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Stai pensando di frequentare un PhD in Economia? Cosa fare, cosa aspettarsi

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Una curiosita'...

Io son gia' dottorato in Fisica teorica, (e anche postdoc da qualche annetto), sono ancora relativamente giovane (specialmente per lo standard italiano).

Sento che molti saltano all'analisi finanziaria quantitativa, con una preparazione in economia conseguentemente traballante da farsi sul posto di lavoro, per avere una base piu' robusta cosa si puo' suggerire?

Qualche anno di un postdograduate o addirittura un PhD e' consigliabile?

Potresti fare un master in Economics in un buon dipartimento inglese, credo che ad LSE per esempio i  corsi coincidano con quelli seguiti dagli studenti che poi proseguono con il PHD. In un dipartimento americano in genere non vieni ammesso se vuoi solo fare il master. Però ho conosciuto gente che lascia dopo 2 anni. Probabilmente ci sono anche programmi specifici in quantitative finance, dovresti fare un po' di ricerca perché questo settore non lo conosco bene. 

Alcuni dipartimenti ingegneria o ricerca operativa offrono mater in financial engineering (o nome simile) che ti potrebbero essere adatti. Ci sono master in economia terminali (cioe' non volti a chi vuole fare un dottorato) anche in Canada e in almeno un paio di buone universita' americane (Boston U. e Duke), ma questi sembrano meno adatti a quello che vuoi fare.

Andrea però voleva una preparazione più solida in Economia (nello spirito, credo, di questo post), ed in quei programmi di economia se ne fa poca, o forse niente... basta controllare sui siti. E' vero che se lo scopo e' fare il quant per un hedge fund quei masters sono la strada piu' semplice. 

Quanto ai soldi da investire, credo che l'investimento si ripaghi abbastanza velocemente, se si trova il lavoro sperato. Onestamente non sono abbastanza informato sul settore. 

Vale davvero la pena investire tutti quei soldi? Appunto in un PhD normalmente si e' pagati, e' vero che si lavora anche ma si e' a contatto con chi si vuole e si riceve tutta l'educazione che si riesce ad assimilare.

Pagare decine di migliaia di euro, per cosa di preciso?

 

Entrare in un PhD, non sarebbe del tutto analogo? I corsi addirittura coincidono spesso, a quanto pare...

Anche se fosse fosse piu' orientato alla ricerca, la cosa non mi dispiacerebbe affatto, anzi, considerato il mio quotidiano...

Dipende

Alessandro Riolo 18/12/2014 - 17:04

Vale davvero la pena investire tutti quei soldi?

Fai tu: http://www.indeed.co.uk/Quantitative-Analyst-jobs-in-London

Per non parlare dei senior:

http://www.millarassociates.com/requirement.php?id=1511

Ovviamente dipende anche dalla alternative. Per diventare un bravo quant, oltre alla preparazione accademica, c'é bisogno di saper usare determinati strumenti, sinceramente dubito che lo si possa diventare senza 20-30 mila ore di lavoro su Excel, VBA, c++, R, c#, Java, Haskell, SAS, Python, SPSS, Matlab, ...

A quel punto, con un MBA in posti come la Cass o Cranfield (£40k) probabilmente si puó aspirare a carriere non da quant ma con simili risultati salariali, e probabilmente con un MBA (ma costano molto di piú) nelle top business school statunitensi (o anche a LBS o LSE) anche a qualcosa in piú.

Ovviamente il risultato non é assicurato

Mi sembra che è l'atteggiamento che mi scombussola in questo caso. Non vedo cosa c'entrino eventuali statistiche, con il fatto se la preparazione è o meno valida di una spesa ed è o meno differente da un eventuale dottorato.
Non mi interesserebbe comprare una tessera a di un club, mi interessa imparare.

Va da se che le ore varie su diversi argomenti li ho già spesi (il corso di laboratorio di informatica l'ho insegnato per ben 3 anni a Fisica. Il mio dottorato è culminato con una release di un programma di supercalcolo da 20k righe. Excel direi che non è un problema :P) ed è ovvio che sia una strada percorribile se uno vuole applicare le conoscenze di fisico ad altri ambiti.

