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Sull'utilità ed il danno dell'istinto in politica

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Caro Rotondi

forse lei non è molto ben informato: la legge Gelmini (se la rilegga) stabilisce le regole per il reclutamento ma non il numero di posti.  Anzi stanzia fondi aggiuntivi per i posti di associato (una mancia per soddisfare le richieste del movimento dei ricercatori).  Il numero di posti dipende dal finanziamento ed in particolare il calo del numero dei professori dipende dai limiti al turn-over stabilite dalle varie leggi finanziarie.

 

Aggiungo che abbiamo fatto un post collettivo contro l'abolizione dei test di ingresso

Caro Federico,

la sua risposta è imbarazzante, veramente imbarazzante..

Rispondo, anche se so che è inutile: in quello che ho scritto si legge:

A parte questo, l’Università cesserà di esistere, per colpa delle norme transitorie successive alla Gelmini,......

So bene cosa c'è nelle legge Gelmini.

 non esistono 'leggi transitorie successive alla Gelmini' nell'ordinamento italiano. Si chiamano finanziarie  e non hanno rapporti con la legge Gelmini e quindi col titolo del  suo commento. A fortiori non hanno rapporti con il mio commento originario, che portava la legge ad esempio della possibilità che un ministro mediocre scelto per motivi 'oscuri' possa fare una buona legge.

 

 

 

Federico, scusi la franchezza, ma lei ci fa o ci è?

Non ho scritto "leggi transitorie successive alla Gelmini", ho scritto "norme transitorie successive alla Gelmini", le stesse mezionate dal drammatico comunicato dei rettori (che  Lei continua a fare finta di ignorare), dove si dice:

"Inoltre, il D. lgs. 49/2012 ha ridotto quasi per intero i margini di autonomia degli Atenei italiani, indipendentemente dallo stato dei singoli bilanci."

Evidentemente anche i rettori sono disinformati.

Per fortuna ho finito (sprecato) i miei tre commenti.  Non l'ho fatto per Lei, ma  per correttezza verso chi legge e, dai suoi commenti, può essere portato a pensare che io affronti qui degli argomenti senza essermi prima documentato.