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Sull'utilità ed il danno dell'istinto in politica

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C'era una forte autocritica dopo il pessimo risultato elettorale di Scelta Europea, e Boldrin si rammaricava della scelta di entrare in colalizione con Scelta Civica. La coalizione con Scelta Civica era stata fatta, immagino, nella speranza di superare la soglia di sbarramento del 4%.
Era quindi una scelta dettata da praticabilità politica. Scelta che non critico per questa ragione, poteva apparire logica e razionale, era lecita negli scopi, e posso anche capire che dovendo convergere in coalizione con qualcuno dell'attuale disastrato panorama politico nazionale, FARE scegliesse Scelta Civica. In fondo qua siete tutti economisti, e Mario Monti è uno che parla il vostro linguaggio, anche se magari non sarà della stessa scuola.

Solo che il disastro di Scelta Civica in questa fase era prevedibile, tanto prevedibile che fare questa coalizione in questo momento era un po' come salire sulla Costa Concordia dopo che si è incagliata sullo scoglio. Io suggerivo a Boldrin per il futuro di tentare di fare piuttosto una chiacchierata con Grillo, nonostante le enormi divergenze programmatiche. Le ragioni sono quelle spiegate sopra, e sotto nella risposta a Giovanni Federico.
In questo momento non sappiamo ancora con quale legge elettorale si voterà alle prossime elezioni politiche, ma è sicuro che ci sarà una soglia di sbarramento, forse addirittura all' 8%.  Se sarà così, se non si vuole scomparire non si ha altra scelta che entrare in una coalizione che abbia delle probabilità di superare l'8%. Beh, non è che ci siano molte possibilità, ora che il loden di Mario Monti non c'è più. Sono tre: Berlusconi, Renzi, Grillo. Ho enumerato, nei miei interventi, alcuni motivi per cui avendo queste tre sole opzioni, al posto di Boldrin tenterei di fare una chiacchierata con Grillo. Potrebbe anche non riuscire, ma almeno potrai dire "io ho osato", come ha fatto scrivere sulla sua pietra Rudolf Hess.

bromuro

dragonfly 7/6/2014 - 17:33

ma almeno potrai dire "io ho osato", come ha fatto scrivere sulla sua pietra Rudolf Hess.

ricordo la legge di Godwin, ove non bastasse il comune senso del ridicolo. un estratto:

...quando si invoca il nazismo in una discussione Usenet, questo significa che tale discussione è sul punto di estinguersi, e quindi la probabilità che altre tematiche siano affrontate si annulla (fatto che rende unica la Legge di Godwin). Pertanto, tradizionalmente, la prima persona che faccia un riferimento ai nazisti o Hitler ha "perso" la discussione.

Completamente incapace di leggere.
Quello che legge solo l'ultima farola, vede "Rudolf Hess", si rammenta vagamente che costui era un nazista, e dice la sua boiata delle cinque e mezzo.

Il mio riferimento era un po' dotto, se vogliamo, ma non era mica un riferimento al nazismo. Faceva riferimento alla storia di un uomo che saltò su un aereo, volò fino in Scozia, si paracadutò e ci provò. Il suo tentativo fallì: fu arrestato e rimase in carcere fino alla fine dei suoi giorni. Ma anche così, pur nel fallimento, poté scrivere nella sua tomba "io ho osato".

Significava, per darti un aiutino, che qualche volta bisogna avere coraggio, e tentare anche l'impossibile; perché il tentativo coraggioso anche quando fallisce non ti lascia mai rimpianti. La timidezza sì.

Ah, ti faccio notare anche che si "vince" e si "perde" quando si gioca a rubamazzo, a bollini, o quando si fa "un due tre - caco io e puzzi te" come fanno i bambini.
Quando ci si confronta, da adulti, con onestà intellettuale e con lo scopo di capire, allora si vince sempre. Purché si ascolti.