Il mio dottorato è culminato con una release di un programma di supercalcolo da 20k righe

Churn in the code, computed as: [Lines Added] + [Lines Deleted] + [Lines Modified]:

Churn 2007-12

Ecco, vorrei proprio evitare di finire per essere l'equivalente economico di quel tipo di persona che si vanta del NUMERO delle linee di codice su questa scala. Molto tenero che c'è chi usi ancora il churn lineare... :P

Dipende da qual'e' il tuo obiettivo. Se vuoi andare a lavorare come quant a Londra o New York, l'investimento si ripaga abbastanza in fretta, e molti di questi programmi ti aiutano anche a trovare lavoro. I corsi sono abbastanza specializzati e (come dice Andrea) di economia magari se ne impara abbastanza poca. Se invece vuoi imparare un po' di economia da aggiungere alle tue conoscenze attuali ma senza necessariamente diventare un economista, un master in economics e' probabilmente piu' adatto (ma non mi e' molto chiaro quali siano gli sbocchi lavorativi). Per quel che riguarda fare solo il primo anno o due di un phd in economia, per poi smettere, devi chiederti a cosa ti servira'. In particolare, l'economia che si insegna nel primo anno del phd e' interamente volta alla produzione futura di ricerca. Se e' quella la direzione che ti attrae, allora ne vale sicuramente la pena, ma perche' smettere dopo due anni? Fatti tutta la trafila e diventa un economista come noi: ne vale assolutamente la pena!

Sicuramente infatti è più attraente per me imparare in modo consistente e robusto, per poi applicare come si deve, piuttosto che arrangiare una preparazione per trovare lavoro (sempre nel caso appunto, che prepararsi stesso sia un lavoro, così come un dottorato è un lavoro, per quanto instabile, ma non una spesa) il prima possibile. Nello spirito di quel post linkato da Andrea poco sopra.

La mia domanda era se esistevano "vie maestre" per chi era un po' più ferrato su altri argomenti, o se è possibile (è detto che mi prendano col mio background a 29, poi si faranno 30 anni in una scuola buona?) e vale comunque la pena "farsi la trafila" e mi sembra tu abbia risposto ;)

Il dottorato gia in tasca in una materia con molta matematica potrebbe aiutarti in sede di ammissione, e l'eta' non e' un problema insormontabile. Io co cominciato a 28 anni, ed era un po' strano essere il piu' anziano dei miei classmates, ma non molto di piu'. Certo la competizione e' in parte composta da gente che non ha l'eta' per comprare una bottiglia di vino :)

La vera domanda, e un poco inquietante, è cosa spinge un fisico nucleare a desiderare di diventare un economista?
Un ricercatore e pure già professore, che probabilmente potrebbe chiarire più di una questione sulla informatica o sulla probabilità perfino a qualche economista top ten, che vistosamente imposta il problema della competenza nel modo tipicamente distorto di un fisico teorico: “è più attraente per me imparare in modo consistente e robusto, per poi applicare come si deve, piuttosto che arrangiare una preparazione per trovare lavoro”, mandando all'aria così i più coscienziosi consigli sopra forniti per chi vuole impegnarsi nelle carriere degli economisti, ci si chiede: non farebbe meglio ad insistere dove ha già esperienza e preparazione? E' stato folgorato sulla strada di Damasco o più semplicemente muore di fame?
Tralasciando la prima ipotesi, se è la pura scienza che interessa allora si può pure ben morire di fame e insistere a studiare il Bosone di Higgs, e magari prima l'higsotrone e poi l'higsone se si ripete a breve una storia già vista, piuttosto che avventurarsi su altre astrazioni le quali se sono tramontate per la fisica allora sono tramontate per tutte le altre discipline e senza speranza, ovviamente.
Ovvero invece bisogna cambiare del tutto testa, e, come veniva suggerito sopra, cominciare ad avere una miriade di sollecitazioni differenti a partire dal leggere i giornali di politica, che forse per un fisico teorico è peggio che morire, e che sono tali e tante che sopra, non a caso, mi sono permesso di definire sollecitazioni complessivamente contraddittorie.
Resta la domanda angosciosa, valida in generale e non solo per il fisico: perché un fisico teorico ben preparato e già instradato dovrebbe riconvertirsi?