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Letture per il fine settimana 4-10-2014

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marcodivice 6/10/2014 - 15:06

Concordo. Ne faccio una questione di principio. sono soldi del lavoratore e per giunta remunerati meno di quanto farebbe il mercato. Per non parlare che il concetto di prestito forzoso, personalmente lo trovo assurdo.

Capisco che di questi tempi sia difficile per molte PMI farne a meno, ma francamente non vedo come si possa difendere a spada tratta un simile istituto.

Non stanno difendendo nessun "istituto", semplicemente hanno problemi di natura economica.

Un conto è accantonare una cifra che TEORICAMENTE potrebbe essere pagata durante l'anno (in caso di anticipi, pensionamenti, licenziamenti, dimissioni), un conto averla REALMENTE pronta per pagare tutti i mesi e a tutti quanto dovuto.

Una cosa del genere fatta dall' "oggi al domani" mette in difficolta le aziende.

Non è nemmeno questione di PMI o altro: se domani andassimo tutti a ritirare i nostri risparmi non penso che le banche farebbero salti di gioia.

non ti darebbero un bel niente, perché sarebbero immediatamente poste in l.c.a. dalla Banca d'Italia (o dalla BCE)

il problema è per le PMI perchè se non ricordo male, per le imprese >50 dipendenti c'è di mezzo l'INPS.

Come detto capisco perfettamente il punto, ma personalmente ne faccio una questione di principio.Il dipendente è costretto a prestare parte del suo stipendo all'azienda e non ha la libertà di scegliere come usare parte dei suoi soldi. roba da URSS.

beh anche essere obbligati con breve preavviso ad erogare il 7/8% in più in stipendi ai propri dipendenti non è proprio un'iniziativa da paese turboliberista. :-)

E' il solito discorso, il TFR sarebbe probabilmente da abolire in quanto residuo di un sistema paternalista ma è il "come" fai le cose che fa la differenza.

Il problema di liquidità è inevitabile ma gli effetti potrebbero essere notevolmente ridotti posticipando l'entrata in vigore del provvedimento.

Poi, in questo caso, non lo si fa certo per principio ma  come palliativo al problema di aumentare il potere d'acquisto. Non volendo, non potendo o non sapendo come farlo riducendo il carico fiscale.

Anzi questa mossa ha il doppio vantaggio di aumentare lo stipendio (almeno...a chi è già assunto) ma anche il gettito fiscale al governo e di conseguenza il carico fiscale alle aziende.

Non c'è bisogno che specifichi che le cure palliative si somministrano ai malati senza speranza come placebo.

sono soldi del lavoratore e per giunta remunerati meno di quanto farebbe il mercato.

non è così, o almeno non è così evidente. provo a spiegare e chissà se mi riesce.

1) m.seminerio nell'articolo linkato, illustra in dettaglio il fatto che le imprese sotto i 50 dipendenti, potendo trattenere e impiegare  in proprio il TFR dei lavoratori, riescono a finanziarsi a un tasso agevolatissimo, attualmente l'1,5% circa. da cui segue che se lo stato dovesse farsi garante delle stesse nei confronti del sistema bancario per colmare la differenza coi tassi di mercato, vedrebbe aumentare il proprio debito (ogni promessa è debito, più o meno).

 prestare è rischioso e la differenza fra i tassi attivi e passivi, lo spread bancario, deve coprire oltre alle spese il rischio di insolvenza.

2) il lavoratore che presta il proprio TFR però non si assume affatto il rischio di insolvenza dell'impresa e quindi non ha diritto a quella remunerazione. infatti il TFR, oltre ad essere cmq credito privilegiato e non chirografario, in caso di insolvenza ha la garanzia completa (assieme agli ultimi tre mesi di retribuzione) di un apposito fondo costituito presso l'INPS.

c'è una certa analogia coi depositi in conto corrente, che sono  garantiti da un fondo interbancario, però fino a 100000€. e in conto corrente, si viene remunerati poco o nulla.

3)la remunerazione del TFR è allora ragionevole? al momento attuale è sicuramente molto migliore della rivalutazione del montante previdenziale, che varia col PIL e che quindi si sta erodendo. il TFR lasciato in azienda o all'INPS, ha poi battuto negli ultimi anni anche la neonata previdenza complementare, strangolata nella culla da tassi bassisimi e costi gestionali esosi. mala tempora currunt.

Ottimo punto, anche se conosco casi di aziende fallite i cui dipendenti ancora aspettano di ricevere il tfr.

Il mio punto fondamentale è l'obbligatorietà. Sono soldi dei lavoratori e se anche volessero giocarseli al casinò, non vedo perchè debbano esser obbligati a far altro anche se capisco perfettamente che visto il periodo sia difficile togliere il TFR.

Sul tema concordo al 100% con quanto scrive Fausto Panunzi su lavoce. Esprime in maniera più efficace,e non c'erano dubbi al riguardo, quanto volevo dire.