato dei maggiori ologopolisti ma garantirebbe la concorrenzialità del sistema?

Ancora: capisco l'ostilità verso SB, ma siamo sicuri che privarlo di Mediaset - come qualcuno suggerisce - sia operazione del tutto legittima? non ne andrebbe di mezzo la libertà d'impresa?    

...privarlo di Mediaset - come qualcuno suggerisce - sia operazione del tutto legittima? non ne andrebbe di mezzo la libertà d'impresa?   

 

sì, è legittima. o meglio, andrebbe ridotta la dimensione di mediaset.

penso che la questione sia da porre in questi termini: se le dimensioni di mediaset, o di qualunque altra azienda sono tali da essere predominanti, questo costituisce di per sè una limitazione alla libertà di impresa di altri operatori che vorrebbero entrare in quel mercato. dove collocare i limiti, è poi questione del tutto empirica.

non posso fare a meno di notare che SB sia riuscito ad ostacolare, ritardare, incasinare anche questa questione; un vero tocco di re mida, alla rovescia.

potrebbe essere indotta a dismettere alcune reti se l'AGCM ravvisasse una violazione della disciplina antitrust, ma sinora ciò non è avvenuto. Peraltro, non sono sicuro neppure che le dimensioni delle imprese maggiori costituiscano davvero una limitazione dell'accesso al mercato: la legge vigente - che non ho sottomano in questo momento - pone limiti sia alla concentrazione sia all'abuso di posizione dominante ma non impone lo scioglimento di concentrazioni legittimamente realizzate.

In ogni caso, la legge è uguale per tutti: perciò sarebbe singolare idea quella di punire SB perché controlla tre reti che ha, verosimilmente, costituito in maniera legittima e lasciare indenne la RAI o altri che raggiungessero dimensioni rilevanti. 

credo che la interpretazione che si è fatta strada negli ultimi anni sia di considerare illegittimo non solo l'abuso di posizione dominante, tramite pratiche esplicite di limitazione della concorrenza, ma anche la mera  esistenza di tale posizione. però qua ci sono fior di esperti di quella che è una questione economica cruciale e potranno dire meglio.

dal punto di vista della legislazione vigente, io 'un zo, valgono le sue conoscenze. ovviamente, questi sono discorsi del tutto impersonali, che si tratti di SB o di pincopallino non importa . SB, con la sua estrema "disinvoltura" in tanti campi,  ha però ricacciato indietro un dibattito che in Italia partiva già in ritardo. questa è una sua colpa, mica di altri.

C'era una forte autocritica dopo il pessimo risultato elettorale di Scelta Europea, e Boldrin si rammaricava della scelta di entrare in colalizione con Scelta Civica. La coalizione con Scelta Civica era stata fatta, immagino, nella speranza di superare la soglia di sbarramento del 4%.
Era quindi una scelta dettata da praticabilità politica. Scelta che non critico per questa ragione, poteva apparire logica e razionale, era lecita negli scopi, e posso anche capire che dovendo convergere in coalizione con qualcuno dell'attuale disastrato panorama politico nazionale, FARE scegliesse Scelta Civica. In fondo qua siete tutti economisti, e Mario Monti è uno che parla il vostro linguaggio, anche se magari non sarà della stessa scuola.

Solo che il disastro di Scelta Civica in questa fase era prevedibile, tanto prevedibile che fare questa coalizione in questo momento era un po' come salire sulla Costa Concordia dopo che si è incagliata sullo scoglio. Io suggerivo a Boldrin per il futuro di tentare di fare piuttosto una chiacchierata con Grillo, nonostante le enormi divergenze programmatiche. Le ragioni sono quelle spiegate sopra, e sotto nella risposta a Giovanni Federico.
In questo momento non sappiamo ancora con quale legge elettorale si voterà alle prossime elezioni politiche, ma è sicuro che ci sarà una soglia di sbarramento, forse addirittura all' 8%.  Se sarà così, se non si vuole scomparire non si ha altra scelta che entrare in una coalizione che abbia delle probabilità di superare l'8%. Beh, non è che ci siano molte possibilità, ora che il loden di Mario Monti non c'è più. Sono tre: Berlusconi, Renzi, Grillo. Ho enumerato, nei miei interventi, alcuni motivi per cui avendo queste tre sole opzioni, al posto di Boldrin tenterei di fare una chiacchierata con Grillo. Potrebbe anche non riuscire, ma almeno potrai dire "io ho osato", come ha fatto scrivere sulla sua pietra Rudolf Hess.

bromuro

dragonfly 7/6/2014 - 17:33

ma almeno potrai dire "io ho osato", come ha fatto scrivere sulla sua pietra Rudolf Hess.

ricordo la legge di Godwin, ove non bastasse il comune senso del ridicolo. un estratto:

...quando si invoca il nazismo in una discussione Usenet, questo significa che tale discussione è sul punto di estinguersi, e quindi la probabilità che altre tematiche siano affrontate si annulla (fatto che rende unica la Legge di Godwin). Pertanto, tradizionalmente, la prima persona che faccia un riferimento ai nazisti o Hitler ha "perso" la discussione.

