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Problemi di credibilità e teoria delle aree monetarie ottimali

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Non sono sicuro di aver ben interpretato questa innovativa teoria: se ho ben capito il fatto che la decisione di policy sia presa a livello comune aumenta la disciplina della banca centrale, rendendola più credibile e implementando quindi il circolo virtuoso di aspettative coerenti e bassa inflazione. Dal punto di vista di colui che decide la politica fiscale quindi, c'è l'incentivo a mantenere i conti in ordine poichè non gli sarà possibile aumentare l'inflazione ex-post, ovvero dopo aver fissato il tasso d'interesse nominale.

Per quanto riguarda la disciplina della banca centrale e di concerto quella del governo, quindi, appartenere ad un unione monetaria formata da paesi eterogenei è positivo (sopratutto per quelli non-commited). Quello che non mi è chiaro, però, riguarda gli shock nel settore privato. Nel caso in cui uno shock del settore privato (illiquidità del settore bancario), si manifesti in modo asimmetrico in due paesi parimenti virtuosi da un punto di vista della politica di bilancio, senza un qualche meccanismo di riequilibrio (ad esempio la famosa mobilità interregionale degli Usa), quale sarebbe la best practice, dal momento che la necessità di intraprendere una qualche sorta di qe sarebbe necessaria soltanto a uno dei due membri? Non mi è chiaro come il sistema degli incentivi potrebbe porre un freno a squilibri che nascono unicamente nel settore privato (dal momento che la sua regolamentazione, vd. Basilea III, si è dimostrata a tratti ben poco efficace).

L'interpretazione e' corretta. Gli effetti sulla politica fiscale sono un po' piu' complessi, c'e' un problema di ``esternalita' fiscali'' che spinge le autorita' fiscali a fare piu' deficit. Velocemente, l'idea e' che ciascuna autorita' fiscale (stato) non internalizza che emettendo piu' debito impone dei costi agli altri paesi (perche' puo' spingere la banca centrale a fare piu' inflazione). Questo porta - in teoria - ad una maggiore emissione di debito.

Shocks che richiedono una risposta asimmetrica non possono essere accomodati con un'unica politica monetaria. Questo e' il costo tipicamente considerato nella letteratura. C'e' quindi un trade-off: benefici dovuta a maggiore disciplina per la banca centrale, costi dovuti all'inabilita' di rispondere in maniera asimmetrica a quelli shock per cui una risposta asimmetrica e' appropriata.