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Lettera luterana sul vicino oriente, II

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a Palma

Nasissimo 17/10/2014 - 16:57

Non avevo e non ho intenzione di mancarle di rispetto, né di innescare polemiche. Sono inutili, sono d'accordo con Lei.
Io parlavo della Modernità. La parola Moderno, che era nata nel IV secolo col significato neutro di "recente", è tornata ad essere utilizzata con questo significato, dai più, nel presente; spesso con lo scopo di celare, o di negare del tutto, tutti quegli altri significati e quelle altre valenze di cui si era caricata nel dibattito storiografico precedente.
Quelle valenze che Le Goff definì "spaventose", e di cui, sono certo, lei sa.
Non so se lei sia tra quelli che negano l'esistenza di una Modernità, o che negano il fatto che questa si distingua dal Medioevo per qualcosa di sostanziale, ma immagino di no.
Immagino che Lei, che dibatte di Filosofia ed Etica, sappia bene a cosa mi riferisco, anche quando parlo di forme mentali e insiemi di Valori.
Mi coglie in castagna invece quando dice che non sa cosa siano i "sistemi etici nuclearmente incompatibili". Qui ha ragione, ed è acuto ad osservare ciò: questo non può saperlo, perché io non l'ho spiegato. Il tema andrebbe sviluppato. Quindi la sua ironia sui campi di forze e sullo SM è meritata, e sarebbe stizzoso da parte mia replicare che "nucleare" in italiano significa "che attiene alla parte interna e centrale".
Solo che per sviluppare il punto dovrei scrivere un libro intero (A dire il vero l'ho già scritto e autopubblicato, ma non posso certo ripubblicarlo qui, né pretendere che Lei o altri si prenda la briga di leggerlo).
Ma quello che si può intuire può bastare per cogliere il punto, che infatti lei ha già colto benissimo, vista la sua osservazione sull'impero ottomano.

Vengo dunque al punto. La questione che sta a cuore a Lei e "se vi siano vie non mostruosamente cruente di avere paesi largamente islamici in grado di convivere con minoranze (non islamiche)".
La mia risposta a questa sua domanda è: non nel breve termine. La ragione che rese possibile questa convivenza nel passato, nell'impero ottomano come anche in altri paesi a maggioranza islamica, fu la non interazione forzata tra gruppi sociali.
Prima dei cellulari, prima delle TV satellitari, e soprattutto prima di internet, era possibile avere gruppi regolanti la propria sfera intima secondo discipline etiche affatto incompatibili, che pure coesistevano in qualche modo, anche in uno spazio fisico ristretto. Non si disturbavano, o almeno non si disturbavano troppo, perché non si vedevano. Anche perché appartenevano a strati sociali vieppiù differenti, per cui NON si frequentavano (questa l'altra differenza decisiva tra l'impero ottomano del tempo di Abdul Aziz e la Francia del tempo di Gaspard de Chatillon).
Ma la tumultuosa evoluzione dei mezzi di comunicazione ha reso il mondo troppo piccolo perché questo sia ancora possibile. Non lo è più, e c'è un cazz da fare. L'unica via per rendere capaci di coesistere tutti gli esseri umani del globo nell'era di internet, è una (ultra-problematica, lo vedo bene) armonizzazione dei sistemi valoriali, perlomeno per la componente nucleare (confido che Lei colga il senso di questa parola) quale non fu mai necessaria in passato.

E' possibile? Io credo di sì. Deve esserlo per forza, anzi, perché l'alternativa passa attraverso una guerra di religione planetaria all'ultimo sangue, di cui quel che si vede ora sono solo i primi timidi vagìti. Solo che non è risultato che si può ottenere in tre anni, e probabilmente neppure in trenta. Ne servono forse trecento. Siamo capaci di pianificare azioni di simile portata?