Completamente incapace di leggere.
Quello che legge solo l'ultima farola, vede "Rudolf Hess", si rammenta vagamente che costui era un nazista, e dice la sua boiata delle cinque e mezzo.

Il mio riferimento era un po' dotto, se vogliamo, ma non era mica un riferimento al nazismo. Faceva riferimento alla storia di un uomo che saltò su un aereo, volò fino in Scozia, si paracadutò e ci provò. Il suo tentativo fallì: fu arrestato e rimase in carcere fino alla fine dei suoi giorni. Ma anche così, pur nel fallimento, poté scrivere nella sua tomba "io ho osato".

Significava, per darti un aiutino, che qualche volta bisogna avere coraggio, e tentare anche l'impossibile; perché il tentativo coraggioso anche quando fallisce non ti lascia mai rimpianti. La timidezza sì.

Ah, ti faccio notare anche che si "vince" e si "perde" quando si gioca a rubamazzo, a bollini, o quando si fa "un due tre - caco io e puzzi te" come fanno i bambini.
Quando ci si confronta, da adulti, con onestà intellettuale e con lo scopo di capire, allora si vince sempre. Purché si ascolti.

io non voterò MAI Grillo non solo perchè i suoi programmi sono fumosi contraddittori ed economicamente disastrosi ma anche, se non soprattutto, perchè ha convinto gente in buonafede come Lei che

la questione morale, una volta che si sia riconosciuta, e Lei l'ha riconosciuta, assume immediatamente la precedenza su tutto il resto, in ogni caso, per ragioni di principio.

E naturalmente Grillo stesso si arroga il diritto di decidere chi è morale (lui) e chi è immorale (tutti gli altri).

Un ultimo punto: 'immorale' è diverso da 'penalmente perseguibile'.  Nei paesi civili, i reati devono essere perseguiti dalla magistratura, secondo procedure e regole precise e rispettose dei diritti di imputati e parti civili (possibilmente da migliorare e rendere più rapide ed efficienti). La gogna pubblica è medioevale

lo giudico io.

Immorale è un vecchio di settantadue anni che fa festini con minorenni.
Immorale è un giovane di quarant'anni, che va a cena a casa di quel vecchio.

Grillo per ora non ha partecipato di questo bunga bunga generale, non si è sporcato le mani strigendole a questi signori, almeno per quanto se ne sappia. Come non hanno partecipato di questo bunga bunga Boldrin e i fondatori di FARE, sempre per quanto se ne sappia. Per questo motivo io considero questi due "movimenti" entrambi moralmente accettabili, mentre mi sono assolutamente inaccettabili quelli di cui sopra. Per questo sono qui su nFA e discuto con voi. Con quegli altri non discuto, non ho niente da dirgli. Le posizioni politiche poi sono opposte, lo so. Almeno su alcuni temi come l'euro e i rapporti con l'Europa, forse lo sono di meno su altri temi, come privatizzazione della RAI e legge antitrust. Ma delle questioni politiche si può discutere. Le si possono trattare, si può trovare un compromesso, e alla fine si può portare rispetto anche a chi rimanga su posizioni diverse dalle nostre.
Le posizioni morali, invece, NO: NON si possono discutere, NON si possono trattare, NON si possono accettare compromessi. E al vecchio che fa festini con minorenni NON si può portare rispetto, in nessuna maniera. Si può solo disprezzarlo.

Immorale è diverso da penalmente perseguibile, Lei dice. E' certo. Il vecchio di cui sopra è anche penalmente perseguito, da più parti, e sta scontando una pena per crimini di valenza penale in un ospizio di Milano. Ma non ho bisogno di questo, io non sono un giudice, non pronuncio sentenze. Sono un uomo, e un cittadino, e in quanto tale fornisco il mio Giudizio, morale e civile. Dopo tutto quello cui mi è toccato di assistere in questi ultimi venti anni, il mio Giudizio, morale e civile, è definitivo e abbondantemente consolidato. Non ho bisogno certo di Grillo, o di qulcun altro, che me lo spieghi, per essere nauseato dalla feccia che si è impadronita di questo paese.

A voi non stavo suggerendo di votare Grillo. Sarebbe pretendere troppo, me ne rendo conto, già faccio fatica io. Avevo suggerito a Boldrin, che in questo post faceva una forte autocritica dopo il pessimo risultato della lista "Scelta Europea", di provare magari, in futuro, a fare una chiacchierata con Grillo. Non per fare un' "alleanza" che vista la divergenza dei programmi sarebbe complicata, ma per proporre una coalizione di scopo, che consenta (a FARE, il M5S non ne ha bisogno) di superare la soglia di sbarramento, e continuare ad esistere. Sarebbe un azzardo, me ne rendo conto. Ma dopo l'esito disastroso della scelta di entrare in coalizione con la lista di Mario Monti, forse si può provare a giocare un poco d'azzardo. Secondo me di questa  coalizione si potrebbero giovare sia il M5S, che ne sarebbe.. "razionalizzato", diciamo così; sia FARE, che ne ricaverebbe.. una dose di "energia", sempre diciamo così.