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Sull'utilità ed il danno dell'istinto in politica

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A causa delle perverse norme italiane per "fare una lista" bisogna raccogliere 150.000 firme, debitamente autenticate, altrimenti "no Party" ("Non parti" come direbbe Monica Vitti). Io credo sia questo il motivo principale per gli improbabili apparentamenti di "Fare".

Boldrin tra l'altro si rammarica (nono capoverso, e cenni precedenti) esattamente di non aver proceduto sulla via della raccolta delle firme, cedendo alla comodità di poter presentare la lista grazie alla presenza di SC e CD.

Non se ne è discusso molto, forse perchè ci si può fare ben poco, ma 150.000 firme solo per presentare le liste è un ostacolo quasi insormontabile per un partito nuovo. A pensar male sembrerebbe fatto apposta per assicurare una confortevole sicurezza ai partiti già presenti in Parlamento. E già che ci siamo, se Dio non voglia alle prossime politiche si dovesse votare con il famigerato "italicum" per eleggere parlamentari una forza non apparentata in qualche coalizione dovrebbe raggiungere l'8% dei voti validi; scusate se è poco...

Piuttosto che si fa per il futuro? Ci buttiamo a testa bassa a raccoglere firme, oppure elemosiniamo l'appoggio di qualche parlamentare? Potrebbero andar bene anche un paio di deputati che avessero abbandonato il partito di origine...