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La crisi ha ridotto i residui fiscali regionali

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Il suo articolo è molto interessante e da non sottovalutare.
L'unica frase che mi lascia un po' perplesso è questa: " Nel complesso però, il miglioramento al Nord [...]".
Come può essere definito un miglioramento? Una diminuzione di ricchezza e produzione dovuta a fallimenti, delocalizzazioni e disoccupazione, sostituita da spesa pubblica che vada a coprire questo ammanco è esattamente il contrario, un peggioramento netto. Estendendo in linea teorica questo processo per più di 30 anni, senza tener conto della situazione insostenibile che si genererebbe e altri meccanismi che si innescherebbero, le regioni come Veneto e Lombardia diventerebbero esattamente come quelle del sud, assistenziate all'inverosimile e con disavanzo pari a zero o addirittura negativo. Ma di questo non ci sarebbe proprio da esserne contenti.
Siamo d'accordo che le cifre di disavanzo equivalgono a ricchezza che sparisce letteralmente dal territorio in cui viene prodotta e che non è corretto, ma questo è anche un sintomo che il territorio è in buona salute.

si, è vero. E' un po' come dire che fortunato il tizio che è stato investito dall'ambulanza. Il vero miglioramento dovrebbe essere Veneto e Lombardia che pagano meno tasse e Puglia e Calabria che ricevono meno spesa pubblica. Invece la diseguaglianza si sta appiattendo con Veneto e Lombardia che ricevono più spesa pubblica e Puglia e Calabria che pagano molte più tasse.

Ne approfitto per aggiungere un grafico dei residui fiscali pro capite che mi ero dimenticato di mettere nell'articolo. Questo grafico è più indicativo dato che la popolazione della Lombardia è il doppio di altre regioni:

residuo fiscale pro capite.jpg