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Tutti monopolisti, tutti fottuti: una parabola italiana

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cavolo...

ivan_zatarra 11/2/2015 - 01:57

...sottile e affascinante l'associazione, anzi la relazione (ma forse sarebbe meglio indicarla come correlazione per poterne anche ricavare un indice in grado di identificarla in modo più oggettivo), tra brevetto, meritocrazia e, quindi, concorso.

Io azzarderei inoltre l'ipotesi dell'esistenza di un suo complementare: una relazione (un indice) in grado di esprimere come la presenza e l'uso del brevetto (e quindi assenza di merito e uso smisurato di concorsi), sia in grado di opacizzare una serie di conoscenze, abilità e competenze che non venendo né tramandate né rinnovate, si riflettono sull'economia "en ronde bosse" e ne allungano a dismisura quei tempi che, considerata la fluidità e la notevole mobilità modernizzande degli altri pasi, rendono l'Italia pateticamente ancorata al ricordo cinquecentesco dei granducati e delle Repubbliche fiorentine.

yes

michele boldrin 11/2/2015 - 05:24

concordo al 101%. 

no, al momento

dragonfly 11/2/2015 - 10:53

Io azzarderei inoltre l'ipotesi dell'esistenza di un suo complementare: una relazione (un indice) in grado di esprimere come la presenza e l'uso del brevetto (e quindi assenza di merito e uso smisurato di concorsi), sia in grado di opacizzare una serie di conoscenze, abilità e competenze che non venendo né tramandate né rinnovate, si riflettono sull'economia "en ronde bosse"

bello, ben scritto e piace pensarlo anche a me. però il dato primo, bruto e maleducato, ci dice che l'Italia è in coda sia alla classifica dei brevetti che a quella della crescita. la correlazione attuale è esattamente opposta a quella qui ipotizzata.