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Sull'utilità ed il danno dell'istinto in politica

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Buona la legge 240 (Gelmini)??

Affermazioni come queste hanno precluso il voto a SE da parte del mondo universitario. La legge Gelmini, frutto di elucubrazioni di funzionari ministeriali, di un po’ di liberismo male interpretato e di un ministro incompetente, ha alcuni punti positivi, ma non è una buona legge.

Quello che adesso c’è da fare non è un’altra riforma epocale, che bloccherebbe tutto per altri tre anni, ma una serie di provvedimenti snelli e intelligenti che modifichino alcune storture della legge e salvino la nostra università e la gente che ci lavora. Come, ad esempio, i rimedi suggeriti dalla conferenza dei rettori (CRUI). Quello più importante è dare alle università piena autonomia su reclutamento e ricerche all’interno di vincoli di bilancio.

A parte questo, l’Università cesserà di esistere, per colpa delle norme transitorie successive alla Gelmini, più o meno intorno al 2018, quando, in assenza di rimedi, il personale sarà a questi livelli:

                                    2000                    2008                2014                            2018

Docenti                  31.000                  35.500             28.200                       22.000

Ricercatori             18.000                 24.500             22.600                       20.000

TOTALE                 49.000                 60.000            50.800                      42.000

E questo in un momento in cui tutti i paesi con cui ci confrontiamo stanno puntando sulla ricerca fondamentale (prevalentemente statale ovunque) per uscire dalla crisi economica.

Anche i fisici italiani  stanno (stavano) dando il loro contributo. In Italia ogni unità d PIL che riguarda direttamente la fisica genera un ulteriore indotto del  60% (da 1 a 1 .6).

Boldrin mi ha mandato molti mail chiedendomi di aderire a Fare, ma purtroppo non ha mai toccato questi temi. Ma Boldrin si rende conto che il suo capolista, Ministro dell’Università, invece di parlare di queste cose ha detto, tra un comizio e l’altro, una serie impressionante di scemenze, tra le quali quella più grossa è probabilmente questa?

Con la situazione denunciata dai rettori, con le 10 proposte dei rettori lì che aspettano, con l’università che sta collassando, invece di ascoltare la voce del mondo migliore universitario un ministro capolista dice queste cose (abolisco le abilitazioni, anzi no, abolisco i concorsi, però prima abolisco i test di ingresso)? Abbiamo veramente toccato il fondo e il ridicolo.

Mi spiace per Boldrin, che ha molte idee che non condivido ma che mi sembra una persona seria, ma i suoi compagni di strada erano desolanti.

Caro Rotondi

forse lei non è molto ben informato: la legge Gelmini (se la rilegga) stabilisce le regole per il reclutamento ma non il numero di posti.  Anzi stanzia fondi aggiuntivi per i posti di associato (una mancia per soddisfare le richieste del movimento dei ricercatori).  Il numero di posti dipende dal finanziamento ed in particolare il calo del numero dei professori dipende dai limiti al turn-over stabilite dalle varie leggi finanziarie.

 

Aggiungo che abbiamo fatto un post collettivo contro l'abolizione dei test di ingresso

Caro Federico,

la sua risposta è imbarazzante, veramente imbarazzante..

Rispondo, anche se so che è inutile: in quello che ho scritto si legge:

A parte questo, l’Università cesserà di esistere, per colpa delle norme transitorie successive alla Gelmini,......

So bene cosa c'è nelle legge Gelmini.

 non esistono 'leggi transitorie successive alla Gelmini' nell'ordinamento italiano. Si chiamano finanziarie  e non hanno rapporti con la legge Gelmini e quindi col titolo del  suo commento. A fortiori non hanno rapporti con il mio commento originario, che portava la legge ad esempio della possibilità che un ministro mediocre scelto per motivi 'oscuri' possa fare una buona legge.

 

 

 

Federico, scusi la franchezza, ma lei ci fa o ci è?

Non ho scritto "leggi transitorie successive alla Gelmini", ho scritto "norme transitorie successive alla Gelmini", le stesse mezionate dal drammatico comunicato dei rettori (che  Lei continua a fare finta di ignorare), dove si dice:

"Inoltre, il D. lgs. 49/2012 ha ridotto quasi per intero i margini di autonomia degli Atenei italiani, indipendentemente dallo stato dei singoli bilanci."

Evidentemente anche i rettori sono disinformati.

Per fortuna ho finito (sprecato) i miei tre commenti.  Non l'ho fatto per Lei, ma  per correttezza verso chi legge e, dai suoi commenti, può essere portato a pensare che io affronti qui degli argomenti senza essermi prima documentato.