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Stai pensando di frequentare un PhD in Economia? Cosa fare, cosa aspettarsi

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Non e' una questione di soldi. Probabilmente la cifra che hai notato comprende la tuition, che a Stanford sara' sui $45K l'anno. Puoi anche darli allo studente palermitano, che li userebbe per andare a Stanford a fare la tesi. Se resta a Palermo cosa ci fa con quei soldi? Se li dai al dipartimento palermitano, cosa ci fanno? Anche se bastassero per assumere Milgrom, non possono farlo. 

A me pare proprio una questione di soldi.

Se a Palermo spendono 6,000 Euro all'anno a studente, ed a Stanford spendono 60,000 Euro all'anno, se anche a Palermo fossero efficienti al 100%, a Stanford basterebbe essere efficienti all'11% per offrire un servizio migliore ai suoi studenti. Se poi consideriamo che in realtá Palermo avrá probabilmente una efficienza del 10%, e Stanford del 90%, la distanza é anche piú siderale.

Io tra l'altro i soldi non li darei di certo a dipartimenti o universitá, ma, sotto forma di prestiti, agli studenti.

Incidentalmente, sto avendo in parallelo una discussione su un tema simile su chi propone di trasformare il consorzio universitario di Trapani in universitá, sulla scorta di quanto fatto ad Enna.

Per quanto possa sembrare irreale, al giorno d'oggi la triennale in molte delle top 10o europee costa piú o meno quando la triennale in atenei come Enna, o come potrebbe diventare Trapani. Materialmente un B.Sc. a Oxford o Imperial ha un costo nello stesso ordine di grandezza di una triennale a Palermo o Reggio Calabria (forse costa meno, perché nel 95% dei casi la laurea si piglia in 3 anni, non in 5 come nelle triennali italiane).

Il mio punto di vista é che non ha senso creare mini-universitá che non arrivano a poter investire cifre nemmeno lontanamente paragonabili ai 6000 Euro di Palermo.

O si cambia radicalmente il sistema di finanziamento delle universitá, o con le universitá americane non si potrá mai competere.

Entriamo in un discorso off-topic e si rischia di non capirsi. Ti assicuro che con 60mila euro per studente, anche se riuscissero ad ammettere 20 studenti, il PhD di Palermo non sarebbe nemmeno paragonabile a quello di Stanford. Quindi non è una questione dei soldi specificamente destinati al Phd. 

Se poi mi dici, prendiamo uno sceicco che riversi soldi su Palermo, e poi su parlamento e ministro dell'università per convincerli a cambiare reclutamento e progressione salariale, per fare in modo che Palermo possa assumere Milgrom e compagnia, e poi attirare Heckman, Pakes, e un po' di bella altra gente da Chicago e Harvard, allora sì, è una questione di soldi.

Con tutto il rispetto per chi sta a Palermo, dove si trovano alcuni amici che fanno del loro meglio nonostante i vincoli in cui si trovano. 

Entriamo in un discorso off-topic e si rischia di non capirsi

Sí, il mio é fondamentalmente un discorso generale.

Sono perfettamente d'accordo sul fatto che se oggi dessimo a Palermo gli stessi soldi per studente che ha a disposizione Stanford, non otterremmo gli stessi risultati, perché c'é chiaramente una differenza di efficienza nel trasformare questi soldi in controprestazioni per gli studenti, differenza di efficenza che ha cause sia endogene (a Palermo) che esogene (a Roma).

Il punto non credo sia peró contestabile: anche se riformassimo il sistema universitario italiano in modo da renderlo piú efficiente, e pur con tutti gli incentivi di questo mondo, se a disposizione di Enna restano 2700 Euro a studente, di Palermo 6300 a studente, e cosí via, non si potrá mai competere con realtá universitarie che investono sullo studente (o dove lo studente contribuisce a investire) 10 o 20 volte di piú.