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Letture per il fine settimana 18-10-2014

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... è che non ci sono più epidemie capaci di decimare la popolazione da 150 anni

Hiv, Ebola, SARS sono solo alcuni dei virus recentemente scoperti che possono realmente mettere in pericolo l'umanita. Altri ancora, finora ignoti si nascondono per ora in Africa o in Cina. E prima o poi una mutazione azzeccata li puo rendere ancora piu pericolosi per l'uomo. Per non parlare poi del rischio di collisione con un asteroide, come e' gia avvenuto ben due volte nella storia del pianeta, con risultanti estinsioni di massa.  E intanto la fusione nucleare a catena all'interno del Sole ne esaurisce irreversibilmente il combustibile.  Cerca di essere meno spensierato e piu realista...

non è che faccia molto ridere, ma non ho capito bene.
Fo finta che il tuo sia un intervento serio. Hiv non è assolutamente in grado di ottenere un "risultato" non dico come la peste nera del 1348, ma neppure come il colera del 1835-37. Nemmanco se tutta l'Europa si desse al bunga bunga generale.
Neppure Ebola può farcela, nelle attuali condizioni igienico sanitarie. Anche se cento infermiere malate scappassero in bicicletta e facessero il tour de ebolas, protocolli di emegenza e quarantene lo conterrebbero. Potrebbe fare qualche decina di migliaia di morti al massimo. Robetta insignificante.
Il sole ha ancora troppo carburante.
Resta l'asteroide. Ma anche questo è troppo poco probabile. Asteroidi di diametro 1 km colpiscono la Terra in media ogni 500.000 anni:

http://www.nickbostrom.com/existential/risks.html

Tornando seri, l'argomento è concreto assai, e merita attenzione.
Un meccanismo piramidale è sostenibile fintantoché il numero dei soggetti entranti è maggiore di quello degli uscenti, altrimenti è instabile. L'intera economia mondiale è un gigantesco schema Ponzi, che tuttavia sembra reggere perché suppergiù la precondizione è sempre stata verificata: negli ultimi duemila anni la popolazione mondiale è sempre stata crescente, con collassi improvvisi in occasione di guerre e grandi calamità. 
E i collassi improvvisi "aiutano" la catena di sant'Antonio, perché permettono di ripartire da zero. Quindi guerre calamità carestie pestilenze asteroidi in questa luce sono fatti "positivi" (il che potrebbe indurre qualche riflessione, ma sorvoliamo).

La novità circostanziale del presente è che questa precondizione non è più verificata: in Occidente almeno, il tasso demografico è nullo, o negativo.
Ciò rende insostenibile il meccanismo. Anzi, evidenzia la sua instabilità intrinseca (insostenibile lo era anche prima, ma non si vedeva grazie alla crescita demografica).
Né ci si può aspettare un "aiutino" da una pestilenza, guerra o carestia.
Non si può contare sulla fine del combustibile solare, e non si può neppure contare sull'asteroide, perché la probabilità che un asteroide colpisca la Terra nei prossimi 20 anni è 1/25000.

Forse sarebbe il caso di riconsiderare il paradigma.

potrebbe venire da una guerra, anche se oggi sembra improbabile ... ma forse la si riteneva improbabile anche cent'anni or sono.

certamente

Nasissimo 5/11/2014 - 11:13

Potrebbe. Fidarsi troppo dell'idea che di guerre qui dalle nostre parti oggi non possano più essercene, si rischia. Ma non possiamo aspettare che una guerra mondiale o un asteroide o un'invasione aliena ci risolvano il problema.
L'argomento che en passant si era introdotto qui non è pellegrino, e mi era interessante. Chiedeva Giacomo Boschi:

..Possono produrre una crescita indefinita o vanno comunque a sbattere contro un asintoto orizzontale?

Può esserci qualcosa che cresce all'infinito, in un universo finito?
Non è che la crescita infinita cui il presente sistema.. Ponzi-Style, basato essenzialmente su emissioni di debito sempre crescenti, ci condanna, è interinsecamente instabile come ogni schema piramidale, e non ce ne siamo accorti prima solo perché la popolazione cresceva?

 

Se siamo o meno in uno schema Ponzi non ho le competenze per dirlo e glisso ma, sulla mancanza attuale di crescita, direi che si trascurano due fattori.

Il primo è che la crescita continua ma con una distribuzione diversa. Cioè cresce poco l'Europa ma tanto l'Asia, mentre una volta era il contrario (e a noi stava bene e nessuno pensava a decrescite felici).

Il secondo è che la crescita è un dato in percentuale. Ora è chiaro che un paese  povero possa avere una crescita in doppia cifra perchè parte da (quasi) zero ma il 15% di una situazione del genere potrebbe equivalere, in termini assoluti, alla crescita dell'1% dell'economia dello stesso paese una volta ricco.

Certo abbiamo comunque un trend calante, non si discute, ma questo trend potrebbe sì significare che la crescita si stia esaurendo ma può benissimo essere che sia la nostra percezione del processo di crescità ad essere ingannata.