Titolo

Lettera luterana sul vicino oriente, II

3 commenti (espandi tutti)

Due considerazioni su questo passaggio:

Non sono in grado di apprezzare se chi legge ha un’idea di che cosa sia un fenomeno come ISIS: il miglior paragone che mi viene in mente, ed è imprecise assai, è il passaggio dal leninismo in sedicesimo di Negri e Piperno o delle brigate rosse in meno di due decennia si passò ai poveri scemi alla Morucci e Barbone, lo sbriciolamento di ogni idea sul che fare portò ad un’orgia di violenza che andò in nessun luogo (forse ai cimiteri.)

Sull'orgia della violenza hai perfettamente ragione. Secondo le fonti quantitative più affidabili (come il Global Terrorism Database) in Iraq (ma non solo) si è raggiunto un livello di attacchi e vittime del terrorismo che non ha precedenti. Ho però qualche dubbio sul fatto che queste azioni non portino da nessuna parte (almeno nel breve termine hanno già portato al controllo di ampie aree dell'Iraq).

Proprio ieri un esperto di terrorismo mi raccontava che quelli di ISIS sono mostruosamente efficienti nella loro azione - e non parlo solo di quella militare. Trasformazione di un movimento terroristico in uno "stato islamico", presenza sul territorio con appoggio della popolazione e controllo della produzione economica, comunicazione sofisticata anche via video e social network.

Mi chiedo se invece di essere gli stupidotti del villaggio costoro non siano invece l'evoluzione darwiniana dei terroristi dopo 9/11. Ovvero: abbiamo ammazzato i fessi, sono rimasti i furbi.

Mi piacerebbe sapere cosa pensi di questa ipotesi.

a Davide Mancino

palma 16/10/2014 - 10:25

Penso che bisogna pensarci. ISIS e' una cosa che non si capisce bene. Rimango dell'idea che siano un prodotto reazionario di fronte a oligarchie estremamente corrotte e, non tutte ma molte, omicide su basi etniche e religiose.

L'idea sua che sia un effetto evolutiov, per cui morti i deficienti che si suicidano a new york e wall street fa una scorreggina e riprende il suo corso, rimangono quelli intelligenti, va valutata. Hanno un'idea giusta: questa scemenza di pensare di eterodirigere l'universo da una cava di granito a Toa Bora e' un po' buffa e han visto la tragica saggezza di Bob Nozick (per quanto sia il male peggiore che si possa immaginare e il minore di quelli che accadono, lo stato e' minimo che sia la soluzione a condizioni di teoria dei giochi che lo rendono soluzione dominante quasi sempre, data una dimensione della popolazione superiore a qualche centinaio di monaci guerrieri o di kibbutzim.) Ergo han capito che e' bene aver un territorio, omogenizzarlo a colpi di draghinassa, far pagare tassa e applicare le loro norme (di base sharia per quanto innovativa essa appaia)- Non sono convinto che abbiano un piano di grande resistenza se si forma una coalizione di arabi che non teme i ruggiti dei turchi (cioe' di NATO, rammenti che l'unica nazione NATO in questo difficile nodo e' la repubblica Turca.) Se si forma a mio avviso possono finire come fini' PLO quando i beduini si scocciarono (non conosco di quale generazione sia Lei, ma quello e'  il settembre nero in cui un gran furore e strepito di ak47 fu spazzato via da carri armati quando Hussein - re hashemite, come cercai di suggerire- con le scatole rotte dichiaro' la legge marziale, nel settembre del 1970. La mia impressione e' che se solo, per quanto eroiche, femmine kurde sparano un colpo alla volta, con pur grande precisione, c'e' la possibilita' che in mezzo alla gia' disgraziata situazione ci si ritrovi un "fallimento di stato" di tipo Sudan. La sua ipotesi tuttavia ha una base reale. Ci devo pensare di piu', per dir qualcosa di sensato

forse

palma 29/11/2016 - 18:14

ma davvero forse Isis/daech si sta trasformando nella predetta orgia di violenza, mentre i territori sotto controllo si sgretolano - il fenomeno da guardar da vicino e' la spinta "neo" ottomana della repubblica turca ad esser fattore dominante nella disgregazione della provincia di siria