Titolo

Sintomi e cause del declino (I): tre esempi

10 commenti (espandi tutti)

versare i contributi previdenzali non è assimilabile ad un piano di accumulo capitale e successiva(dopo la prima "rata") remunerazione. E' un obbligo di legge. Sarebbe bene, oltre a perder tempo a lavorare spendere qualche minuto in riflessioni preventive(la scrittura).

Saluti.

insomma: nel retributivo, il mio  esagerato rendimento del montante, essendo i contributi obbligatori mi è stato riconosciuto a mia insaputa. e se adesso trovo chi è stato, passa un guaio!

ah, il multiforme genio italico non smette di stupire il mondo.

Prendano una polizza vita con rendita vitalizia garantita e clausole di reversibilità certifcate a vs. scelta(sate onesti) ed effettuate comparazioni "mature" prezzando i diversi rischi delle due "rendte". Scoprirete che i coefficienti inps non sono così "esagerati".
Sorprendetemi...

l'argomento "versamenti obbligatori non sono assimilabili etc", e anzi si propone un pieno confronto fra assimilati, come richiesto da karl hieronimusquellocheè.

Davvero sarebbe bene perder qualche minuto in riflessione preventiva.

i contributi «non sono tasse, ma un risparmio forzoso per il consumo differito».

Oggi per fare chiarezza mi aiuta il presidente dell'INPS (che onore!), che al Corriere spiega come potro' calcolare anche io quando prendero' un giorno di pensione, salvo futuri interventi correttivi o incidenti di percorso (perdita del lavoro etc...).

Nel frattempo posso solo aspettare i numeri dei Sigg. Ernesto e Vincesko, per cui la pensione non e' una previsione ma e' gia' realta'.

A voi l'onere della prova, sorprendeteci tutti.

Coraggio, non e' difficile!

Sia il caso li tiri fuorii lei a corredo della chiosa a Sua firma: "Scusateci se dal canto nostro non possiamo fare altrettanto, oltre alla mancanza dei dati, infatti siamo costretti a perdere tempo lavarando per portarci a casa uno stipendio, accantonare una magra pensione contributiva per un incerto futuro ed infine pagare anche quell'investimento che a voi rende cosi' bene." Di mio Le ho semplicemente fatto notare che, per valutare un investimento, è necessario (buona norma) utilzzare un benchmark (comparabile); Prenda una polizza che garantisce una rendita vitalizia e confronti, con attenzione al rischio implicito(in entrambi i casi), con pensione statale contributiva assmilabile. Solo in questa maniera il Suo commento "rende così bene" potrà essere validato. Un saluto,

Dimenticavo..non sono in pensione,  gli stipendi li pago(ultimamente intaccando la mia disponibiltà personale) e sono sul mercato tutti i giorni come migliaia di micromprese a lottare per rimanere in piedi.

bene

giovanni federico 18/4/2015 - 17:21

se lei ritiene che le pensioni corrispondano più o meno ai contributi versati , sarà sicuramente favorevole ad un passaggio immediato e generalizzato al sistema contributivo, salvo casi eccezionali (salari molto bassi, pochi anni di contribuzione etc.) di integrazione al minimo - da definire come forme di assistenza

PS ovviamente, il rischio dei contributi statali è minore di quello di qualsiasi polizza privata e quindi la rivalutazione dovrebbe essere minore. Che ne dice del rendimento dei titoli di stato?

Prof...

Sig.Ernesto 18/4/2015 - 19:42

ci pensi bene..le faccio un esempio banale: se una rendita vitalizia Generali è più rischiosa di una rendita statale come dice Lei..come interpreta questo articolo (e nella fattispecie il taglio precedente e successiva conferma del rating sul leone di trieste perchè troppo sensibile al rischio paese)? Ci pensi su, buon weekend :)

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2015/02/13/news/generali_s_p_c...

@Karl: avevo malcompreso il suo elaborato; scrivete in maniera orribile (che io non possa capire è un'eventualità probabilisticamente immisurabile, servirebbe un novello von Leibniz e qui non ne vedo...;) )

Buon we anche a Lei!

Egr. Sig. Ernesto,

Lei fa confusione. Il mio invito a mettere sul piatto i numeri dei contributi e delle pensioni era rivolto al sig. Vincesko, che si era dichiarato pensionato. Successivamente lei si è inserito sostenendo inizialmente che:

versare i contributi previdenzali non è assimilabile ad un piano di accumulo capitale e successiva(dopo la prima "rata") remunerazione. E' un obbligo di legge.

Le ho risposto con le parole di Tito Boeri: «i contributi non sono tasse, ma un risparmio forzoso per il consumo differito». Ora lei ha corretto il tiro, e me ne rallegro, invitandoci a confrontarne l'effettiva reddititività rispetto a bechmark assicurativi. Argomento a mio avviso secondario.

Come ho già avuto modo di scrivere, per ora i contributi li posso solo pagare e per sapere quanto sarà il mio assegno pensionistico dovrò aspettare l'apposita applicazione di INPS disponibile dal 1° maggio.

I pensionati invece hanno numeri stabili e certi su cui fare i calcoli, per questo rinnovo l'invito già fatto al sig. Vincesko, che ha già risposto ad altri post ma non al mio. Sicuramente starà elaborando i dati.