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Come e perchè preoccuparsi della disuguaglianza

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Così va il mondo. Una volta si vince, un'altra si perde.

Soprattutto se, quando si vinceva, non si è data grande sensazione di averci molto a cuore i problemi:"del diniego di un’istruzione decente ai poveri e alle minoranze, del misero fallimento delle loro politiche per aiutare i poveri e la classe media"

E anche a volersi scrivere da soli "giocondo" sulla fronte è difficile credere che queste piccolezze siano diventate una priorità così accorata per coloro che dicono pure: 

"“Disuguaglianza”  è diventata ormai una parola priva di significato scientifico o economico"  

per via: 

"ch'assolver non si può chi non si pente,

né pentere e volere insieme puossi

per la contradizion che nol consente".

Ma d'altronde, Dante, si sa, era solo un poeta, e italiano per giunta.