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Renzi, lo sciopero RAI e la prova dei fatti

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E' un colpo basso Francesco, da te non me l'aspettavo :-)

Però insisto: se tu, ad un commento in cui si invita a considerare come devono essere gestiti gli ammortizzatori  sociali per eventuali esuberi, rispondi scrivendo che "il problema esuberi non si pone" il fraintendere e pensare che la fai troppo facile, ci stà.

Cercherò di mirare più in alto e di spiegarmi meglio. :-)

Considero che il problema degli esuberi non si ponga (se avessimo ammortizzatori seri) perchè nel tempo necessario alla riqualificazione (che non è un tempo pari a zero) si vengono a formare gli spazi per nuove professioni. Diciamo che in un anno, massimo un anno e mezzo, il problema non è piu' un problema. Naturalmente do per scontato che di solito in europa gli ammortizzatori sono attorno a quel periodo (massimo sono 4 anni in Danimarca, se non erro) e da me in CH sono 400 giorni (520 se hai piu' di 55 anni).

Per "problemi" intendo i casi che esauriscono il diritto senza aver trovato un lavoro adeguato. Poi ovvio che in Italia, dove questi ammortizzatori europei non sono ancora in funzione (aspi, naspi qui si gioca cambiar sigle) la cosa è un problema ma davo per scontato che parlando di "ammortizzatori" si partisse dalle considerazioni su come la cosa sarebbe se ci fossero.

Caso mai mi pare che quello che è previsto in Italia sia che anche se cambiano le sigle, il pubblico impiego è fuori dalle tutele (cosa sbagliatissima, perché cosi' continua l'alibi della illicenziabilità), quindi mi chiedo tra l'altro come siano messi i lavoratori RAI. Sono considerati pubblico impiego o lavoratori privati?