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Aboliamo il Classico!

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Premesso che su alcuni punti sono d'accordo, mi restano alcuni dubbi fumosi, (che forse sono uno solo, cioè il 4°). In particolare:

1. quando mai il liceo classico è stato utile nel senso dell'utilità delineata da Boldrin? Lo era forse durante il boom degli anni cinquanta? Lo fu durante il fascismo (che non ebbe certo una classe dirigente illuminata e lungimirante...)? Lo era negli anni settanta? Quando? Quando mai "la retorica dell'arena pubblica" è stata superiore ai "bruti fatti"? (ah, per inciso, questo è un argomento molto antico... "en tois ergois" (buono) vs "en tois logois" (cattivo), esempio di strano anello con cui le parole negano la propria superiorità, per affermarla nei fatti pronunciando un giudizio). A rigore d'argomento pare che i successi e gli insuccessi di questo paese si susseguano a prescindere dal liceo classico... a lato: i "bruti fatti" sono un eccellente argomento, violento tanto quanto dà l'impressione di essere.

2. il modello di società promosso da Boldrin non è esente da difetti, in esso non mancano la povertà o le diseguaglianze; e di converso se limitiamo l'analisi alle sole classi dirigenti dei paesi presi in considerazione è da dimostrare che la qualità della vita nel paese pieno di nobel e inventore di google sia superiore a quella del paese che ha visto così pochi nobel e così pochi google.

3. davvero vogliamo avallare al 100% una società nella quale poter guardare un quadro sapendo e provando qualcosa è un lusso, laddove poter comprare l'ultimo modello di smartphone android deve essere un diritto? Boldrin su questo ha ragione... anzi, siamo più avanti di quanto non pensi lui perché in Italia le cose sono cambiate da un pezzo: oggi la stima per qualcuno che sa parlare o scrivere o che conosce a fondo argomenti "di lusso" è nulla in confronto a quella per coloro che possono permettersi l'ultimo modello di computer o di telefono.

4. Boldrin fa un discorso politico passandolo per discorso tecnico-organizzativo usando come una clava il familismo delle classi dirigenti italiane. Se la prende con la classe dirigente, quella italiana, montata in scranno per fuffa retorica anziché per (bruto) merito. Quanti non sono così vengono liquidati come minoranza strana e imprevedibile (e anche qui ci sarebbe da dire che il criterio quantitativo non è tutto: fermi o einstein - che perse tempo a studiare il lussuosissimo violino - presero un solo premio nobel a testa, ma forse vale la pena di dire che ci sono stati premi nobel in fisica meno importanti dei loro? Qui i "bruti fatti" son bruti numeri che fanno un po' acqua...). Comunque il peccato originale sarebbe nella scuola gentiliana. Sennonché al discorso politico sottende una visione del mondo che è lecito non condividere; non tutto l'esistente è riducibile a un fatto operazionale, a un'equazione ben riuscita... forse c'è un voler tenersi qualcosa che si sente di preferire, ancora, malgrado tutto, e forse - si ponga il dubbio, Boldrin - non solo per mero interesse di autoperpetuarsi, ma perché si sente di dover difendere qualcosa di sé. Perché se a difendersi sono le caste indiane, o i mullah o qualche altra frazione del mondo multiculturale si riconosce loro il diritto di farlo, mentre se cerchiamo di difenderci in italia, francia o germania siamo dei retrogradi, tromboni autoperpetuantici? (ha a che fare con le radici classiche della civiltà occidentale?)

5. altro ci sarebbe da dire sulla considerazione di se dei classicisti, ma sono un po' stanco...

1)  Certo che era utile proprio nei modi indicati da Boldrin, per una semplicissima ragione il livello d' istruzione medio era basso,molto basso, eravamo uno dei 10 stati al mondo nei quali si poteva ambire, anche se con qualche difficoltà, ad un livello d' istruzione univerisitario, a quel punto la concorrenza esterna ed interna era debole, internamente gli studenti degli istituti tecnici in percentuale maggiore non andavano all' università si fermavano prima perchè le famgile non potevano permettersi degli studi universitari, al contrario chi seguiva un istruzione liceale classica o scientifica andava all' università in misura maggiore, ma non avevano concorrenza sia interna che sopratutto esterna a causa di un mondo poco globalizzato e mediamente poco istruito.

2)quale modello non lo è ? Non è mostrando i difetti di un modello che si dimostra la bontà del modello attuale, lei parla di qualità della vita come dimostrarla ? beh è impossibile perchè la sua qualità della vita non è la mia ecc. tuttavia abbiamo realizzato degli indici, magari non precisissimi ma che possono dare un idea di massima: Oecd è stato cosí gentile da fornirci il better life index, nella classifica non recentissiam vedo Australia, Stati Uniti, Norvegia... Italia 14à il problmea poi è un altro non sono sicuro che livello d' istruzione, cultura e qualità della vita vadano di pari passo purtroppo è un assunzione che sebbene possa sembrare logica io non mi sento certo di fare e non credo dovremmo adottarla, detto questo il fatto che noi non siamo forti nelle scienze bisogna anche imparare ad accettarlo e provare a porre rimedio.

