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Letture per il fine settimana 6-12-2014

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Ceratmente, però ho la sensazione che sono proprio su un altro piano rispetto al nostro... intendo proprio culturalmente... l' altro giorno pensavo: Come sarebberò andati in Italia i 3 referendum di novembre fatti in Svizzera ?

Erano interessanti: 

1) ridurre l'immigrazione allo 0,2% della popolazione passando da un saldo migratorio di +73 mila a +16 mila

2)Eliminazione dei forfait fiscali per i super ricchi

3)obbligo della BNS di mantenere il 20% delle riserve in oro

Loro hanno votato con 3 secchi NO intorno al 70%, e da noi ? ipotizzo tre secchi SI al 70%, ci vuole molta maturità nel votare a larga maggioranza NO a referndum del genere, ho paura che noi non ne saremmo neanche lontanamente capaci... per quello dico sarebbe bella la loro forma di democrazia, ma forse non fa per noi al momento...

ci vuole molta maturità nel votare a larga maggioranza NO a referndum del genere, ho paura che noi non ne saremmo neanche lontanamente capaci... per quello dico sarebbe bella la loro forma di democrazia, ma forse non fa per noi al momento...

La Svizzera probabilmente é stata piú povera della Sicilia per gran parte della storia dell'umanitá. Da quando si sono dotati degli strumenti che citava François Garçon, la distanza in tutte le misure economiche tra Svizzeri e Siciliani si é fatta siderale, a vantaggio degli Svizzeri. I Siciliani risponderebbero Sí a quel tipo di referendum? Ne pagherebbero le conseguenze, e prima o poi imparerebbero a dare la risposta giusta. Bisogna votare 4 volte all'anno, come in Svizzera (anzi, per me quello é proprio il minimo sindacale).

beh si se c'è un modo per imparare quello è sbagliare...

Si pensa sempre che gli Svizzeri siano "diversi", per cui da noi gli stessi strumenti che da loro funzionano benissimo non funzionerebbero bene, in quanto non vi siamo abituati. Potrei anche concederlo. Purchè si rilevi altresì che è proprio l'abitudine a votare e decidere che formano quella capacità collettiva di giudizio. Per altro lo riteneva anche Costantino Mortati, che così aveva da esprimersi il 3 settembre del 1946 durante i lavori dell'Assemblea Costituente:

In ogni caso, anche a prescindere dalla considerazione di questi particolari sistemi, e riferendosi in genere al regime parlamentare, crede che l'intervento del popolo possa sempre avere una funzione equilibratrice, nel senso che potrebbe anzitutto avere l'effetto utile di promuovere l'educazione politica del popolo, predisponendolo a queste consultazioni, e quindi di promuovere una certa idoneità vantaggiosa alla progressiva elevazione dell'attitudine politica popolare nell'apprezzamento dei programmi politici. Un altro effetto utile dell'intervento del popolo è quello di influire sui partiti, di costringerli ad un maggiore contatto col popolo per problemi concreti, con un temperamento di quella che si è chiamata l'onnipotenza dei partiti.

Profeta inascoltato sul tema dei partiti, ma come disse Edgardo Lami Starnuti (PSIUP) sempre in Costituente, riguardo al controllo di legittimità degli atti degli enti locali, che lui voleva venisse lasciato al controllo popolare, invece che esercitato dallo stato tramite il prefetto.

Qualche volta il popolo, che scende direttamente alle urne, sbaglia: ma è meglio che paghi i suoi errori, anziché gli errori che commettono i suoi rappresentanti amministrativi o politici.

Non credo vi sia nulla da aggiungere a quanto allora detto, e purtroppo ignorato.