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Problemi di credibilità e teoria delle aree monetarie ottimali

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Bell'articolo, che rende abbastanza comprensibili a ingoranti come me cose così complesse.

Non so se sia voluto, mi pare però che ci sia una argomentazione che non venga presa in considerazione nè da CDK ne dagli autori nel dare una risposta alla domanda:

che ci guadagna la Germania?

ed è il vantaggio, politico ed economico, della costruzione di uno stato federale europeo. La moneta unica è un passaggio, ragionevolmente irreversibile, di questo percorso, ed io credo sia il vantaggio principale per tutti. Allora, siccome giustamente non ha senso una moneta padana, nè milanese nè del Giambellino, forse è il momento di interiorizzare che non hanno neppure senso monete nazionali europee.

Che l'euro possa essere stato un primo passo verso la creazione di uno stato federale europeo e' una lettura condivisa da parecchi. Pero' on ho mai capito bene quali possano essere i vantaggi di devolvere maggiori poteri ad un governo europeo. Come accennato in una nota, la stessa logica che applichiamo alle politiche monetarie puo' essere applicata alle politiche fiscali (in presenza di time inconsistency problem). Ma il problema merita di essere studiato (e probabilmente lo e', solo che ne so poco).

Politica

marcodivice 17/3/2015 - 12:41

i vantaggi sarebbero evidenti in politica estera e di difesa, ad esempio. confronta quanto spendono insieme per la difesa i paesei ue, e quanto spende la russia. Spendiamo molto di più, ma a nessuno salterebbe mai in testa di dire che abbiamo un dispositivo migliore. Idem come peso politico vis a vis con una Cina o India . 

Inoltre se demandiamo sempre più potere fiscale alla UE, allora ci deve essere un analogo potere di rappresentanza democratica più forte di quello attuale (che comunque è superiore a quanto la vulgata faccia pensare). 

Spero di esser stato chiaro.

Butto giù un po' di vantaggi del conferimento di maggiori problemi a un governo centrale europeo, più con l'intenzione di offrire spunti di discussione che con la pretesa di voler dare delle risposte (non ho alcuna pretesa in tal senso, dal momento che non ho neanche alcuna risposta):

1) Creazione di un soggetto politicamente "pesante", ai livelli di una "superpotenza"; maggiore potere nei confronti di altre controparti; in un mondo in cui esistono soggetti come Stati Uniti, Russia e Cina, uno stato europeo (anche grande) fa fatica ad avere potere contrattuale.

2) Creazione di un soggetto politicamente "pesante" - parte 2.  Anche i Keynesiani più incalliti riconoscono che in un regime di libertà economiche (scambi e cambi liberi) le politiche fiscali espansive non servono a nulla quando si è piccoli.  La creazione di un soggetto sufficientemente grande è fondamentale (agli occhi di un Keynesiano onesto) perché si possano attuare politiche fiscali efficaci.

3) La creazione di un "popolo europeo".  Non dimentichiamo il processo che ha portato alla nascita dell'Unione, iniziato alla fine dell'ennesimo conflitto (conflitto più sanguinario del solito, in cui gli europei hanno dato il peggio di sé, a seguito del quale sono diventati quasi irrilevanti, etc...).  La paura che qualcosa del genere potesse ripetersi e il desiderio di costruire qualcosa insieme ha portato all'Europa che conosciamo.

4) Il conferimento di maggiori poteri a un governo centrale europeo può anche essere solo un obiettivo fittizio per motivare e tenere in piedi una serie di cose che portano sì vantaggi, ma che altrimenti avrebbero fatto molta più fatica a realizzarsi.  Mi riferisco in primis ai trattati sul libero scambio e sulla libera circolazione.

5) Migliore realizzazione della libera circolazione.  Un solo sistema di regole valide per tutti, in modo che si possa cambiare tranquillamente lavoro in qualunque parte dell'Europa.

Non voglio dire che una di queste sia la ragione giusta, che indica i veri vantaggi di un governo centrale europeo; molto probabilmente ognuno di noi ci vede un vantaggio (o una minaccia) diverso.  Per esempio, per me la ragione per volere un governo centrale europeo è la 5); mi rendo però perfettamente conto che la possibilità di cambiare lavoro in maniera indolore andando in Francia presuppone che io parli il Francese e che io abbia una professionalità spendibile lì meglio che qui: non credo che questi criteri siano estendibili universalmente alla forza lavoro italiana.