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Stai pensando di frequentare un PhD in Economia? Cosa fare, cosa aspettarsi

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Dipende da qual'e' il tuo obiettivo. Se vuoi andare a lavorare come quant a Londra o New York, l'investimento si ripaga abbastanza in fretta, e molti di questi programmi ti aiutano anche a trovare lavoro. I corsi sono abbastanza specializzati e (come dice Andrea) di economia magari se ne impara abbastanza poca. Se invece vuoi imparare un po' di economia da aggiungere alle tue conoscenze attuali ma senza necessariamente diventare un economista, un master in economics e' probabilmente piu' adatto (ma non mi e' molto chiaro quali siano gli sbocchi lavorativi). Per quel che riguarda fare solo il primo anno o due di un phd in economia, per poi smettere, devi chiederti a cosa ti servira'. In particolare, l'economia che si insegna nel primo anno del phd e' interamente volta alla produzione futura di ricerca. Se e' quella la direzione che ti attrae, allora ne vale sicuramente la pena, ma perche' smettere dopo due anni? Fatti tutta la trafila e diventa un economista come noi: ne vale assolutamente la pena!

Sicuramente infatti è più attraente per me imparare in modo consistente e robusto, per poi applicare come si deve, piuttosto che arrangiare una preparazione per trovare lavoro (sempre nel caso appunto, che prepararsi stesso sia un lavoro, così come un dottorato è un lavoro, per quanto instabile, ma non una spesa) il prima possibile. Nello spirito di quel post linkato da Andrea poco sopra.

La mia domanda era se esistevano "vie maestre" per chi era un po' più ferrato su altri argomenti, o se è possibile (è detto che mi prendano col mio background a 29, poi si faranno 30 anni in una scuola buona?) e vale comunque la pena "farsi la trafila" e mi sembra tu abbia risposto ;)

Il dottorato gia in tasca in una materia con molta matematica potrebbe aiutarti in sede di ammissione, e l'eta' non e' un problema insormontabile. Io co cominciato a 28 anni, ed era un po' strano essere il piu' anziano dei miei classmates, ma non molto di piu'. Certo la competizione e' in parte composta da gente che non ha l'eta' per comprare una bottiglia di vino :)

La vera domanda, e un poco inquietante, è cosa spinge un fisico nucleare a desiderare di diventare un economista?
Un ricercatore e pure già professore, che probabilmente potrebbe chiarire più di una questione sulla informatica o sulla probabilità perfino a qualche economista top ten, che vistosamente imposta il problema della competenza nel modo tipicamente distorto di un fisico teorico: “è più attraente per me imparare in modo consistente e robusto, per poi applicare come si deve, piuttosto che arrangiare una preparazione per trovare lavoro”, mandando all'aria così i più coscienziosi consigli sopra forniti per chi vuole impegnarsi nelle carriere degli economisti, ci si chiede: non farebbe meglio ad insistere dove ha già esperienza e preparazione? E' stato folgorato sulla strada di Damasco o più semplicemente muore di fame?
Tralasciando la prima ipotesi, se è la pura scienza che interessa allora si può pure ben morire di fame e insistere a studiare il Bosone di Higgs, e magari prima l'higsotrone e poi l'higsone se si ripete a breve una storia già vista, piuttosto che avventurarsi su altre astrazioni le quali se sono tramontate per la fisica allora sono tramontate per tutte le altre discipline e senza speranza, ovviamente.
Ovvero invece bisogna cambiare del tutto testa, e, come veniva suggerito sopra, cominciare ad avere una miriade di sollecitazioni differenti a partire dal leggere i giornali di politica, che forse per un fisico teorico è peggio che morire, e che sono tali e tante che sopra, non a caso, mi sono permesso di definire sollecitazioni complessivamente contraddittorie.
Resta la domanda angosciosa, valida in generale e non solo per il fisico: perché un fisico teorico ben preparato e già instradato dovrebbe riconvertirsi?