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Lettera luterana sul vicino oriente, II

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A., ho molto apprezzato e molto imparato dai due articoli, che non avevo ancora letto. Il mio commento e' forse banale: non volendo scoperchiare il vaso di Pandora ne' fare la storia coi se, mi (ti) chiedo se IS sarebbe oggi minaccia per l'occidente anche se quest'ultimo avesse evitato di immischiarsi nella complessita' del mondo arabo e islamico piu' in generale (non dico negli ultimi 1000, neppure 100 anni, forse bastava non farlo negli ultimi 10-20).

La domanda e' forse banale ma non retorica; in altre parole: e' fatto di necessita' (indipendente cioe' dal ruolo che abbiamo avuto nel VO) che una cosa come IS minacci l'occidente? O esiste un corso storico plausibile in cui l'occidente non si immischia e il mondo islamico accetta (o inizia a sviluppare) un principio di pluralismo religioso e culturale come le altre religioni monoteiste hanno fatto o imparato a fare?

Le popolazioni islamiche creano problemi seri in Cina, in India e a Timor Est. Non proprio "occidente". Sicuramente la politica coloniale ha fatto danni (e gravi) ma io credo che tendiamo a giustificare un po' troppo questi personaggi con questa motivazione. Il senso di colpa che ci crea non deve servire da attenuante a certi eccessi.

Palma ci fa riflettere su come questi eccessi non siano necessariamente connaturati al tipo di religione e possa trattarsi solo di una fase storica, ma questa fase storica ed i suoi eccessi non sono necessasriamente causa dell'occidente. Questa gente avrà il dono del libero arbitrio o vale solo per noi occidentali prendersi la responsabilità delle proprie azioni? O siamo tutti di scuola Junghiana :-)?

Oltretutto anche se l'IS non fosse una minaccia per "l'occidente" ma solo per le popolazioni locali io li vorrei vedere tutti sterminati, idem per i talebani, idem per Boco Haram o come si scrive.