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Sull'utilità ed il danno dell'istinto in politica

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SEguo NfA da tanto e FARE sembrava cosa promettente. E' stato, a quanto sembra, un suicidio dietro l'altro, a cominciare dal caso Giannino. E questo post di Boldrin non mi sembra per niente un'autocritica, lui dice semplicemente, se non avessi dato retta agli altri e avessi fatto come dico io sarebbe andata diversamente.  Beh, è l'"autocritica" tipica dell'aristocratico accademico. Io credo, modestamente, che FARE doveva farsi conoscere di più, diffondere il suo programma (il migliore in giro, ma chi l'ha visto?), discutere dei problemi economici in tutte le sedi possibili. E cercare gli alleati possibili. Forse si può ancora fare, ma con troppi protagonismi in giro sembra arduo. A FARE serve una guida politica che ancora non c'è.

Concordo in pieno, Boldrin a capo del movimento produce più danni che risultati. Il movimento FARE è per forza eterogeneo quindi ci vuole una guida capace di riunire le varie sensibilità dei singoli elettori e non un integralista buono solo a litigare anche con la propria immagine allo specchio.
Avere le idee giuste non significa essere capace di portarle a termine.

attendiamo con ansia l'indicazione della nuova guida/leader/fuhrer/duce o come la si voglia chiamare. Poi i proci potranno gozzovigliare finché saranno scannati.