3)L' emozione che  suscita quadro in un essere umano è indipendente dal livello di istruzione o comprensione che esso possiede, questo dovrebbe essere chiaro. Ora chi non vorrebbe un popolo in grado di comprendere a fondo ogni pennellata su tela ogni significato nascosto e sfacettatura di un quadro ? Ammesso e non concesso che lo studio classico alle superiori porti una tale profondità è  ovvio che lo vorrebberò tutti, il problema è che bisogna fare una scelta, se non posso permettermi il biglietto d' ingresso del Louvre la mia contemplazione verso Leonardo si ferma alle porte del famoso museo o alla ricerca del pane calmierato (esagero ma è un concetto), per quanto riguarda la stima in chi conosce o chi non conosce, non credo sia cambiato molto semplicemente abbiamo molta più gente che può dire la sua rispetto a prima, se poi intende dire che cultura e reddito non sono direttamente proporzionali beh lo sono mai stati ? forse lo sono più oggi che in altri periodi, ma è una mia opinione...

4)Per come la vedo io l' errore semmai di Boldrin è non aver messo statistiche e grafici, ma il discorso unendo i dati è squisitamente e brutalmente tecnico. Il discorso Fermi-Ensitein oltre ad essere piuttosto vecchi come risultati, quanta scelta avevano in quegli anni ? E' mia opinione  che Enistein e Fermi indipendentemente dalle scuole frequentate avrebbero acquisito i medesimi risultati anche se non lo sapremmo mai, di nuovo non mi sembra una tesi solida sulla quale basare un sistema istruttivo sono quasi pronto a scommettere che il 50% dei laureti di un tempo usciva da istituti classici. Il problema è proprio la difficolta nell' argomentare il perchè mantenere gli studi classici alle superiori, l' indiano e il mullah hanno le idee ben chiare, i classicisti mica tanto... o meglio non sanno esattamente perchè sono da mantenere ma li mantengono, da qui sembra una presa di posizione  retrograda...

5)sarebbe bello e interessante leggere comunque altre sue considerazioni e aiutarmi a capire ciò che non ho compreso o semplicemente indicarmi dove sono caduto in facili errori...

Egregio ottoking

5) talvolta gli errori sono facili… l’ironia spessissimo.

Scusi non si accorge dell’intrinseca contraddizione – forse voluta? – insita nell’usare argomenti squisitamente retorici per contestare la retorica? “i bruti fatti” contro “la retorica piazzaiola” (retorica pura), tirare in ballo il “post hoc ergo propter hoc” la tipica contestazione di un “fallo retorico” imputato all’avversario. E lei stesso che nota la mancanza di grafici e statistiche. L’intero discorso di Boldrin è pretestuosamente e presuntamente analitico nel tentativo di esprimere una scientificità, nelle tesi esposte, che non esiste…. trattandosi di puri punti di vista.

Ammesso che dati e statistiche, nella fattispecie, servano a qualcosa (e secondo me dimostrerebbero ben poco anche in un approccio autenticamente quantitativo), visto che evidentemente parliamo due lingue diverse. Io contesto in toto l’approccio meramente quantitativo alla realtà che serpeggia in questa discussione. Negli ultimi anni, con tutti i loro dati e calcoli gli economisti delle magnifiche sorti e progressive non sono riusciti a prevedere crisi economiche catastrofiche, non dico di un anno ma nemmeno di tre giorni… Io parlo di “qualità”, che gli economisti fanno una gran fatica a misurare (ma è un loro problema…). Boldrin si riempie la bocca di “google”. Ma mi dica dov’è la qualità in una civiltà che promuove modelli come google… Dovremmo lavorare tutti a una società nella quale sia molto più facile per due venticinquenni diventare stramiliardari a trent’anni per pagare eserciti di commercialisti e legali che spieghino loro come raccogliere legalmente informazioni su tutto e tutti, non pagare tasse, monopolizzare il mercato eccetera in nome della libertà di informazione, dove l’informazione è già libera, e del compromesso ragionevole dove l’informazione libera non è.

Mi spieghi, se ci riesce, qual è il valore aggiunto - oltre i soldi e l’appeal per pochissimi - per una collettività nel promuovere un modello del genere. Negli USA i soldi aumentano e la disoccupazione diminuisce… ma la qualità del lavoro è sempre più bassa per la stragrande maggioranza… non lo dico io, lo dice la Yellen e dozzine di altri: le disuguagliane aumentano, i ricchissimi fanno studiare sempre di più e meglio i figli, i poveri non possono permettersi manco di comprare un libro.

