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Come e perchè preoccuparsi della disuguaglianza

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l'argomento "disuguaglianza" - come molti altri che ricorrono su nFA - è argomento etico, prima di tutto, subito dopo sociale, infine politico. Solo marginalmente economico.
Confesso che cascano un po i cojoni pe terra nel sentir sostenere che chi "si preoccupa" delle disuguaglianze sociali è animato da "invidia". Par di sentir berlusconi.
Ha ragione Brusco: la sostenibilità ambientale non è proporzionale al coefficiente di Gini. Anzi, si possono immaginare mille esempi come quello pensato da lui, per cui vale il contrario.
La disuguaglianza sociale è un problema per altre ragioni. Lo è perché crea discriminazione, perché gli individui/gruppi che hanno acquistato un privilegio, meritato o non meritato che sia, poi tendono a conservarlo anche per uso delle generazioni successive. Quindi si conserva, creando impedimento alla mobilità e all'avenzamento del merito. Lo è preché spacca il corpo sociale in caste, quindi inquina il sentimento collettivo. Lo è perché crea odio. E quindi produce tensioni, che facilmente sfociano in contrasti e anche in spargimenti di sangue.
Ma si, diciamolo via, lo è perché fondamentalmente ingiusta. "Ingiusta" in quanto contraria non a una qualche controversa teoria della virtù (palma dixit), ma quel senso elementale ed ancestrale di Giustizia che hanno anche i babbuini

http://www.focus.it/temi/il-senso-di-giustizia-delle-scimmie290217-1447

Gli uomini sono animali razionali, disse un tizio una volta. Ma prima ancora sono animali gregari che vivono in gruppo; e quindi del gruppo devono saper capire e accogliere almeno le regole essenziali.
E la prima fra queste, la regola zero, è quella che impone a tutti i membri di spartirsi le risorse disponibili nella misura più equilibrata possibile.

consiglio un'interessante articolo dal The Guardian, ognuno libero di trarre le proprie conclusioni...

http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/sep/02/limits-to-growth-wa...