Titolo

Tutti monopolisti, tutti fottuti: una parabola italiana

1 commento (espandi tutti)

Finalmente un post in cui posso dire la mia con un minimo di cognizione di causa!

L'aneddoto è sicuramente interessante come spunto per la discussione però contiene alcune inesattezze che rischiano di falsarne il significato e le interpretazioni che si possono trarne.

La progettazione di una struttura richiede sicuramente delle competenze (e sennò che ho studiato a fare tutti quegli anni?), però ipotizziamo per un momento che una persona dotata di buone conoscenze tecniche ed opportunamente supportato, riesca a preparare un progetto corretto per un edificio di modesta entità, qui non parliamo del Burj Khalifa né dell'Akashi Kaikyō.

Questa persona può singolarmente attribuirsi la responsabilità del progetto? No. Né in Italia né in stati più liberali come gli USA, il Regno Unito o moderni come la Svizzera, gli Emirati Arabi, Singapore... Lì non ci sono gli ordini professionali ma le associazioni di categoria, se negli USA non sei PE non batti un chiodo o un membro SIA in Svizzera etc...

Ma se mio zio ingegnere firma il progetto? Perfetto, se lo zio si assume questa responsabilità non ci sono problemi. Però in Italia (e non solo) questa responsabilità deve essere condivisa con un collaudatore statico. E qui c'è la prima mancanza dello zio, che questo non poteva non saperlo e doveva dirlo subito. Prima di parlare di sofware CAD o per il calcolo statico (FE). Siamo in un post sui brevetti non usiamo nomi commerciali!.

I software di calcolo in mano a persone senza esperienza (anche ad ingegneri laureati!) e senza un minimo di cognizione di causa sono armi improprie. Questo lo insegnano nelle prime lezioni di calcolo automatico in tutti i corsi di ingegneria. Ma non è il focus del post, quindi tralasciamo, poi per una casetta di due piani il progetto si può fare anche con carta e matita.

Veniamo alla seconda inesattezza il geom. del paese, la storia del

Quando finii mi chiese: “Ma la struttura chi gliela collauda? Ci vuole l'autorizzazione e il collaudo.”
E io: “Quanto mi viene l'autorizzazione e il collaudo?”
Risposta: un tot (non ricordo tutto).
E io: “E quanto mi viene se la struttura me la faccio fare dalla ditta che me la collauda?”
Risposta: lo stesso tot meno un infinitesimo.
Io: “E perché questa stranezza?”
Risposta: “Chi la collauda sa cosa ci vuole e esegue il lavoro A Regola d'Arte.”

non regge e nasconde evidentemente un interesse di bottega.

Quindi proviamo a riscrivere la storia.

E io: “Quanto mi viene l'autorizzazione e il collaudo?”
Risposta: l'autorizzazione è una pratica comunale, la deve firmare l'impresa che costruisce. Se non sei un impresa questo è il vero problema perché le norme richiedono che anche se tu sei Pierluigi Nervi in persona, ti devi rivolgere ad una impresa titolata a costruire. Per una volta gli ordini non c'entrano. Oggi ci sarebbero anche le questioni di sicurezza e certificazione energetica.

Se invece abiti in Toscana in base a questa recente Delibera Regionale potresti fare tutto associandoti ad una rete di auto-costruttori. Come potrai leggere gli interventi che potresti realmente fare si riducono alla manovalanza o poco più, però puoi sempre tentare. E personalmente nutro non pochi dubbi sull'utilità di una delibera del genere.
E io: “E quanto mi viene se la struttura me la faccio fare dalla ditta che me la collauda?”
Risposta: La struttura la paghi alla ditta che la costruisce. Diffida sempre del risparmio sul fare il collaudo dalla stessa ditta, o dai sui sodali. Il collaudo è l'unico strumento che hai per tenere sotto controllo chi lavora per te. Controllato e controllore e bene che non siano la stessa persona (per altro per legge non possono esserlo).

Io: “E perché questa stranezza?”
Risposta: “Chi la collauda sa cosa ci vuole e esegue il lavoro A Regola d'Arte.”

Questa è una emerita panzana e nasconde la mancanza di buona fede cui accennavo prima.

Io ti direi: se mi mandi il progetto io lo controllo e, se è fatto veramente bene come dici per cui non devo impazzire, se tu lo zio o l'impresa che scegli fanno tutti i campioni dei materiali richiesti dalla legge, con poche centinaia di Euro ti istruisco tutta la pratica faccio la visita ispettiva di prassi e la porto in comune se mi capita di passarci, sennò ci vai tu.

Ovviamente la fattura prevede l'IVA 22% e l'INARCASSA 4%. Perché se te lo facessi gratis avrei paura che la Agenzia delle Entrate. Vagli a spiegare che non ho fatto tutto il lavoro dietro pagamento di corrispettivo in nero!.

Siccome sono troppo buono di cuore quindi a lavorare così non arrivo a fatturare nemmeno € 15'000/anno, sono in uno scaglione modesto e pago solo 23% di IRPEF per ogni € 100,00 che mi hai dato me ne restano solo € 60,68. (Così faccio un po' anche gli interessi della mia categoria). Se avessi fatto solo questo per cui ero iscritto solo alla Cassa degli Ingegneri e Architetti avrei dovuto pagare anche altri € 7,88 per una pensione che tra 40 anni non varrà più niente.

P.S. Questo è il motivo per cui ho cercato anche io di emigrare, e in parte ci sono riuscito. Per questo i lavori di ingegneria adesso mi diverto a farli solo a chi mi sta simpatico.