L’umanesimo è l’equivalente di una religione, delle caste indiane o del mullah. Non sono io a descriverlo così, ma Boldrin stesso… non se ne accorge? Ci pensi, di cosa è fatta una religione? C’è un culto senza utilità pratica: lo studio dei classici; c’è una classe dirigente che usa la religione per autoperpetuarsi; c’è persino la stima di sé come superiore agli altri in forza dell’appartenenza al culto (i classici), che impressiona così tanto Boldrin da convincerlo ad affrontare di petto la faccenda. In cosa il sistema a caste dell’induismo è incompatibile con la scienza? E se non lo è, perché dovrebbe esserlo l’umanesimo? Siamo sicuri che siano lo studio del greco, del latino e della filosofia a distrarre i ragazzi dalla scienza?

Su quanto mi dice al punto 3 non le rispondo… mi perdoni, lo dico senza intento polemico, ma se a suo parere l’unico possibile livello di discussione sull’arte può essere “de gustibus”, non mi ci metto nemmeno…

Quanto al punto 1, be’ la sua analisi andrebbe un po’ motivata e dimostrata… con argomenti un po’ più validi del suo excursus leggero e intuitivo… le potrei dire che la maggior parte di inventori e scienziati, nel XIX secolo e all’inizio del XX erano inglesi, tedeschi e americani. L’Italia era condannata a uno stato di minorità industriale ed economica che è stato “inspiegabilmente” colmato, pur in un bagno di educazione crociana e gentiliana, laddove altri paesi arretrati come l’Italia non hanno colmato nulla, oppure hanno colmato in tempi recenti. Le potrei citare esempi di economie brillanti a inizio novecento, come quella argentina, che si sono poi afflosciate… (e non perché colà si studiassero i classici); andando ancora un po’ indietro potrei dirle che nel XIV secolo, quando da noi il noioso, lussuoso e inutile Francesco Petrarca perdeva tempo a inseguire antichi manoscritti – dando inizio a una cosa che si chiama filologia e si è diffusa in tutta europa, capillarmente, nei successivi 600 anni - la Cina era la più grande potenza economica e scientifica del mondo e poi, di nuovo inspiegabilmente, le cose sono cambiate. Con la storia si può dimostrare tutto e il contrario di tutto, caro ottoking, ma questo, evidentemente, è un altro becero prodotto della decadente cultura classicista e la invito pertanto, se vuol essere coerente con la sua tesi, a non servirsene.

e non vorrei che sembrasse, con tutto ciò, che io non condivido nulla di quanto afferma Boldrin, ché come ho già detto condivido numerose sue affermazioni sulle quali mi soffermerei volentieri, se non avessi altre incombenze urgenti... 

-Mi pare di capire che i dati non cambierebbero nulla, in ogni caso, diamone uno, gli studenti italiani impiegano il 19,7% del loro tempo a scuola nello studio delle materie umanistiche contro una media UE del 12,2% sarebbe disposto ad eguagliare le percentiali giusto per equlibrare le nostre carenze in Lingua straniera, matematica e Informatica, provate dal PISA dell OECD per quanto riguarda la matematica e nella seconda lingua straniera dall' UE?

-Il discorso invece è proprio qualitativo sono i risultati che gli studenti non ottengono, poi mi può parlare di premi nobel ecc. il punto è che mediamente siamo deboli.... Per quanto concerne la questione delle previsioni economiche, beh ci sarebbe molto da dire, ma mi limito a questo prenda l' economista al pari di un geologo che non prevede i terremoti anche se qualcuno qualche crisi l' ha prevista e ha pure guadagnato parecchio ... Capitolo Google beh  se la riduce ad un azienda di commercialisti e legali, allora mi permetto di dire che non ha capito che azienda è Google, parlando di qualità della vita è il miglior posto al mondo dove lavorare, non lo dico io, lo dicono i dipendenti, pioniera tecnologica secondo il WEF, una quantita incredibile di progetti di ricerca che vanno dalla connettività globale al prolungamento della vita umana, è l' indispensabile risorsa per la navigazione del web che permette di connettere le idee... oggi  tutti hanno un smartphone, non per moda ma perchè sono utili questo è il fatto e bisogna anche accettarlo...

-Il valore aggiunto è semplicemente il progresso tecnologico, la sopravvivenza del genere umano ed il progresso tecnologico vanno di pari passo, io non vedo una Space X europea, non vedo una google europea, non è studiando meno le materie umanistiche che si ottengono certe cose, ma aiuta certamente studiare un po' più di matematica, scienze ed informatica, poi servono anche altre cose ok... detto questo non vuole prendere il modello USA, benissimo prenda quello svizzero, finlandese, ne scelga uno tra i tanti superiori al nostro si accorgerà che la questione umanistica cambia di poco rispetto al modello USA, di molto rispetto al modello Italiano.

-Non intendo quello...

-beh effettivmente non ho dati in merito bisognerebbe cercarli e incrociarli ne io ne lei, a quanto mi sembra di capire, abbiamo molto tempo quindi al momento rimane una congettura...

-Non ero assolutamente ironico relativamente al punto 5, io trovo comunque interessante punti di vista differenti...