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La crisi ha ridotto i residui fiscali regionali

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Leggendo di residui fiscali mi torna in mente questo pezzo pubblicato su LaVoce.info esattamente un mese fa. Gli autori cercano di "normalizzare" i residui fiscali per tenere conto degli effetti del sistema di welfare, che di per sé redistribuisce a sud considerata la maggiore povertà di quella regione.

Questo è il risultato:

Non sono in grado di giudicare la fondatezza empirica di queste analisi, naturalmente, però l'argomento teorico di per sé non mi sembra campato per aria. Voi che ne dite?

5'230?

Francesco Forti 15/5/2015 - 07:12

mi sembra molto strano che la "spesa al netto delle prestazioni sociali (4)" sia fissa in tutte le regioni, quasi fosse il frutto di un copia&incolla. Essendo il risultato di un'operazione (per arrivare al netto si parte da un lordo togliendo qualche cosa) la cifra dovrebbe variare, invece ...

Andando a leggere le note dell'articolo originale a quella tabella, il mistero non si charisce (almeno ai miei occhi). La nota 4 si riferisce alla colonna che contiene il dato costante.

Note: 1 Il valore pro capite Italia corrisponde al dato stimato da Staderini e Vadalà (2009) per le entrate effettive; 2 A partire dai dati di spesa pro capite stimati da Staderini e Vadalà (2009), si sono calcolati i valori totali. Il totale Italia è stato ripartito tra Mezzogiorno e Centro-Nord in coerenza con l’obiettivo programmatico (rispettivamente 45 e 55%) e la spesa così ottenuta è stata ripartita tra le regioni applicando la distribuzione regionale della spesa effettiva; 3 questo capitolo di spesa è ripreso da Staderini e Vadalà (2009) senza correzioni; 4 il dato pro capite Italia è imputato ad ogni regione e macroripartizione; 5 i residui fiscali effettivi sono quelli stimati da Staderini e Vadalà (2009, pag. 602, tav. 2); 6 scostamento % del residuo effettivo dal residuo teorico: sono penalizzate le regioni che contribuiscono alla redistribuzione più di quanto dovrebbero (eccesso di residuo > 0); 7 scostamento % del residuo effettivo dal residuo teorico: sono penalizzate le regioni che ricevono meno di quanto dovrebbero (difetto di residuo > 0).

mi sembra molto strano che la "spesa al netto delle prestazioni sociali (4)" sia fissa in tutte le regioni, quasi fosse il frutto di un copia&incolla.

La spesa che indichi e' teorica, non reale. Fanno un modello teorico ideale di come dovrebbe essere la spesa pubblica italiana. La parte teorica di spesa per welfare varia con le caratteristiche delle regioni (non mi e' chiaro come) mentre la parte non-welfare e' fissa e uguale per tutti pro-capite.

OK

Francesco Forti 18/5/2015 - 14:20

È un'ipotesi di lavoro quindi, per far tornare certi conti. Mi pare un'ipotesi che non sta in piedi, però. La spesa "non sociale" è fissa ovunque? Mah.

A me sembra logico. Per i servizi pubblici (scuola, sanita') la spesa pro-capite puo' benissimo essere la stessa per tutte le regioni. La spesa per sussidi di disoccupazione, invece, dipende dal livello locale di disoccupazione.

Scuola e sanità uguali in tutte le regioni? La spesa per sicurezza? La manutenzione delle strade? Sappiamo che non è così.

concordo che non e' cosi'. e puo' non essere cosi' per motivi validi, esempio diversa natalita'. ma l'assunzione e' la piu' neutrale pensabile, se si vuole valutare la congruita' dei residui fiscali reali.