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La prescrizione dei reati in Italia: un'analisi delle problematiche al di là delle polemiche

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Credo che ne abbiamo già discusso ma o non ricordo la risposta, o la risposta non è stata abbastanza esauriente. La mia domanda è questa: in presenza di un vincolo di tempo (che ovviamente esiste, altrimenti non ci sarebbero gli arretrati che ci sono), quanto vincolante è l'obbligatorieta?

A meno di non adottare delle regole di smaltimento del carico completamente rigide (FIFO, LIFO, etc...), il PM prende in mano una pratica e decide quanto tempo dedicargli. Può dedicargli 10 secondi rimettendola in fondo alla pila, 5 minuti, o portarla a compimento. Quanto discrezionale è la scelta di quanto tempo dedicarci? Questa discrezionalità non equivale ad una sostanziale assenza dell'obbligatorietà dell'azione penale? Alle cause che l'ufficio decide di non perseguire si dedicano 2 minuti, alle altre il tempo rimanente.... Questo potrebbe garantire tempi più ragionevoli (evitando prescrizioni)  per una serie di reati ritenuta di maggiore importanza.

dipende molto dalla situazione nella quale versa la singola Procura della Repubblica ed anche il corrispondente Tribunale (rapporto magistrati/numero di reati), non si può dare una risposta standard. Dunque:

a) situazione ottimale, nella quale si trovano sicuramente molti uffici compreso il mio: tutti i reati vengono perseguiti, il tempo discrezionalmente scelto è quello di completare più o meno le indagini. Ci hanno insegnato che più sono complete le indagini, più è probabile che l'imputato scelga un rito alternativo. Ovviamente per completare le indagini è necessario del tempo. Il tutto dipende dalla tipologia di reato.

b) Uffici sottodimensionati rispetto al carico di lavoro: qui si crea un arretrato. Nella pratica vi sono uffici i cui dirigenti adottano delle misure organizzative stabilendo priorità per determinate fattispecie di reato che l'ufficio ritiene di maggiore allarme sociale. Negli uffici più disorganizzati, la scelta è rimessa completamente al singolo PM che può stabilire quali reati perseguire in base alla propria scala di valori. Entrambe queste soluzioni cozzano con il principio di obbligatorietà, laddove un organo che non è politico sceglie, secondo propri parametri non giuridici quali reati perseguire e quali mandare in archivio in attesa di prescrizione. 

Quindi per gli uffici di tipo b) non vale l'obbligatorietà di fatto, e per quelli di tipo a) non sono ancora convinto. IL concetto di indagine "completa" è piuttosto vago, sta a te completarla quanto pare no? Puoi dedicare più o meno risorse alla completezza ai casi che preferisci. Capisco che l'obbligo dell'azione ti impedisce di dedicare zero risorse come magari vorresti.

sugli uffici b) giusto cio' che dici.

sugli uffici a) la questione comporta una discrezionalita' tecnica collocata nei tempi previsti dal codice di procedura per le indagini (sei mesi prorogabili su autorizzazione del GIP per un massimo di due volte). Per certe tipologie di reati le procure hanno elaborato dei protocolli standardizzati di indagine. Per altri molto dipende dalla professionalita' del PM e della PG che collabora con lui.