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Come e perchè preoccuparsi della disuguaglianza

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Salve, è il primo commento che faccio. Vedo che è un post di molto tempo fa, e inoltre mi ricollego al dialogo ancora precedente che si svolse sul liberismo, destra e sinistra. Vi ringrazio intanto per queste letture. Io sono una persona che si crede di sinistra. Da un po' di tempo sto leggendo nFA e testi con tesi che mettono in dubbio ciò che credo. Espongo i miei dubbi. Intanto il primo teorema del benessere è falso, questo non perché io sia di sinistra, ma perché si. è un'approssimazione della realtà grossolana. Questo è il principale problema dell'economia, credersi una scienza e non una disciplina che si appoggia sulle scienze. La neurologia per fortuna spazzerà via molta polvere. Poi nell'essere di sinistra o di destra c'entra pure il differente atteggiamento di fronte ai fatti. Tendere alla cooperazione invece che alla competizione, ad esempio.

Passo ora all'articolo.

"Steve Jobs fonda un’impresa che inventa l’I-phone, si porta a casa un centesimo del benessere da egli creato, va ad abitare in una bella casa e viaggia con l’aereo privato"

In questo passaggio sono contenuti molti errori di fatto e molte idee che svelano come anche chi pensa di essere razionale non si accorge dei propri condizionamenti mentali. Intanto non so se Jobs abbia inventato l'I-phone, poi come si fa a dire che ha creato benessere? Lui da solo?  Aveva la scienza infusa? Gli I-phone cadono dal cielo o ci sono persone che li producono,  e altre persone che forniscono le materie per produrli, e spedirli? Davvero non si vede il collegamento che passa fra la ricchezza (giusta) di Jobs e la povertà e le condizioni di lavoro di chi sta dietro l'I-phone? Allora certamente la disuguaglianza non è un problema in sé, ma bisogna vedere cosa c'è dietro la disuguaglianza. Se le risorse sono finite, il ricco che si può permettere il jet privato sta dilapidando risorse che non gli spettano in ragione di nessun apporto alla collettività nell'andare col jet privato. Se un ricco ha 20 case occupa spazio che non gli è necessario, a fronte di altre persone che la casa neanche ce l'hanno. Come vide Amarya Sen, nella stessa città in cui c'è gente che non ha l'acqua per vivere sorgono grattacieli con una piscina per piano. Se le ricette di sinistra peggiorerebbero la situazione, ammesso di stabilire quali sarebbero queste ricette, ciò non nega il problema a monte. E il problema a monte è che sebbene il mercato sia un'ottimo motore per produrre ricchezza, non è un modo razionale di allocare le risorse, e neanche equo. Laddove l'equità non essendo intrinsecamente un parametro misurabile, e qui bisogna che capiate che non siete scienziati perché non vi occupate di una scienza, è il processo di conflitto che sta fra chi lavora e chi fa lavorare. Questo processo non può essere libero. Come non esiste il libero arbitrio non esiste neanche il libero mercato. Ogni cosa è condizionata. Grazie

Se confronti il successo di Apple dopo l'introduzione del primo Smartphone con la caduta di Nokia, la prima e piu' notevole casa produttrice di telefonini, costretta a lasciare il settore nel 2014 per non aver visto quello che avevano visto a Cupertino... riconoscerai che si, Steve Jobs ha dato un contributo imprenditoriale notevole a Apple. E viceversa i responsabili della ricerca e sviluppo Nokia farrebbero bene di stracciarsi le vesti...

Un'azienda non sono solo 1000 persone che fanno bene il proprio lavoro, la strategia aziendale conta, eccome se conta...

per definizione, sono sempre altrui. vabbè...

mi accontento di b.russel

Se ci fosse nel mondo un numero più cospicuo di persone che desiderano la propria felicità più di quanto desiderino l’infelicità altrui, potremmo avere il paradiso nel giro di qualche anno.

o forse era abraham simpson?