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Sull'utilità ed il danno dell'istinto in politica

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Non sono un esperto di comunicazione, ma a fronte di un tema sistemico - tanto che agli investimenti pubblici - in Italia - non crederebbe neppure Keynes. E di barriere all'ingresso (e voti comprati - avrei privilegiato una comunicazione veloce in 'codice binario' 0/1, Y/N, insieme a benchmark sui paesi 'virtuosi.

 La gente, a sentire ulteriori BLA BLA BLA si addormenta.

Esempio al volo:

  •  SFIDE Italia: sistema fiscale inefficiente; elevata (ed inefficiente) spesa pubblica; elevatissima spesa pensionistica (e pensionati a 55 anni); total tax rate (% profit) 60.3
  • OPPORTUNITA': bassissima competitivita' (cfr. GCI lontano dai pasti), risibili quote di mercato in settori chiave (pare, se non mi inganno, che viviamo nella ICT!) , bassa produttivita' (labour productivity); elevati costi energia; sistemalegale inefficiente; R&D risibile.
  • Troppi avvocati, caxxari e giornalisti, pochissimi INGEGNERI ecc.

 Illustrare gli scostamenti o 'varianze al CAF', a buon intenditore, rispetto alle maggiori economie.

C'e' gente che ancora crede alla 'favoletta del belpaese' o di congiure intergalattiche. Ma fuggono anche i pensionati.

E un serio, rapido, ritorno alla legalita'. Non ho visto nessuna proposta di legge sul conflitto di interesse: 80 euro a te, qualcuno che 'Guidi' a me, una 'Mance' gaglia a te, concessioni 'lasche', fondi a perdere, ma che roba e'?

L'Italia va considerata e trattata come un paese emergente: regole chiare da riscrivere da zero, chiare, semplici, processi univoci, disboscare la selva di norme, discrezionalita' amminisrativa, compravendita di voti ecc.

Un problema di incentivi e moral hazard.